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"Ho paura" - Questo il titolo dell'ultima silloge di Giovanni
Rosiello.
Mentre Rosiello, da Matera, scriveva il suo: "Ho paura" !
– poesie -, Niccolò Ammaniti scriveva: "Io non ho paura" – romanzo -.
Un poeta, un romanziere, due opposte affermazioni.
Vorrei dimostrare questa tesi apparentemente impossibile!- esordivo in
quel di Roma nello storico "Lettere e Caffè" - in Trastevere dove
presentavo l'ultima pubblicazione del poeta materano Giovanni Rosiello.
…ma ho
bisogno di voi ! – continuavo - se
il critico ha bisogno d' un uditorio al quale dimostrare la propria tesi
o, semplicemente, raccontare le emozioni raccolte tra le pagine e i versi
dell'autore che va leggendo - questa è la condizione che più mi
appartiene-, il Poeta abbisogna dei lettori cui raccontare, denunciare,
donare, significare il proprio pensiero, le proprie emozioni, il mondo,
l'universo del proprio vissuto rapportandosi col resto del mondo, con
l'universo terracqueo e celeste.
In forza del fatto che credo che ogni Uomo sia un artista, lo sostengo
da una vita, - e che la vita è
l'arte per eccellenza; e premesso che già da molti anni ho dichiarato che
non sono un "Critico", -magari di questo mi piacerebbe discuterne
insieme attorno ad una tavola imbandita di tutti i più bei sentimenti, dei
sentimenti cattivi, delle emozioni, di quel non rinchiudersi
ma sapersi situare riverentemente nel silenzio dei propri pensatoi;
del saper soffocare l'Urlo personale e rammentare l'Urlo di Edward Munch,
rammentando la sua tavolozza e i tre colori che l'abitavano: il colore
dell'Amore, il colore della Paura e quello della Morte; pensando alla
difficilissima prigione che è la
paura e al terribile figlio di colei: l'incubo,
quest'ultimo permanente rispetto a sua madre paura; pensando alla
paura dell'abbandono affettivo- oggigiorno ed ogginotte molto vissuto,
tortura che infliggiamo lasciandola persino passare per conquista di civiltà,
ai figli dei mille separati, ai bambini con la valigia degli affidamenti
congiunti, agli anziani che hanno avuto figli in un tempo così remoto che
non ci son più –i figli- mentre di loro si occupano alieni chiamati:
"badanti"; se pensando alla miseria materiale nei nignos de rua, alla
miseria affettiva dei bambini con la valigia sino a quelle notizie
terrificanti-sconquassanti-aberranti d'un evo che non so definire
diversamente che: " alla ricerca
dell'eleganza perduta", in salvifica fuga, prendo la strada verso la
poesia. Così, quegli "…occhi a mandorla della luna…" di una delle più belle poesie di
Rosiello mi piacciono assai; "…la
tua libertà gridavi" è l' anelito al valore della Libertà, della
libertà più autentica, quella che fa davvero libero l'Uomo.
E quello di "gente colorata" è
l'altro quadretto acquerellato che mi piace; bello per noi ergastolani del
terzo millennio, troppo spesso del colore della nostra auto, della nostra
solitudine, del nostro cellulare, della nostra agenda elettronica, noi
replicanti, parlanti in macchina – terrificantemente soli e colloquianti
con un filo e una pulce nell'orecchio…
In quel"…tra la gente
ballavi…", intravedo l'invito di Rosiello al "ballo"
- metafora vitalistica per la quale poi – quel lui seduto (uno qualunque di noi - figli d'un Novecento e d'un terzo
millennio nichilisti) – un lui inerte – indolente – volgarmente
indifferente – è per forza
di logica il controvolto , il
controdestino, l' Antibene – non il Male-, ma quel che è contrario al
Bene. Sicché la dinamicità
del Ballo si scontra con l'annichilente immobilismo dell'Antibene.
Sempre là, nella poesia, vi trovo la più bella dichiarazione d'amore
e l'annuncio all'uditorio
di romani e di lucani a Roma – è nell'esclamazione di Rosiello: "Ho bisogno delle tue cose" !…è la voglia di vivere – è la
bandiera, il vessillo del verso successivo :"……."ho
imparato a camminare".
La paura antica, quella paura che non ha nulla a che vedere con la paura
dell'uomo contemporaneo, di fatto era un monolite denso ed oscuro,
annunciava il sacro, permetteva l'iniziazione alla vita e, mediante
questa, l'arricchimento che ne viene alla persona dall'imparare e dal
praticare il rispetto verso le
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forze naturali e verso il pianeta che
l'ospita. Parallelamente a quello c'era anche un altro qualcosa: il timor di Dio - che razionalizzava, ordinava, dava senso al timor
panico, al panico del mondo.
Oggi, sebbene ci possa sembrare di esercitare un esteso potere, pressoché
su tutto, quando non su tutti, non so se si tratti di
razionalismo onnipotente o delirio, la paura non è sparita, si è
polverizzata, è difficile da definire, da combattere, è talmente micro che
la respiriamo e i media sono i primi untori di questi contagi
da paura. Dunque: evanescente eppure pressante paura. Paura con data di
scadenza …come tutti i prodotti alimentari…tanto, subito dopo quello che
ci ha spaventato oggi, è già pronto qualcos'altro. L'ansia collettiva
sarà fagocitata, spostata da un virus a un attentato, da una cellula
staminale a un non senso ora storico ora scientifico ora letterario. Allora,
mi sento di dire, Io Poeta continuerò a "desiderare le tue cose" - è
Amore -, "a incontrare i miei figli", i figli degli uomini di tutto il
mondo, uomini di domani essi, ad incontrare mia madre fisica che m'ha
partorito amandomi, e metaforica terra che m'ha ospitato, e… continuerò
ad incontrare Dio perchè non resti –cassando semplicemente ma
irrimediabilmente e pericolosamente una d -
un povero delirante io. Io Poeta
continuerò a dire ho paura mentre continuerò a credere nell'etica del
fare perché ogni bella parola possa farsi bell'azione, ad amare la mia
terra come l'ama Rosiello, pur nella consapevolezza, a volte malinconica a
volte lacerante, che la mia terra non m'è sempre benigna , e continuerò
a credere in quell'isola ove addormentarmi senza incubi e con il profumo
d'una natura –tutta intera-benedicente.
-Perché ha scelto questo titolo?- "La paura è legata al timore di
retrocedere dopo avere conquistato delle mete. Parlo in termini generali,
atteso che la società si va facendo sempre più confusa e priva di valori.
Potrei anche riferirti di qualcuno che ha intravisto il legame con la nostra
terra di Basilicata inscritto nel titolo; perché, la Lucania è terra molto
ospitale, è terra molto fragile, ha una borghesia con la caratteristica di
essere falsa e falsi intellettuali che intendono spadroneggiare. Uomini
vuoti, incapaci di spadroneggiare ma capacissimi di conferire fragilità
alla terra, insomma in grado di squilibrare il gioco delle parti sociali.".
–Perché Giovanni Rosiello fa il poeta?- "Pensa di dare con i versi ed i
pensieri il proprio contributo, sai la denuncia sociale è importante.
Quanto poi all'essere Poeta, ebbene lo lascio decidere ai critici, ai
media". –Com'è fare il poeta in Basilicata ?- "E' straordinario
in quanto lo si fa percependo ancora la bellezza del quotidiano, il calore
della gente, il baluardo dei valori, un baluardo contro la fragilità della
società contemporanea che ha smarrito la solidarietà, la disponibilità,
l'accoglienza, la collaboratività a vantaggio del cinismo suicida".
–Gode di privilegi in Basilicata il Rosiello Poeta ?- " Si se dovessi
pensare ai tanti spettacoli che mi offrono le bellezze naturali e tutto
quanto mi circonda, d'altro canto però avverto la carenza di rapporti, di
confronti, la fatica che si deve fare per assegnare credibilità a quelli
che sono i messaggi inscritti nei versi. Pensa, Antonella, il mio libro
edito dalla Casa Editrice Altrimedia, nonostante sia stato oggetto di tutta
una serie di strategie di marketing, non è andato oltre il circuito di
distribuzione regionale". –Dunque è più fortunato il poeta che vive in
un'altra regione- "Certamente si, dispone di tutti gli strumenti atti a
veicolare i prodotti culturali, dispone delle esperienze di cui sono
portatori gli altri poeti e di una editoria con canali distributivi efficaci
sull'intero territorio nazionale. Quest'ultima opportunità è
estremamente importante atteso che oggi non è in crisi la poesia; la verità
è che mancano i lettori; logica conseguenza ? la carenza di attenzione alla
poesia." - Giovanni - papà - come parla di poesia ai figli? "portandoli
spesso in libreria e in tutte quelle manifestazioni nella quali possono auto-educarsi a recepire il messaggio d'un libro. Uso anche il gioco;
l'apprendimento è più efficace se passa attraverso il gioco".
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