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TALETE E LA RACCOLTA DELLE ULIVE
di Michele Crispino

Talete, illustre matematico, scienziato e filosofo di un lontano passato giocò ai suoi concittadini un vero tiro birbone e fece dei grossi guadagni di famiglia.
Si dice che, chi pratica filosofia, pensi ben ad altro, ed invece volle dimostrare che si intendeva bene di scienze pratiche, quelle utili per l'immediato all'uomo.
Compreso che, quell'anno, ci sarebbe stata una ricca produzione di olive e quindi di olio, noleggiò per tempo tutti i frantoi della sua regione e quando venne il tempo della raccolta ne dispose come meglio credette.
I guadagni non mancarono. Vatti a fidare dei filosofi, che secondo l'opinione comune pensano soltanto alle fanfaluche e non  si interessano affatto delle cose materiali. Come fece a capire che il raccolto, quell'anno, sarebbe stato abbondante? Ma se era un astronomo, un matematico, un naturalista, un uomo con gli occhi aperti, doveva ben saperlo e prevederlo! Gli abitanti di Mileto si dovettero ricredere su di lui e pensare che i cosiddetti filosofi sanno anche fare i loro interessi, non in barba alla loro abituale attività, ma in aggiunta a quella solita.
Dovevano pur vivere e lo facevano nel migliore dei modi, cioè interrogando la  natura e comprendendo assai bene quello

che ci sarebbe stato.
Altrimenti, Talete, che filosofo "naturalista" sarebbe stato? Vatti quindi a fidare dei filosofi, che si dice, praticano un mestiere del tutto diverso dalla gente comune.
Chissà se ci si ricorda più di lui, specie in questi giorni in cui frantoi, trappeti, contadini e donne sono intenti a raccogliere le ulive e fanno dei buoni affari, perché stando a quel che dicono è proprio l'anno delle ulive, e quindi dell'olio, per dar lavoro a tutti e far riempire alla gente uno, due, tre "zirri" e forse anche di più, come succede negli anni di buon raccolto? Evviva quindi madre natura, che intanto è madre in quanto vuole bene ai suoi figli, pensa a loro e li ricolma di beni, sempre che si diano un po' da fare.
Il sole, oltretutto, oggi favorisce e manda belle giornate di sole e facilita il lavoro dell'umile gente dei campi.
Proprio questo avviene, nelle nostre terre del sud, in questi giorni di novembre soleggiato e benefico per chi lavora e talora raccoglie assai poco.
Ma la natura è provvidenza, anche se non sempre.

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