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secoli e
attraverso la figura del suo illustre figlio. Pienza è l'espressione
del genio di Papa Pio II che ebbe l'ardire di pensare al futuro
secondo i canoni di quell'arte che travalica i secoli per continuare
la sua lezione di richiamo alla Bellezza assoluta: il Creatore
dell'Universo.
Cuore del progetto urbanistico di Pio II è senza dubbio la
domus vitrea, quella cattedrale che al di là dei segni della
natura e della fragilità del suolo tufaceo sul quale leggermente si
posa, spalanca le sue porte perché il visitatore o l'abituale
frequentatore possa più che entrare in un edificio, in una
dimensione che solo lo spirito riesce a percepire e talvolta a
declinare in forme che solo l'arte, la poesia, la pittura,
l'architettura, la spiritualità e la mistica riescono ad esprimere.
La lezione storica e culturale che proviene anche dalla
celebrazione di questo VI Centenario invita l'uomo di ogni tempo e
ogni nazione a saper andare oltre l'armonia delle pietre, delle
linee, dei punti di fuga per cogliere il messaggio di quell'armonia
dello spirito di cui Pio II era imbevuto e che ha voluto affidare
alla storia.
Dalla cattedra di quella cattedrale scaturisce una lezione di
costante attualità che mi auguro i più possano fruirne".
"Chi la volle non morirà mai del tutto", continuerà Mons. Manlio Sodi
parlando ancora di Pienza; "Pio II ha saputo illuminare, lanciare
input che non smettono di sollecitare e provocare il nostro
intelletto. Papa Pio II Piccolomini fu Uomo audace:…"aiutatemi a
costruire la perfezione in terra … la bellezza … l'armonia" ebbe a dire;
fu amico di Leon Battista Alberti, forse da costui si lasciò
ispirare. Se osserviamo la Cattedrale di Pienza, ebbene per due
volte all'anno: durante il Solstizio di Primavera e l'equinozio di
autunno le ombre della cattedrale si proiettano sulla piazza
coincidendo con le linee bianche della pietra. Lui fece in modo di
fondere la bellezza frutto della creatività umana con la bellezza
naturale. Lui era grande per davvero: sapeva mettere insieme tante genialità … vide quello che era stato edificato e si commosse … e pianse
di Bellezza … troppa e perfetta, lasciata al Mondo e mai come allora
sentì la propria irrimediabile solitudine …. Entrare nei dettagli
della sua multiforme attività, confrontarsi con la limpidezza e incisività del suo
pensiero è cogliere un qualcosa che denota la grandezza di un uomo
profondamente immerso nel suo tempo, nella cultura, negli
avvenimenti e nelle situazioni più diverse … mai come spettatore
passivo, anzi quale "attore" consapevole della sua preparazione,
delle sue capacità, di svolgere un ruolo non delegabile ad altri. |
Le migliaia di chilometri che Pio II percorse lo resero ancor più
lungimirante; in "De Asia" c'è tutto l'Uomo a servizio di una
politica fortemente teocentrica ma anche radicalmente
antropocentrica: la pace fra i popoli, il superamento di discordie,
la gestione corretta dell'ordinaria amministrazione, il rifiuto di
ogni tipo di mercimonio, la concezione prammatica della politica, la
retta intenzione nella gestione dell'amministrazione sia religiosa
che civile, l'attenzione alla diffusione del regno di Dio, la cura
del bello in tutte le sue espressioni, la promozione di segni
culturali che in accordo con la tradizione trasmettessero ciò che di
meglio la storia può rilanciare e via ancora, sono le componenti del
nuovo Umanesimo in cui l'Europa appare sotto la benevola spinta
delle sue Istituzioni universitarie con una antesignana unità
monetaria che in verità invocava unità ben più consistenti: unità
politica e unità sociale.
La cultura interpella tutti e sempre; dunque lasciarsi coinvolgere
dal messaggio di Pio II Piccolomini è immergersi in una pagina di
storia che ha possente forza di magistra.
Il messaggio di un Uomo che pensò ad un contesto europeo più
profondo ed incisivo di quanto non si immagini, giovane e attuale
assai … pensò ad una Europa a misura di Persona. Lui che fondò
l'Università di Basilea; Lui che oltre ai "Commentarii" scrisse quel
"Diario", due opere che si rivelano in tutto il loro essere miniera
inesauribile di elementi culturali".
Mons. Manlio Sodi ha concluso con passione e con una bella
incitazione: "Aiutateci a costruire la Bellezza".
Raccolgo quale dono l'invito; ne sento tutto il peso, ma il fascino
è talmente avviluppante e luminoso che mi impegnerò.
Questo mio impegno comincia da subito, con il piacere di poter
passare a tutti i lettori de' La fenice e de' l'Opinione tre
Modelli: in capo il Modello Umanistico di Papa Pio II Piccolomini,
non ha eguali nel passato e finanche nell'oggi con una possente
proiezione nel futuro, quindi il Modello delle Famiglie solidali dei
Signori Volpi e il mio che presenta alcune delle coordinate del
Modello Piccolomini atteso che la Bellezza è il fine, tutte le forme
di creatività ne sono gli strumenti, l'Uomo e la Sua crescita
integrale il fulcro, ne ho tracciato i segni in un mio precedente
articolo.
E' questo un mio personalissimo modo per esercitarmi alla virtù
della speranza, per credere nell'Uomo e in quella deliziosa
scintilla di divinità, quella che rammenta il Cristus Fluorescens;
la parte migliore dell'uomo per coloro che non han fede o professano
un altro credo.
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