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"ALI VERSO IL CIELO" 
prendono il volo le liriche della Pellegrino a Matera.  
di Antonella Pagano

Pina Pellegrino - giovane donna materana - esordisce come poeta con la raccolta che reca il titolo: "Ali verso il cielo"; le chiedo: -perché un libro ? – "Per il profondo bisogno di esternare", mi risponde di getto.
 –Ha inaugurato la collana: "giovannedarco" -Giannatelli Editrice- un monile per adornare le 'giovannedarco' e adornare i tempi delle 'giovannedarco' - che sono i tempi del sempre; per adornare la preziosa città di Matera, per onorare Isabella Morra che nel '500, dalla 'dura' Valsinni, "terra lontana", seppe gareggiare con la veneta Gasparina Stampa e con lei rappresentare la poesia italiana cinquecentesca.
-Perché Pina ha scelto la Poesia e non il Romanzo ? -, continuo a domandarle - "Intanto sono fiera di aver aperto il percorso di questa Collana, ne sono onorata tanto quanto sento il peso della responsabilità, sebbene, da mamma, lo sono ben quattro volte, sia coraggiosa; quanto ad aver preferito la parola poetica è semplice risponderti, la poesia rappresenta le mie ali, ha accompagnato la mia vita sino ad oggi e fra l'altro è l'unico modo per avere un dialogo con me stessa; quanto poi al romanzo, ebbene sto pensando seriamente anche a quello, debbo però disporre di più tempo, tra qualche anno, quando saranno cresciute le ultime due mie figlie potrò permettermelo ".

-Oh la vita ! esclamo continuando, la vita è l'arte per eccellenza, l'arte è ragione di vita ed è la vita stessa, Pina, quando t'ho conosciuto, mi sei sembrata assediata, si, assediata dalla poesia e …ingioiellata, avevi ed hai al collo una splendida collana, i tuoi quattro figli, Serena, Antonio, Floriana, Ester Desirè, facevi la mamma, adesso scrivi, volevi fare la mamma o avevi in mente qualcos'altro? "La mamma per

prima cosa, mio sogno da sempre, poi tentare di valorizzare i talenti; quanto a scrivere, non scrivo da oggi, scrivo da sempre, adesso ho deciso di pubblicare".
- Bloom sostiene che il genio è l'aspirazione allo straordinario e al trascendente che coltiviamo dentro di noi, a volte senza saperlo; Orazio, per citare il lucano più famoso, sosteneva che il genio è il Dio della natura umana, per Pina Pellegrino cos'è il Genio? 
– "E' la creatività, l'intelligenza-  una piccola luce che ci consente di intravedere il buono e utile anche nelle cose negative; quella piccola luce –intelligenza- deve però sapersi accompagnare alla creatività".
- E il Senso della vita, delle cose, allora ? –
"Ti faccio un esempio, Antonella, anche la sofferenza, ove messa al servizio, al servizio verso gli altri, può dare senso, assume senso essa stessa; in tal caso alla sofferenza deve accompagnarsi l'amore vissuto innanzitutto come esperienza interiore, quindi in forma di dono verso gli altri".
- E gli altri chi sono ? –
"Parlerei, per cominciare, di Altro, piuttosto che di altri - nella massificazione ci si perde", afferma con rigore  Pina Pellegrino – "l'Altro è un universo di cui conosciamo solo quello che ci riferisce, l'Altro è un Uomo che riesce ad abbattere le barriere e ad instaurare un dialogo, ed io per dialogo intendo : il luogo del dare".
- Vorrai scriverne e pubblicarne altri ? –
"Ho già pronta una seconda raccolta e di questa mi intriga soprattutto il gusto di cercare, trovare ed ammirare il bello che c'è nelle piccole cose".

- Pina, non posso che augurarti tanta Poesia, Poesia  per te e per quella terra che generò e nutrì tanti Poeti, la Lucania.

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