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MISTERI D'UNA NOTTE
di Aldo Viviano

Misteri d'una notte - Secondo la fantasia popolare, nella notte di Natale ogni prodigio è possibile.
Dall'Oriente si diffonde la credenza che il 24 dicembre gli animali acquistano la parola, gli alberi fioriscono, il miele e l'oro scorrono nei fiumi, e gli angeli cantano la ninna-nanna.
Ma guai a chi assiste o prova a guardare i prodigi: può morire all'istante.
Altri miti raccontano che a mezzanotte affiorano dalle viscere della terra favolosi tesori e che scendono quaggiù fate, folletti ed elfi.
Per questo, specialmente nelle campagne, sopravvive l'usanza di porre avanti casa una scodella piena di pappa di grano e miele e boccali di nettare per tali ospiti che nessuno riesce a vedere.
Folklore intessuto di fede e magia, atmosfera poetica, toccante suggestione.
Dicembre di tradizione religiosa unita a superstizione, a presagi, a riti propiziatori, a formule di scongiuri, massime e proverbi.
Alcuni riti avevano luogo durante il solstizio d'inverno festeggiato nei saturnali romani.
Ovunque venivano accesi fuochi per invocare il ritorno del sole, il risveglio della natura.
Il fuoco illumina la via dei magi.
L'usanza del ceppo, simbolo di calore ed intimità familiare, rivela legami con antiche cerimonie agrarie a carattere purificatorio: infatti le ceneri

e i resti non consumati del ceppo si spargono sui campi in auspicio di fecondità o per scongiurare con i loro poteri segreti i danni di inclemenze stagionali.
Si riordinano ed ornano le case per accogliere gli antenati che tornano per l'occasione a vivere nella dimora di ieri.
Nel cortile si piantano rami verdi, cui vengono appesi mannelli di avena affinché anche gli uccelli possono avere il pasto natalizio.
Pure il ramo del vischio presente in abbondanza viene scambiato fra parenti ed amici come dono augurale: la sua remota origine richiama poteri magici al fine di vincere malefici, assicurare salute e longevità.
Oscure ed avvolte nella leggenda sono le origine dell'albero di Natale, infinite le ipotesi sul suo significato.
È simbolo di antichi culti di sacrifici della natura illuminata e vivificata dal sole.
Infine il presepe, con i canti, le nenie degli zampognari, le  poesie dei bimbi, le sacre rappresentazioni, le immagini dipinte o scolpite, le melodie sublimi, le leggende dei personaggi che da secoli ispira.
Tutto appare come sospeso tra terra e cielo in una specie d'incantesimo che sa di intimità, gioia, speranza, miracolo.
È questa la magia profonda del natale o se volete, il suo sorprendente mistero, inconfondibile, insostituibile.

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