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Michele Crispino
Mi presento a chi ancora non mi conosce, ma modestia a parte mi
conoscono tutti, almeno i miei compaesani.
Collaboratore di Pietro, il direttore de "La fenice", da lungo
tempo, e cioè da vent'anni quando un certo giorno me lo trovai davanti al
rione Caprera, dove per la prima volta intrattenemmo un discorso
"storico" sulle origini di Colobraro.
Tra affermazioni varie ed alcune rettifiche della stessa il nostro
discorso filò liscio per lungo tempo, giungendo fino a oggi quando nel
nostro rapporto si è instaurato un dialogo interminabile, sempre di
natura storica, sul passato e sul presente della nostra patria comune, che
è Colobraro.
Io purtroppo vivo lontano, cioè a Vicenza, dove ho esercitato una lunga
attività di insegnante, ora però in pensione, e non manco di trascorrere
alcune settimane nel paese natio; qui gli amici di un tempo si sono
piuttosto rarefatti, non per colpa loro ma per quella di un avverso
destino. Di me non so proprio cosa dire di più se non che
all'attività di insegnante ho alternato quella di autore di alcuni
libri, di cui il più noto è "Colobraro, un paese una storia una
cultura", edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Colobraro e
Valsinni.
Per pura e semplice onestà, devo dire che i miei libri editi sono una
quindicina, molti aventi come soggetto il paese che nel lontano 1921 mi
diede i natali.
L'ultimo libro però mi ha portato lontano dal paese e svolge una serie di
riflessioni dal chiaro contenuto moraleggiante.
La passione di insegnante mi ha fornito a chiare lettere questo carattere
ed io non posso cambiarmi i connotati.
In tutta sincerità, mi pare di aver composto un' opera che, se non è del
tutto valida, ha molti aspetti di originalità.
I miei concittadini, quelli presenti e quelli futuri, potranno
rispecchiarsi in me attraverso i miei scritti e troveranno degli elementi
che ci accompagneranno, almeno in alcuni elementi che riguardano il luogo
di origine.
Mi permetto di dire che, se dai colobraresi del passato avessimo potuto
apprendere notizie scritte riguardanti le origini e la storia del nostro
paese, oggi ne sapremmo molto di più.
Purtroppo il nostro desiderio rimane insoddisfatto, ma qualcosa, modestia
a parte, l'apprendiamo con qualche mio scritto che ha il conforto di
precise date e riferimenti storici documentati, e non frutto di mera
fantasia.
Lo studioso del settecento Lorenzo Giustiniano rimprovera agli scrittori
meridionali del suo tempo di trasformare le origini dei loro paesi in
eventi straordinari e gloriosi, che poi di straordinario e di prodigioso
hanno ben poco.
L'elemento storico vero deve essere, purtroppo, cercato col lanternino e
dopo aver fatto giustizia sommaria di molti dati inesistenti o quanto meno
piuttosto oscuri.
Con l'andar del tempo molte fantasie, molte esagerazioni e perché no
molte falsità avranno fatto il loro tempo e qualcosa di certo potrà,
forse, essere rinvenuto; perché la storia si fa con i fatti, accertati ed
eloquenti per loro stessa natura, sempre che si voglia procedere non con i
se, o con i ma, e sconfinando nel puro atto della fantasia.
Concludo anch'io con l'affermazione di cui sopra, ripetendo che i nostri
piccoli comuni hanno avuto tutti origini semplici e non titoli di
grandezza e nobiltà.
Verità questa che non può essere smentita.
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Luca Celano
Maestro
pluriaccademico, vive ed opera tra Lucania e Roma. Affermato artista
lucano. Estroso pittore professionista di assoluta estrazione figurativa,
nato nel 1950.L'artista ha girato a lungo in Italia, in Germania, in
Austria. Nel corso della sua lunga carriera ha partecipato a
manifestazioni artistiche e culturali di prestigio e conseguito ambiti
premi e riconoscimenti.
Nel 1971 consegue il diploma di Maestro d'Arte della sezione di
decorazione pittorica presso l'Istituto d'Arte di Bari.
Nel 1972 si trasferisce a Roma dove frequenta il corso di scenografia
presso l'Accademia di Belle Arti; attualmente è docente di Discipline
pittoriche al Liceo Artistico di Matera.
Ha realizzato opere di grandi dimensioni, con la tecnica dell'affresco
secco, per la chiesa delle suore del S. Cuore in Rossano Scalo (Cosenza),
per la chiesa di S. Angela Merici in Roma e un dittico a tema sacro
cristiano per una Galleria d'arte di Fontana di Trevi in Roma, città alla
quale è continuamente legato da vari interessi culturali. Nella sua
intensa attività di pittore c'è da segnalare il ciclo dei grandi dipinti
su tela (m 2,2ox1,6o) che adornano ambienti pubblici e privati.
Recentemente ha progettato un mosaico sulla vita di S. Lucia (m 2,30x1,20)
per la cappella privata della famiglia Popia in Valsinni (Matera). Si sono
interessati alla sua attività personalità del mondo della cultura e
dell'arte. E' stato recensito, tra l'alto, in "Primissima" della
Rete Uno Rai-TV. Attorno alla sua opera pittorica esiste una vasta
bibliografia: dal 1984 al 1991 non meno di tre monografie.
Poco tempo fa è tornato a lavorare nella sua terra dove la sua ricerca
espressiva in simbiosi con la dura realtà sociale e i meravigliosi
scenari naturali di questi posti gli assicurano quella carica espressiva
che lo ha caratterizzato fino ad oggi.
E' pubblicato nei cataloghi nazionali, dizionari, enciclopedie,
monografie, periodici e quotidiani. La sua attività è stata ampiamente
descritta da illustri critici ed egli stesso ha curato numerose
presentazioni, cataloghi d'arte ed articoli dedicati agli artisti.
Tanto la stampa quanto il pubblico sono concordi nel giudicarlo fra i
maggiori artisti del Mezzogiorno. Nel 1987 si sposta a Matera dove comincia
una produzione dedicata a temi emblematici e di repertorio storico di
taglio scenografico. La raffigurazione di soggetti femminili occupa lo
spazio maggiore delle sue produzioni artistiche. Conosce a
fondo l'anatomia e sa impostare la spontaneità del gesto nell'unità di
equilibrio tra grafica disegnistica, colore ed ambiente. Le varie
tecniche, che con competenza e felice esito adopera, lo confermano.
Di lui hanno scritto, fra gli altri:
Marco Pablo Gonzales, Guido Maria Cruciani, Carlo
Savini, Vittorio Sabia, Pasquale Totaro-Ziella, Emilio Oliva, Francesco
Persiani, Pinuccio Massari, Anna Maria Spanò, Serafino Paternoster,
Vincenzo Pettrone, Bernardo Pannella, Enzo Fucci, Isabella Filardi, Aldo
Viviano, Filippo Mele, Myriam Di Gemma, Gilda Giangregorio, Nicola Viola,
Nicola Buccolo, Vincenzo Carlomagno, Eustachio Marcosano, Alessandra
Colucci, Alfonso Grassi, Giuseppe Rizzo, Carlo Abbatino, Francesco Rocco
Arena, Italo Carlo Sesti, Gianni Costantino e Raffaele Nigro.
Riconoscimenti:
• 1974 - Nomina di membro honoris causa dell'Accademia delle Scienze,
Lettere ed Arti - Classe Accademia "Nobel", Milano;
• 1975 - Premio Carlo Levi, Aliano (MT) • 1977 - Premio Dante
Alighieri, Roma;
• 1978 - Premio Leonardo da Vinci, Roma;
• 1978 - Nomina di Accademico con Medaglia d'Oro dell'Accademia
"Italia" delle Arti, delle Lettere e delle Scienze,
Salsomaggiore Terme (Pr); • 1984 - Premio Nicola Sole, Senise (Pz);
• 1995 - Oscar dell'Arte, Milano;
• 1995 - Nomina di Cavaliere dell'Arte, Milano;
• 1997 - Premio "Apulia `97" dell'Accademia Universale
"Federico II di Savoia", Corato (Ba);
• 1998 - Membro d'Onore dell'Albo Nazionale Pittori e Scultori Professionisti
dell'Arte Moderna e Contemporanea, Roma;
• 1999 - Premio della Cultura Lucana, Comune di Rotondella (Matera); •
2001 - Nomina ad Accademico Tiberino, Roma;
• 2002- Premio Quadriennale di Roma "Lupa Capitolina";
• 2.002- Premio Internazionale della Cultura della "Union Scipt",
Tivoli (Roma);
• 2002-Nomina ad Accademico Tiberino Corrispondente, Roma; • 2002-
Nomina ad Accademico dell'Accademia Alternativa del Libero Centro
Universitario di Studi dell'Istituto Letterario e Artistico di Francia,
Milano;
• 2,003 - Enconio Solenne a Viterbo dall'Accademia Internazionale
"Francesco Petrarca" di Belle Arti, Ricerche e Scienze di
Capranica );
• 2004- Nomina ad Accademico Corrispondente dell'Accademia
Internazionale d'Arte Moderna di Roma.
• 2004 - Nomina a "Delegato Accademico" dell'Accademia
Internazionale d'Arte Moderna di Roma.
• Nomina - di "Socio Onorario" dell'Associazione Culturale
Onlus Magna Grecia Lucana di Torino.
• 2005 - Premio Speciale "Albino Pierro" della Sezione
Illustrazioni Tursi (Mt).
Principali mostre:
Roma, Milano, Bari, Taranto, Potenza, Rionero in Vulture, Maratea,
Policoro, Roseto Capo Spulico, Matera, ecc. Ha partecipato, inoltre a
molte mostre internazionali.
Giudizi critici:
"...Luca Celano ne fa una questione di identità, di orgoglio di un
popolo che non ha bisogno di vergognarsi delle proprie origini. Cosi i
ricordi diventano storia. Memoria da riscoprire ogni giorno".(Da
"La Gazzetta del Mezzogiorno'; Mercoledì 20 Novembre 1991)
"...Le immagini femminili, dai lineamenti semplici, espressione di
una natura generosa e incontaminata, culla di antiche civiltà, sono il
simbolo di questo mondo non ancora cancellato dagli abbagli del progresso,
dalla corsa al denaro, dalla perdita di ideali, dalla crisi delle grandi
città... ". Emilio Oliva (Da "La Gazzetta del
Mezzogiorno"; Sabato 4 luglio 1992)
"...li suo linguaggio mostra una particolare attenzione nei confronti
del Neorealismo pittorico del quale è interprete costante e consapevole.
Le esplosioni di colori contenuti in lineamenti semplici offrono una
lettura originale della cultura meridionale al di fuori degli schemi
tradizionali e mostrano un legame ombelicale con il territorio...".
(s.p.) (Da "La Gazzetta del Mezzogiorno'; Venerdì l0 Marzo 1996)
E' considerato da tutti come una delle espressioni più rappresentative
del neorealismo del secondo dopoguerra. Dall'immagine che egli ci dà -
attraverso i suoi dipinti - della Lucania postleviana e postscotellariana
balza fuori con molta evidenza la sua essenza meridionale, il suo legame
con il territorio e con l'ambiente.
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