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RIPROPOSTA "UNA LAURA A MEZZA COSTA
(Opera di Michele Crispino scritta 1994)

Volendo scherzare un po' sulle parole, diciamo che "Una Laura a mezza costa", il mio primo romanzo imperniato sulla storia colobrarese e con molta carica di fantasia narrativa, compie quest'anno dieci anni dalla sua pubblicazione.
Mi diletto talora a rileggerlo, per stabilire quante sciocchezze sono state scritte e quante verità storiche rispettate.
Naturalmente il centro della trama è la storica chiesetta di Santa Maria della Neve, oggi restaurata e tornata ad essere un piccolo monumento degno di essere conservata ai posteri colobraresi, nella speranza che gli stessi ne abbiano gelosa cura e rispetto. Ma tornando al mio romanzo, che ripeto fu scritto e stampato nel 1994, aggiungo a mio modesta soddisfazione che esso rappresenta in altre parole una vera e propria piccola storia del paese nel tempo, riferibile in particolare al '700, che è il secolo in cui la chiesetta ebbe una sua vita, cui si aggiunge l'altra che l'autore le ha voluto dare, intrecciandovi fatti ritenuti verosimili di vita e soprattutto di costume di piccola comunità di persone del tempo; si pensi alle feste religiose, alle tradizioni domestiche, alle relazioni tra parenti, ai matrimoni ed anche ad altri fatti tipici che riflettono l'ordinario andamento degli uomini di ogni tempo.
In sostanza, volendo riferirmi a quello che è il tessuto del romanzo, mi sembra di aver dato vita ad altra storia del paese
ripensata e svolta nella temperie antica.

Invito pertanto il lettore a considerare il romanzo come un'ulteriore storia di Colobraro, che si pone accanto (e non mi si voglia criticare, per questo) a qualche ulteriore tentativo mio di scritto illustrante il passato storico del paese nei secoli.
Storia del resto e fantasia rappresentano, a chi sa ben leggere ed intendere, un tutt'uno che si amalgama per dare una impronta viva di quello che è stato nei lontani tempi (così almeno pensa l'autore).
In sostanza, si legga o meglio si rilegga il mio "Una Laura a mezza costa" alla stregua di altre opere scritte cui l'autore nel tempo ha posto mano illustrando fatti, eventi, costumi e piccole vicende del proprio paese di nascita. Che poi il risultato finale sia felicemente riuscito, questo in verità è un altro discorso.
Io comunque ho compiuto il tentativo e rimango nella convinzione di non essermi tanto discostato dal vero, storico o meglio quello verosimile.
Molta parte dei miei libri e pubblicazioni varie uscite siano visti in questa luce.
A me sembra, dopotutto, di aver scritto un unico libro, che ha per protagonista il mio paese, nel quale sono venuto alla luce nel lontano 1921.
Mentre sono grato a quelli che si ricordano di me e forse in cuor loro un poco mi ringraziano, penso anche che non manchino quelli che giustamente mi criticano, ma io li ringrazio ugualmente per il pensiero che mi rivolgono, in cui in fondo la critica è mista a simpatia e cordialità di sentimento.

Vicenza, novembre 2004

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