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Enea Silvio Piccolomini Pius Secundus Poeta Laureatus Pontifex Maximum
di Antonella Pagano

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secoli e attraverso la figura del suo illustre figlio. Pienza è l'espressione del genio di Papa Pio II che ebbe l'ardire di pensare al futuro secondo i canoni di quell'arte che travalica i secoli per continuare la sua lezione di richiamo alla Bellezza assoluta: il Creatore dell'Universo.
Cuore del progetto urbanistico di Pio II è senza dubbio la domus vitrea, quella cattedrale che al di là dei segni della natura e della fragilità del suolo tufaceo sul quale leggermente si posa, spalanca le sue porte perché il visitatore o l'abituale frequentatore possa più che entrare in un edificio, in una dimensione che solo lo spirito riesce a percepire e talvolta a declinare in forme che solo l'arte, la poesia, la pittura, l'architettura, la spiritualità e la mistica riescono ad esprimere.
La lezione storica e culturale che proviene anche dalla celebrazione di questo VI Centenario invita l'uomo di ogni tempo e ogni nazione a saper andare oltre l'armonia delle pietre, delle linee, dei punti di fuga per cogliere il messaggio di quell'armonia dello spirito di cui Pio II era imbevuto e che ha voluto affidare alla storia.
Dalla cattedra di quella cattedrale scaturisce una lezione di costante attualità che mi auguro i più possano fruirne".
"Chi la volle non morirà mai del tutto", continuerà Mons. Manlio Sodi parlando ancora di Pienza; "Pio II ha saputo illuminare, lanciare input che non smettono di sollecitare e provocare il nostro intelletto. Papa Pio II Piccolomini fu Uomo audace:…"aiutatemi a costruire la perfezione in terra … la bellezza … l'armonia" ebbe a dire; fu amico di Leon Battista Alberti, forse da costui si lasciò ispirare. Se osserviamo la Cattedrale di Pienza, ebbene per due volte all'anno: durante il Solstizio di Primavera e l'equinozio di autunno le ombre della cattedrale si proiettano sulla piazza coincidendo con le linee bianche della pietra. Lui fece in modo di fondere la bellezza frutto della creatività umana con la bellezza naturale. Lui era grande per davvero: sapeva mettere insieme tante genialità … vide quello che era stato edificato e si commosse … e pianse di Bellezza … troppa e perfetta, lasciata al Mondo e mai come allora sentì la propria irrimediabile solitudine …. Entrare nei dettagli della sua multiforme attività, confrontarsi con la limpidezza e incisività del suo pensiero è cogliere un qualcosa che denota la grandezza di un uomo profondamente immerso nel suo tempo, nella cultura, negli avvenimenti e nelle situazioni più diverse … mai come spettatore passivo, anzi quale "attore" consapevole della sua preparazione, delle sue capacità, di svolgere un ruolo non delegabile ad altri.

Le migliaia di chilometri che Pio II percorse lo resero ancor più lungimirante; in "De Asia" c'è tutto l'Uomo a servizio di una politica fortemente teocentrica ma anche radicalmente antropocentrica: la pace fra i popoli, il superamento di discordie, la gestione corretta dell'ordinaria amministrazione, il rifiuto di ogni tipo di mercimonio, la concezione prammatica della politica, la retta intenzione nella gestione dell'amministrazione sia religiosa che civile, l'attenzione alla diffusione del regno di Dio, la cura del bello in tutte le sue espressioni, la promozione di segni culturali che in accordo con la tradizione trasmettessero ciò che di meglio la storia può rilanciare e via ancora, sono le componenti del nuovo Umanesimo in cui l'Europa appare sotto la benevola spinta delle sue Istituzioni universitarie con una antesignana unità monetaria che in verità invocava unità ben più consistenti: unità politica e unità sociale.
La cultura interpella tutti e sempre; dunque lasciarsi coinvolgere dal messaggio di Pio II Piccolomini è immergersi in una pagina di storia che ha possente forza di magistra.
Il messaggio di un Uomo che pensò ad un contesto europeo più profondo ed incisivo di quanto non si immagini, giovane e attuale assai … pensò ad una Europa a misura di Persona. Lui che fondò l'Università di Basilea; Lui che oltre ai "Commentarii" scrisse quel "Diario", due opere che si rivelano in tutto il loro essere miniera inesauribile di elementi culturali".
Mons. Manlio Sodi ha concluso con passione e con una bella incitazione: "Aiutateci a costruire la Bellezza".
Raccolgo quale dono l'invito; ne sento tutto il peso, ma il fascino è talmente avviluppante e luminoso che mi impegnerò.
Questo mio impegno comincia da subito, con il piacere di poter passare a tutti i lettori de' La fenice e de' l'Opinione tre Modelli: in capo il Modello Umanistico di Papa Pio II Piccolomini, non ha eguali nel passato e finanche nell'oggi con una possente proiezione nel futuro, quindi il Modello delle Famiglie solidali dei Signori Volpi e il mio che presenta alcune delle coordinate del Modello Piccolomini atteso che la Bellezza è il fine, tutte le forme di creatività ne sono gli strumenti, l'Uomo e la Sua crescita integrale il fulcro, ne ho tracciato i segni in un mio precedente articolo.
E' questo un mio personalissimo modo per esercitarmi alla virtù della speranza, per credere nell'Uomo e in quella deliziosa scintilla di divinità, quella che rammenta il Cristus Fluorescens; la parte migliore dell'uomo per coloro che non han fede o professano un altro credo.

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