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Albero della libertà (Colobraro1860)
Bastanzio Vincenzo, nacque
in Colobraro. "Galantuomo" residente a Tursi, aderì al movimento liberale
e nell'ottobre del 1859 fu arrestato per "voci allarmanti dirette a
spargere il malcontento contro il governo".
Bastanzio Raffaele, nacque in Colobraro verso il 1730 da Gaetano,
"Galantuomo", milite della Guardia Nazionale del suo paese, il 18 agosto
1860 partecipò alla manifestazione popolare che, promossa da Filippo
Modarelli, si proponeva di impedire che Colobraro aderisse alla insurrezione
lucana.
Nel settembre del 1860, accusato di organizzare i contadini del suo
paese contro il governo prodittatoriale, fu arrestato ed implicato in
un processo per cospirazione. Scarcerato a seguito del provvedimento
adottato nei suoi confronti il 15 novembre 1860, usufruì della amnistia
del 17 febbraio 1861.
Vincenzo Gesualdi, di Pasquale nato a Colobraro nel 1848 accorse
volontario in Lombardia e raggiunge quarto presso Genova e diventa uno
dei mille di Garibaldi per la spedizione in Sicilia. Successivamente
si distinse nella repressione del brigantaggio.
Gialdino Egidio, gemello di Emerenziana, nacque in Colobraro
il 24.04.1820 fu Nicola morto il 28.11.1865, "Proprietario", milite
della guardia Nazionale, si oppose al movimento liberale e partecipò
attivamente alla manifestazione promossa nel suo paese da Filippo Modarelli
il 18 agosto del 1860. Successivamente, opponendosi alle aspirazioni
contadine, accetto il programma del Governo Prodittatoriale Lucano e
fece parte del partito armato che, al comando di Pasquale Tripani e
di Vincenzo Modarelli, represse il moto legittimista scoppiato il 21
ottobre in Favale, l'attuale Valsinni.
Rocco De Cimma, nacque in Colobraro verso il 1835 da Vincenzo.
"Galantuomo", nel 1860 accettò il programma del Comitato dell'Ordine
e fu tra gli insorti del suo paese che il 18 agosto repressero la manifestazione
popolare che, promossa da Filippo Modarelli, si proponeva di impedire
l'adesione di Colobraro alla insurrezione lucana.
Gialdino Nicola, di Egidio nato a Colobraro il 16.06.1845,
"Proprietario", sposato con Gaudio Carmela, nata il 17.07.1852 e morta
il 18.10.1929, mentre lui morì il1 3.06.1911. partecipò attivamente
ai fatti svoltisi nel suo paese arrestato dopo la caduta della Repubblica
Napoletana, venne incluso nel Notamento dei Rei di Stato, uscì coll'indulto.
Capitolo Gennaro, nacque in Colobraro verso il 1762. "Proprietario",
partecipò attivamente ai fatti svolti nel suo paese nel 1799. Arrestato
dopo la caduta della Repubblica Napoletana, "uscì coll'indulto e venne
incluso N.R.S. (Notamento dei Rei di Stato) Impiantò nel suo paese
l'albero della libertà. Uscì coll'indulto.
Antonio Cosentino, nacque in Colobraro verso il 1831 da Vincenzo."Massaro
di campo", nel 1860 aderì al movimento insurrezionale e, milite della
Guardia Nazionale, partecipò con gli armati del suo paese, alla repressione
del moto legittimista scoppiato in Favale, l'attuale Valsinni, il 21
ottobre 1860.
Filippo Cosentino, nacque in Colobraro. "Massaro di Campo", aderì
al movimento liberale ed accettò il programma del Comitato dell'Ordine.
Componente il Comitato insurrezionale costituitosi nel suo paese, il
18 agosto 1860 fu tra gli insorti che repressero la manifestazione popolare
che, promossa da Filippo Modarelli, capitano della Guardia Nazionale,
si proponeva di impedire l'adesione di Colobraro alla insurrezione lucana.
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Latronico Giuseppe, Paolo nato
in Colobraro, nel 1799 sacerdote aderì al movimento Repubblicano. Arrestato
dopo la caduta della Repubblica Napoletana, uscì coll'indulto "venne
incluso nel Notamento dei rei di Stato".
Marsico Nicola, nacque in Colobraro. Sacerdote. Nel 1799 aderì
al movimento repubblicano. Arrestato dopo la caduta della Repubblica
Napoletana, Uscì coll'indulto" e venne incluso nel "Notamento dei rei
di Stato. Dove a suo carico, si legge: "D. Nicola Marsico Sacerdote
di Colobraro alla notizia che i Francesi avevano invaso il Regno allarmò
il Popolo a democratizzarsi come avvenne. Uscì coll'indulto".
Fortunato Vincenzo, nato in Colobraro verso il 1830 da
Filippo. "Massaro di campo", fece parte del reparto armato che, al comando
di Pasquale Tripani e di Vincenzo Modarelli, accorse il 21 ottobre 1860
da Colobraro a Favale, l'attuale Valsinni, insorta il giorno precedente.
Gialdino Nicola, nacque in Colobraro nel 1764, a seguito della rivoluzione
francese scopre la sua vocazione repubblicana ed impianta l'albero della
libertà già nel 1799, precedendo di 61 anni l'evento dell'Unità d'Italia
e dell'albero della Libertà di quell'anno. La sua fede politica fu continuata
dal figlio Egidio e dal nipote Nicola che appunto nel 1860 impiantarono
l'albero della libertà vicino la Croce di San Salvatore ancora oggi
esistente a testimoniare l'esistenza della Chiesa di San Salvatore ove
fu eretto l'attuale Convento dei Francescani.
Capitolo Gennaro, nacque in Colobraro verso il 1818 da Nicola.
"Galantuomo" aderì al movimento liberale ed accettò il programma del
Comitato dell'Ordine. Già sindaco del suo paese, fu presidente del Comitato
Insurrezionale costituitosi in Colobraro nel 1860 e si pose a capo degli
insorti di quel centro abitato e quali, il 18 agosto, dovettero reprimere
una manifestazione popolare che, promossa dal capitano di quella Guardia
Nazionale, si proponeva di impedire l'adesione da parte di quella popolazione
alla insurrezione lucana.
Pasquale Ricciulli, nacque a Colobraro verso il... Sacerdote.
Cantore e suonatore di Organo aderì al movimento liberale, venne incluso
nel N.R.S. (Notamento dei Rei di Stato)
"D. Pasquale Ricciulli allarmò il Popolo colla notizia che i Francesi
avevano presa la Piazza di Napoli ed insinuò a piantarsi l'albero della
libertà come avvenne. Uscì coll'indulto.
Filippo Modarelli, nacque in Colobraro nel 1810 da Vincenzo.
"Galantuomo". Nel 1850 venne incluso tra gli "attendibili" politici
e sottoposto a "sorveglianza di polizia" per aver manifestato sentimenti
liberali nel 1848. Nel 1860, capitano della Guardia Nazionale del suo
paese, non approvò il programma del Comitato dell'Ordine e, avendo accettata
la Costituzione rimessa in vigore da Francesco II, il 18 agosto promosse
una manifestazione popolare diretta ad impedire che il suo paese aderisse
alla insurrezione lucana.
Vincenzo Modarelli dottore in giurisprudenza, nacque in
Colobraro nel 1833 da Filippo. "Galantuomo". Nel 1860 aderì al movimento
liberale. Tenente della Guardia Nazionale, accorse in Favale, l'attuale
Valsinni, il 21 ottobre 1860 per reprimervi il moto legittimista.
Questi uomini seguiti dal popolo, innalzarono l'albero della libertà
di fronte alla grande Croce posta della chiesa di San Salvatore oggi
spostata sul muro di cinta della ex scuola Elementare, mentre prima
era all'inizio del piazzale dell'attuale Convento Francescano.
L'albero era formato da un palchetto con al centro un palo ornato da
una ghirlanda di fiori di ginestra sormontata da due Bandiere, quella
di Colobraro Azzurra con i tre monti al centro e la Bandiera dell'Unità
d'Italia.
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