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RICORDO di ANTONIO GRAMSCI
di Biagio Gugliotta

CARLO CATARSI & FORMAZIONE
di Biagio Gugliotta

Nel 1937, dopo undici anni di galera fascista, moriva a Roma Antonio Gramsci figura di spicco non solo sul piano politico ma soprattutto intellettuale i cui interessi andavano dalla società alla scuola, dal movimento operaio e socialista alla letteratura e alla filosofia, al teatro e al suo valore come strumento comunicativo.
Colpisce in particolare la sua forza morale, la sua resistenza alle angustie carcerarie, la sua determinazione a stare a fianco dei carcerati che intratteneva con corsi di storia ed economia politica.
Circa il campo scolastico la sua visione si distingueva nettamente dal progetto idealistico ed in particolare dalla matrice gentiliana spiccatamente classista che riproduceva nella scuola le discriminazioni e le ingiustizie della società.
Alla scuola di Gentile contrapponeva una scuola unica ed unitaria mentre considerava il latino come punto di riferimento non solo linguistico e grammaticale, ma come veicolo per una valida programmazione conoscitiva anche sotto il profilo morale.
Gramsci aveva della cultura una visione unitaria e rifiutava la frammentazione discriminante nelle varie scuole: soprattutto considerava la cultura come strumento critico ed indeclinabile per i lavoratori ed il movimento operaio come risulta dai suoi scritti sull'Avanti, sul Grido del Popolo e sull'Ordine Nuovo che lo impegnerà come dirigente.
Per questi motivi amava ripetere: "studiate, studiate perché avrete bisogno di tutta la vostra intelligenza".
L'egemonia "pur con le luci ed ombre", risultava sostenuta da un impegno più morale che strettamente politico.
Questa sua visione di largo respiro risulta dalle Lettere dal carcere e, dai numerosi Quaderni del Carcere che indagano le vicende politiche e storiche del paese.
Non a caso fu uno dei primi ad esprimere delle perplessità sulla esperienza sovietica specialmente dopo il passaggio direzionale da Lenin a Stalin.
Con l'amico Piero Godetti, di estrazione liberale, seguiva gli spettacoli teatrali e rimase colpito dalla riforma del primo Pirandello le cui opere, come ha scritto" erano "bombe che scoppiano nella testa dello spettatore".
Sotto il profilo pedagogico le lettere dal carcere sono una miniera di episodi e di insegnamenti: merita di essere segnalato il suo rapporto con i figli e soprattutto con Giuliano del quale integrava la fantasiosità con utili suggerimenti di valore morale e di solidarietà .
Fu un grande giornalista (stimato da Croce e da Salvemini) che merita di essere ricordato, senza concessioni ideologiche, per la sua tempra di combattente contro gli aspetti negativi del fascismo ed in particolare nella veste di sostenitore del valore dello studio della cultura come percorsi sollecitanti al progresso ed all'emancipazione del genere umano sulla

non facile situazione della formazione e delle competenze dei giovani, un valido contributo è venuto dal sociologo Carlo Catarsi dell'Università di Firenze con il libro " Competenza e persona" in cui sostiene che l'individuo non è un essere a se stante, ma ha bisogno del contatto con gli altri e delle competenze per affrontare la vita della società.
Già dalla filosofia greca veniva sottolineato che l'uomo è un animale politico e sociale volendo intendere con questa notazione che anche in quel periodo si capiva la necessità di considerare l'individuo non come entità a sé stante, ma come un soggetto necessariamente inserito in un contesto pubblico.
Ciò nell'interesse suo e della società.
L'analisi di Carlo Catarsi, mentre sottolinea il primato della persona, mette in evidenza che nella complessa realtà di oggi, abbisogna non solo del supporto sociale, ma della necessaria competenza imposta dai cambiamenti tecnologici e delle esigenze di una velocizzazione dei rapporti con la realtà sociale ed industriale.
Nell'affrontare questo problema, l'autore propone una prospettiva sociologica per la formazione continua, intrattenendosi sul rapporto fra la competenza sociale e la competenza specifica di cui i giovani hanno bisogno per affrontare i problemi del futuro.
Nel processo competenziale un ruolo importante viene esercitato dall'apprendimento i cui processi hanno origini che affondano le radici nelle origini della "specie", diramazioni che si espandono nella mente dell'individuo.
Le competenze si acquisiscono all'interno della famiglia, nell'istituzione scolastica e nei corsi di formazione professionale per quanto concerne le competenze degli operai impiegati in un determinato settore produttivo.
Il libro offre anche una base teorica e metodologica dell'elaborazione dell'errore nella prospettiva della formazione continua dove si verificano continui errori nell'acquisizione delle competenze da parte dell'individuo che talvolta può apparire frustrante e costituire un blocco nel processo di acquisizione delle competenze.
Gli attori sociali, dalla famiglia ai formatori per conto delle aziende che interagiscono in quest'ambito ai fini della metabolizzazione delle competenze redarguiscono continuamente l'individuo cercando di eliminare l'errore. La correzione dell'errore acquista un senso positivo in ordine alla competenza (implicitamente o esplicitamente) richiamata per restaurare l'errore imputato.
Inoltre la sua elaborazione si colloca quindi sul territorio delle definizioni delle competenze.
La complessa realtà di oggi rischia di far preferire le scorciatoie alle competenze fondate su uno scenario conoscitivo e culturale.

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