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Editoriale
L’EUROPA ALLARGATA
 ricettacolo degl'indesiderati

di Pietro Giovanni Lucarelli

Uno storico caso di capovolgimento del vivere civile, pur credendo di rispettare le regole comuni.
 Tutto si ripete nella storia ma mai nello stesso modo e nello stesso posto, vedi il racconto romanzato di Antonio Fogazzaro. Ne "Il Piccolo Mondo Antico" pubblicato nel 1895, da Gallidi, Milano, il Fogazzaro descrive il problema  del momento (i contrasti generazionali sono riferiti al comportamento di due nature ed educazioni diverse dalla nostra), in cui vive usando quello che gli accade intorno, soprattutto indaga sullo psicologico ed attribuisce ai personaggi quella che poi fu detta dissertazione psicologica sul problema filosofico del contrasto tra fede e ragione. I personaggi sono ben caratterizzati nella loro esasperazione.
 Detti personaggi cadono tutti sotto il peso di quei desideri abissali ai quali li induce una loro inquietudine di moderno attivismo, di un travaglio complicato e non hanno i presupposti per navigare nel profondo di essi.
Così oggi si muovono i tanti disperati che fuoriescono dalla madre patria per trovare un attimo di accondiscendenza in quelle nazioni che più tollerano l'arte di arrangiarsi a spese del prossimo e lasciano sviluppare quasi liberamente la loro innata voglia di agire, senza essere repressi come avviene nei loro paesi di origine che hanno delle leggi più rigide.
 Fogazzaro si serve di un’area circoscritta del Lago di Lugano e della storia d’amore di due giovani innamorati, Lucia e Franco, per descrivere il tempo che gli è toccato e come i giovani si muovano nel contrasto delle classi, a lui ben conosciute, visto che si trattava di suo padre e sua madre.
A conferma di quanto detto prima riportiamo alcune frasi scritte da lui nella lettera del 10 settembre 1889: "Chi vive per godere di questo mondo disprezzando l'altro; chi vive per fare il bene in questo mondo non mirando all'altro; chi vive mirando all'altro ma più con la fede, colla preghiera, che colle opere, chi vive mirando all'altro attraverso questo, che mi pare la regola migliore."
Oggi il piccolo mondo antico è l’Italia tutta, mentre il contorno è l'Europa allargata: i figli di questa nobile ed antica terra hanno saputo conservare ed estendere le loro regole di vita, e il modo di vivere civile, a molti altri popoli che si richiamano agli stessi principi: cioè l’osservanza della libertà nella più assoluta labilità dei controlli, sia pure minimi, per menare una vita civile. È questa l'ultima prerogativa che attira delinquenti non solo dalle nazioni appena inserite nell’Unione Europea ove i governi hanno usato il pugno di ferro per allinearsi alle leggi dell'unione e poterne far parte. Quei cittadini che hanno nella loro indole la violenza hanno ingrossato le file dei diseredati e schiavizzati popoli delle "carrette del mare", che il più delle volte non raggiungevano la meta desiderata.
 Tra questi vi sono gli "schiavizzati dei tempi nostri", sono loro i primi a commettere gli atti più sconcertanti; poi nel cercare una qualche  via di uscita attirano i soggetti nostrani psicologicamente deboli ed inclini a detti comportamenti.

Quindi per avere in Italia una qualche referenza giustificatrice  nell'aggregazione a delinquere, si servano appunto sia dei nostri che delle nuove  leve di cittadini europei: siano essi rom o fuorusciti in genere.
 Abbiamo così un risveglio e un ritorno dei corsi e ricorsi storici nel nostro bel paese.
Ma l'Europa che ancora non riesce a legiferare adeguatamente per imporre a tutti  le sue volontà ne subisce le conseguenze: ci troviamo così con i giornali e telegiornali pieni di notizie sconcertanti ed aberranti per ogni creatura sana di mente.
 Questo nostro discorrere vuole sollecitare gli europei a insistere nella erudizione dei miseri che bussano alle sue porte e a questi ultimi chiedere di farsi avanti nel denunciare i pochi che li pongono nelle condizioni di essere additati come persone sgradevoli e quindi indesiderate.
 Certo è che gli europei non sono di indole razzista, prova ne è la larga tolleranza, ma il dolore atroce che ogni giorno i suoi cittadini subiscono fa sì che anche i più disponibili si trovano col cuore indurito e pronti a denigrare e ad accusare buoni e cattivi.
 Passiamo così per popolo intollerante.
 E chi prima vedeva nell'Europa, e principalmente nell'Italia, il paradiso sulla terra, oggi si proietta verso opposti sentimenti: giudica coloro che li accoglie, li veste, li nutre e li pongano in un nuovo stato di cose a loro negato dagli stati di provenienza; così si trovano a non comprendere che il bene e le comodità bisogna guadagnarseli ed attenderli.
 Non è possibile giungere in un mondo evoluto per liberarsi da millenni di sacrifici e di abusi subiti.
 Con questo non vogliamo dire che gli extracomunitari si devono votare alla santa rassegnazione ma che si devono impegnare nel lavoro e nel rispetto delle leggi che sono proprie del paese che li ospita.
 Forse solo con una disposizione del genere ci si può avvicinare all'idea di essere cittadini del mondo ed abolire ogni frontiera.
 Il rispetto che ogni singolo desidera è giusto pretenderlo solo se lui lo mette per prima in pratica.
Questo, a nostro avviso, basterebbe per vivere tutti in pace su questa terra di lacrime che gli uomini vogliono tale.
 Si potrebbe avere veramente "L'Eden" ovunque se tutti ci mettessimo a lavorare per produrre beni e distribuirceli secondo l'impegno, il tempo impiegato, l'intelligenza usata, la disponibilità verso il fratello cagionevole di salute o più sventurato dell'altro.
 Insomma bisogna lavorare per il bene e giammai per il male. Deve primeggiare sempre e comunque la volontà di essere sempre positivi nella vita e mai piangersi addosso per un  male accaduto, sia esso causato dalla negligenza che da eventi soprannaturali.
 Ricominciare sempre e con più tenacia per arrivare a vedere i propri risultati di lavori eseguiti con scrupolosa abnegazione. Certamente, con questi presupposti il buon Dio non mancherà di alleviare le nostre pene, che ci procuriamo con la nostra malvagità e poca obbedienza alle Sue leggi, che sono semplici e profonde allo stesso tempo.

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