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TALETE E LA RACCOLTA DELLE ULIVE |
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Talete, illustre matematico, scienziato e filosofo di un lontano passato
giocò ai suoi concittadini un vero tiro birbone e fece dei grossi guadagni
di famiglia.
Si dice che, chi pratica filosofia, pensi ben ad altro, ed invece volle dimostrare che si intendeva bene di scienze pratiche, quelle utili per l'immediato all'uomo. Compreso che, quell'anno, ci sarebbe stata una ricca produzione di olive e quindi di olio, noleggiò per tempo tutti i frantoi della sua regione e quando venne il tempo della raccolta ne dispose come meglio credette. I guadagni non mancarono. Vatti a fidare dei filosofi, che secondo l'opinione comune pensano soltanto alle fanfaluche e non si interessano affatto delle cose materiali. Come fece a capire che il raccolto, quell'anno, sarebbe stato abbondante? Ma se era un astronomo, un matematico, un naturalista, un uomo con gli occhi aperti, doveva ben saperlo e prevederlo! Gli abitanti di Mileto si dovettero ricredere su di lui e pensare che i cosiddetti filosofi sanno anche fare i loro interessi, non in barba alla loro abituale attività, ma in aggiunta a quella solita. Dovevano pur vivere e lo facevano nel migliore dei modi, cioè interrogando la natura e comprendendo assai bene quello |
che ci sarebbe stato. |