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Enea Silvio Piccolomini Pius Secundus Poeta Laureatus Pontifex Maximum
di Antonella Pagano

Il 21 settembre 2007, in Palazzo Piccolomini, a Pienza è stato presentato il volume che reca il titolo "Enea Silvio Piccolomini - Pius Secundus Poeta Laureatus Pontifex Maximum" curato da Manlio Sodi e Arianna Antoniutti (Edizioni Shakespeare and Company2 - Associazione Culturale).
Alfiero Petreni, Assessore alla Cultura del Comune di Pienza, ha sottolineato che tutte le iniziative in onore di Papa Pio II sono state promosse sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Marco Del Ciondolo, Sindaco di Pienza, ha salutato gli illustri ospiti e il pubblico raccontando di quanto siano stati laboriosi gli anni trascorsi nella preparazione e nella realizzazione delle iniziative relative al VI centenario della nascita di Enea Silvio Piccolomini. Per cinque anni: Enti, Istituzioni, Associazioni e tanti cittadini sono stati coinvolti in celebrazioni liturgiche, convegni, conferenze, mostre, presentazione di nuovi libri, festeggiamenti in piazza nel segno delle più radicate tradizioni popolari. Tutta una comunità, insomma, si è ritrovata e riconosciuta nella radice del proprio padre fondatore, Papa Pio II Piccolomini - straordinaria figura d'intellettuale viva e quanto mai attuale. L'attività del Comitato Nazionale "Renascentes Artes Aenea Silvio Piccolomini Pio Secundo Pontifice" ha consegnato alla Storia un vasto patrimonio librario. All'umanità intera "resta" Pienza, patrimonio dell'umanità UNESCO; "resta" questo capolavoro di architettura, primo esempio di città ideale, sintesi mirabile e specchio dell'anima del grande intellettuale umanista. L'opera del Comitato Nazionale va riconosciuta vieppiù quale esempio ben riuscito di operazione culturale virtuosa ed intelligente estesa per trecensosessanta gradi.
Il Rev. Mons. Walter Brandmuller, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche-Città del Vaticano, ha presieduto i lavori, hanno relazionato Bert Treffers, Responsabile degli Studi di Storia dell'Arte del Reale Istituto Neerlandese a Roma, Manlio Sodi, Ordinario dell'Università Pontificia Salesiana di Roma e Arianna Antoniutti, Storico dell'Arte in Roma.
Il pomeriggio ha trovato il principio nell'antica Pieve di Corsignano (attuale Pienza) là dov'è ancora oggi il Fonte Battesimale di Pio II. La preziosa Pieve, di nobile tufo e assoluta semplicità, siede in uno spazio naturale ove anche il verde è preziosissima architettura.
Don Manlio Sodi, Ordinario dell'Università Pontificia Salesiana in Roma, ha celebrato la chiusura del centenario nella Pieve ove ebbe inizio la vita di Papa Pio II, nella Pieve dov'è il battistero che diede il via ad una grande vita, un itinerario luminoso, una ricchezza di misura incalcolabile; una vita all'inizio della quale Iddio mostrò la sua fedeltà e alla quale Pio II corrisponderà con grande fedeltà.
Ebbene, ha detto Don Manlio, "se a tutti e a ciascuno è stata data la grazia perché sappia edificare il Corpo di Cristo, Pio II seppe edificarlo in maniera meravigliosa, sino alla perfezione, dunque nella misura in cui conviene al Corpo di Cristo nel quale noi imperituramente continuiamo a vivere.
Pio II dedicò la vita alla bellezza; tutti i suoi sogni furono di bellezza; al Cristo ispirò ogni Suo giorno e tutta l'opera Sua. Papa Pio II ha voluto insegnarci a comportarci in maniera degna alla missione cui ciascuno è destinato.
Fonte ispiratrice del Suo Modello è stata: l'Umanità di Gesù. Da quella Fonte sono scaturite tutte le cose meravigliose che ha compiuto in ogni campo, oltre ad essere stato un grande Papa: Pittura, Scultura, Architettura. Ha saputo onorare il motto del Pascoli : "Tutto è nato da un sogno".
Fu Vescovo di Trieste e lì risiedette per un certo tempo; viaggiò in lungo e in largo per tutta Europa raggiungendo persino l'estremo nord".

Bert Treffer, responsabile degli Studi di Storia dell'Arte del Reale Istituto Neerlandese a Roma, dopo aver dichiarato di sentirsi profondamente onorato d'essere in Pienza e in special modo al pomeriggio di studi su Enea Silvio Piccolomini, Pius Secundus Poeta Laureatus Pontifex Maximus, ha desiderato informare i convenuti del Suo personale traguardo dei 40 anni di presenza in Pienza; "in questo Luogo straordinario mi sono sempre sentito a casa, potrebbe apparire strano, vieppiù se si pensasse che prima di esserci non avevo neppure lontanamente sospettato che potesse esistere un Luogo di tale genere. Pienza è un ombelico del mondo, anche del mondo cattolico". E dopo aver affermato questo con grande passione, vigore scientifico e convincimento, aggiunge: "Noi siamo tutti radicati in Pienza e in Pio II; Pio II è il nostro orizzonte culturale, è la nostra misura umana. Chi non ama Pienza non ha cuore. Qui può succedere ancora tutto; basta guardare giù nella valle. E' stato Uomo al contempo estremamente severo ed estremamente umano; insomma ha saputo coniugare, in modo virtuoso, due aspetti contrastanti. Fu Uomo che non seppe mai ingannarsi e di un Soggetto che non si inganna può dirsi: "Solo colui che non si inganna può creare bellezza" … "non solo non aveva peli sulla lingua" … aveva in pari misura durezza e dolcezza, era oltremodo coraggioso, pari coraggio e statura culturale riscontra negli eredi Lucio e Nelide  Piccolomini che, con le importanti iniziative relative al 6° centenario della nascita di Pio II, han saputo porre una possente pietra angolare". Poi continua: "Pio II lungimirante; Pio II che seppe coinvolgere uomini faro come Mantegna e Piero della Francesca, che seppe comporre un Modello valido oggi e ancora in futuro, un Modello che è così potente da aver generato l'equazione per la quale il: Mondo è Pienza e Pienza è il Mondo; equazione per la quale Pienza è divenuta il centro del Mondo; in Pienza è presente ogni aspetto della cultura e della civiltà europea".
Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nella prefazione al Volume dirà: "Enea Silvio Piccolomini fu uomo di cultura oltre che servitore della Chiesa e delle Istituzioni del suo tempo". Fra i tanti motivi che lo hanno spinto a ricordarne la figura, almeno tre vanno immediatamente sottolineati: "uomo di cultura, umanista ed eccellente scrittore; cultore della classicità e soprattutto romana; la sua idea europeista. La variegata produzione di Enea Silvio Piccolomini ha dato un contributo immenso alla storia della letteratura. Mettersi alla scuola di alcune di quelle opere è trovare il segreto per cogliere un anello essenziale di quella catena che costituisce il patrimonio culturale di una storia non soltanto italiana. L'attenzione alla cultura condusse inevitabilmente il suo sguardo verso la classicità romana e di essa Papa Piccolomini era profondamente imbevuto e da essa seppe trarre grandi lezioni di vita; di questo si legge nei famosi Commentarìi che andrebbero decisamente proposti ai contemporanei insieme a quel suo prezioso suggerimento di trascendere persino il presente ed andar oltre. L'altra Sua preziosa perla è quell'Europeismo ante litteram in cui si staglia il ruolo del diritto, della giustizia, della pace, della concordia, per una convivenza tra i popoli animata da una esperienza religiosa che racchiude il segreto e l'incoraggiamento per superare ogni sfida. La crescita della persona in umanità fu al centro di tutta la Sua opera, di questo occorre conservare l'energia originaria".
Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Montepulciano, Chiusi e Pienza, nella prefazione dirà: che "tutte le iniziative hanno avuto al centro la Città di Pienza, la sua storia, la sua armonia, il messaggio che perennemente rilancia nel tempo, oltre i

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