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Volendo
scherzare un po' sulle parole, diciamo che "Una Laura a mezza
costa", il mio primo romanzo imperniato sulla storia colobrarese e con
molta carica di fantasia narrativa, compie quest'anno dieci anni dalla sua
pubblicazione.
Mi diletto talora a rileggerlo, per stabilire quante sciocchezze sono state
scritte e quante verità storiche rispettate.
Naturalmente il centro della trama è la storica chiesetta di Santa Maria
della Neve, oggi restaurata e tornata ad essere un piccolo monumento degno
di essere conservata ai posteri colobraresi, nella speranza che gli stessi
ne abbiano gelosa cura e rispetto. Ma tornando al mio romanzo, che ripeto fu
scritto e stampato nel 1994, aggiungo a mio modesta soddisfazione che esso
rappresenta in altre parole una vera e propria piccola storia del paese nel
tempo, riferibile in particolare al '700, che è il secolo in cui la
chiesetta ebbe una sua vita, cui si aggiunge l'altra che l'autore le ha
voluto dare, intrecciandovi fatti ritenuti verosimili di vita e soprattutto
di costume di piccola comunità di persone del tempo; si pensi alle feste
religiose, alle tradizioni domestiche, alle relazioni tra parenti, ai
matrimoni ed anche ad altri fatti tipici che riflettono l'ordinario
andamento degli uomini di ogni tempo.
In sostanza, volendo riferirmi a quello che è il tessuto del romanzo, mi
sembra di aver dato vita ad altra storia del paese ripensata
e svolta nella temperie antica.
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Invito pertanto il lettore a considerare il romanzo come un'ulteriore
storia di Colobraro, che si pone accanto (e non mi si voglia criticare,
per questo) a qualche ulteriore tentativo mio di scritto illustrante il
passato storico del paese nei secoli.
Storia del resto e fantasia rappresentano, a chi sa ben leggere ed
intendere, un tutt'uno che si amalgama per dare una impronta viva di
quello che è stato nei lontani tempi (così almeno pensa l'autore).
In sostanza, si legga o meglio si rilegga il mio "Una Laura a mezza
costa" alla stregua di altre opere scritte cui l'autore nel tempo ha
posto mano illustrando fatti, eventi, costumi e piccole vicende del
proprio paese di nascita. Che poi il risultato finale sia felicemente
riuscito, questo in verità è un altro discorso.
Io comunque ho compiuto il tentativo e rimango nella convinzione di non
essermi tanto discostato dal vero, storico o meglio quello verosimile.
Molta parte dei miei libri e pubblicazioni varie uscite siano visti in questa
luce.
A me sembra, dopotutto, di aver scritto un unico libro, che ha per
protagonista il mio paese, nel quale sono venuto alla luce nel lontano
1921.
Mentre sono grato a quelli che si ricordano di me e forse in cuor loro un
poco mi ringraziano, penso anche che non manchino quelli che giustamente mi
criticano, ma io li ringrazio ugualmente per il pensiero che mi rivolgono,
in cui in fondo la critica è mista a simpatia e cordialità di sentimento.
Vicenza, novembre 2004
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