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Quarant'anni d'apparizioni Mariane nella Francia anticlericale
 di Mary Falco

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La Vergine e il Crocifisso

Caterina Labouré, nata a Fain-les-Moutiers (in Borgogna) il 2 maggio 1806, era appena entrata fra le Figlie della Carità quando visse questa esperienza straordinaria. Successivamente sentì il bisogno di ritirarsi in un posto dove non si sapesse nulla della sua vita mistica e trascorse ben 46 anni in incognito a Reuilly, al servizio delle persone anziane e dei poveri, e qui fu sepolta, tanto che ora nella cappella si può sostare in raccoglimento davanti al suo cuore. A Parigi invece nacque un centro di spiritualità nella Cappella dell'apparizione:
 19 settembre 1846
Ma le sorprese non erano ancora finite: sabato 19 settembre 1846, nel caldo del pomeriggio, Massimino Giraud di 11 anni e Melania Calvat di 14 si sono addormentati mentre custodivano il gregge negli alti pascoli della Salette a 1800 metri d'altezza.
Al risveglio s'accorsero d'aver fatto un po' tardi. Melania, più giudiziosa, raccoglie gli zaini, mentre l'amico sgambetta intorno, contando le mucche: meno male, nonostante la loro distrazione ci sono tutte. Si mettono in cammino e giungono presto in vista delle sorgenti del Sezia, dove i pastori hanno ricavato un abbeveratoio per le bestie ed una fontana con rustico sedile di pietra per il ristoro degli uomini. Che strano! Uno globo di luce bianca si muove in prossimità dell'acqua, luccicando come una stella. Si muove veloce intorno a sé, si allunga e poi si apre e dentro appaiono due mani e poi le braccia, i gomiti piegati, un capo reclinato... una persona.... una donna seduta, che nasconde il volto tra le mani. - Mio Dio! - grida Melania precipitandosi presso la sconosciuta, mentre Massimino, da uomo, la rassicura: - Tieni il tuo bastone ed io tengo il mio. Se ti fa qualcosa gliene do una bella bastonata! - Ma la sua aggressività si scioglie alla prima parola della sconosciuta: - Venite avanti, bambini miei! Non abbiate paura. Sono qui per contarvi una grande novella. - Ora la vedono distintamente: una gran dama, piuttosto alta, con una veste bianca che la copre fino ai piedi calzati di bianco e d'oro. Una vera stranezza, perché in montagna, da sempre, si portano gonne che arrivano appena sotto le ginocchia e si calzano robuste scarpe di cuoio. Ma la misura della veste non è certo l'unica ricercatezza: il grembiule è d'oro, mentre lo scialle e la cuffia sono ornate di rose d'ogni colore, che emettono vividi raggi di luce. Intorno al collo una catenina d'oro sostiene un Crocefisso con martello e tenaglie! Guardando meglio anche le rose appaiono trattenute al loro posto da una pesante catena. La signora piange e tra le lacrime dice qualche cosa che i bambini non riescono a capire. Melania comincia ad innervosirsi e la donna se ne accorge:
- Non capite bambini miei! Allora ve lo dirò in altro modo! - Da questo momento parla il loro dialetto: annuncia una grande carestia, sconsiglia di seminare il grano, perché bisogna far tesoro di ogni provvista, comprese le sementi e di pregare, pregare... stanno per venire strane malattie, le noci saranno vuote e le uve marciranno. L'unico rimedio è la penitenza e la preghiera.
Lei stessa ha trattenuto il braccio di Suo Figlio, che è tanto irato con gli uomini, ma il suo potere non è abbastanza, ha bisogno delle preghiere, almeno un Pater ed un'Ave al mattino ed alla sera, se non c'è tempo per altro ed è necessario astenersi dalle carni durante la quaresima... dette queste strane parole la dama aggiunge, in francese, che è necessario far conoscere il suo messaggio a tutto il popolo e si volta verso la sommità del colle, dove sale con un passo elastico e veloce.
I bambini cercano di rincorrerla, allora la signora ascende e si libra in aria a circa un metro da loro. Non piange più. Il suo sguardo guarda verso il cielo, verso sud-est, poi per un attimo si posa su Melania. Allora la bambina resta come abbagliata e la visione si dissolve nella luce. Solo per terra resta un giro di rose, ma quando Massimino spicca un salto per raccogliere si dissolvono anche quelle.
Le bestie sono inquiete. Solo il cane dorme profondamente. Obbedienti i bambini corrono a casa a raccontare l'accaduto ed i parenti non hanno dubbi: bisogna informare il parroco: la bella signora non può essere che la Madonna.
A differenza di altre apparizioni, questa gode subito di un massiccio consenso e le obiezioni, che pure non mancano, non riescono a fermare il movimento di preghiera e l'organizzazione di pellegrinaggi


La Gotta dell'Apparizione

pellegrinaggi che fin dai primi giorni gratificano la misteriosa fonte, che tra l'altro zampilla con vigore fino allora insperato.
A novembre ci sono le prime guarigioni miracolose, mentre nel 1848, durante forse la più famosa carestia europea, alla Salette non manca nulla per una vita modesta, ma dignitosa: i consigli della Madonna, scrupolosamente seguiti, salvano il paese dalla fame.
Con l'apparizione della Salette si può ben far iniziare quel tipo di devozione domestica e tranquilla che culminerà con le piccole penitenze di Santa Teresa del Bambin Gesù.
Non solo per il tenore domestico delle preghiere recitate, la Madonna chiede solo un Pater ed un Ave, se non si può dir di più, purché ci sia la pazienza di ricordarsene ogni giorno, ma soprattutto per i pellegrinaggi come momento importante del cammino di fede.
Fin dai primi giorni dopo l'apparizione, infatti, la Salette fu meta di numerosi pellegrinaggi e le fonti del Sezia apparvero vivificate: una addirittura era quasi disseccata e l'acqua cominciò a sgorgare abbondante e benedetta.
Il pellegrinaggio era fino allora il ricordo di un'usanza medioevale.
Espressione di una civiltà senza frontiere, indirizzato sempre e comunque alla Terra Santa anche quando si limitava materialmente a mete più vicine, come Roma o Santiago di Compostela (per saperne di più vedi per esempio il sito seguente)
http://www.nd-la-salette.com/
A quei tempi la gente faceva chilometri e restava lontana da casa mesi e mesi, come Santa Brigida XIV sec., svedese, vera e propria professionista del pellegrinaggio, perennemente in moto col marito e coi suoi quattro figli fino a che, rimasta vedova, non prese il velo in Italia, dove tra l'altro introdusse i famosissimi biscottini all'anice noti come "brigidini" o, un secolo dopo, la madre di Giovanna d'Arco, soprannominata Romea perché promotrice di pellegrinaggi romani.
Con le guerre di religione e l'avvento dei grandi stati unitari, Francia, Austria, Inghilterra, tutto questo spostarsi fu visto sempre più come un pericoloso fermento di disordine che come devozione e nell'ottocento, dopo i terrori della Rivoluzione Francese e le crisi politico economiche che erano seguite alla Restaurazione, la gente pregava a casa propria ed era tanto se trovava il tempo d'arrivare in chiesa alla domenica.
Con la Salette dunque, alla vigilia della grande carestia del '47 e dei moti rivoluzionari del '48, rinasce il pellegrinaggio in forma completamente nuova, che copia un po' la giornata semplice dei pastori: partenza all'alba, ritorno preferibilmente in giornata, un pasto frugale consumato all'aperto, di solito pane e formaggio, preghiere semplici recitate o cantate insieme, fiaccolate nelle vigilie di festa.
Proprio per venire incontro a questa devozione tranquilla, che non interrompe le occupazioni quotidiane, ma le integra, si sente quest'esigenza, in parte nuova, di fare altri santuari in memoria di quest'apparizione, in modo che la gente, padri e madri di famiglia, non s'assenti da casa troppo a lungo.
In Italia il primo santuario in onore della Salette sorge a Trambileno, in Trentino, nel 1856 e nel 1996, in occasione del centocinquantenario, si amplia la grotta. Ora sono una sessantina.
Il loro programma devozionale è semplice ed accessibile e non comporta in nessun modo la necessità di raggiungere davvero la Salette, anche se, potendolo fare, il santuario francese è veramente un luogo di alta spiritualità.
L'apparizione più famosa è comunque quella di Lourdes, di cui quest'anno cade il centocinquantenario, per rievocare la quale riportiamo qualche stralcio dall'articolo di Maria Di Lorenzo, pubblicato nella rivista "madre di Dio" nell'aprile 2004:
"A metà strada tra Lione e Parigi, adagiata lungo la Loira, c'è Nevers, la città in cui è sepolto, da circa 125 anni, il corpo incorrotto di Santa Bernadette Soubirous.
Entrando nel cortile del Convento di Saint Gildard, Casa Madre delle "Suore della Carità", si accede alla chiesa attraverso una porticina laterale.
La semioscurità, in questa architettura neogotica dell'Ottocento, è rotta dalle luci che illuminano un'artistica urna funeraria in vetro.

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