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Famiglie Solidali, modello possibile ?
di Antonella Pagano

In un momento storico in cui la collettività umana vive una particolare disgregazione, una forma grave di sfiducia e pone in atto, forse come logica conseguenza, una schizofrenia comportamentale che disorienta può essere estremamente positivo, viepiù bello incontrare persone Modello, Maestri, Fari.
Bruno VOLPI è una persona Modello che ha messo a punto un Modello, il "Modello delle Famiglie Solidali".
Incontra migliaia di famiglie tanto al nord che al sud d'Italia partendo dal convincimento che spirito della Costituzione, ma anche principio cardine della Parabola dei talenti è quello per il quale ciascuno ha il dovere di fare qualcosa di utile per gli altri. Bruno Volpi crede profondamente nell'auto e nel mutuo aiuto discendenti entrambi dall'alleanza con l'altro da sé. Il Volpi è un determinato propugnatore della necessità e dell'urgenza di aiutare la famiglia poiché, ai nostri giorni, sostiene, che il nucleo familiare presenta innumerevoli sofferenze, cose che non funzionano più, e perciò, gran parte dei componenti soffrono, soffrono per gli stessi meccanismi che reggono la famiglia, soffrono per la precarietà dei rapporti, per la distorsione degli stessi e per le influenze negative di tutto il consesso sociale sul nucleo familiare che risulta molto indebolito tanto nei singoli componenti quanto nell'insieme. Il Modello è talmente ben strutturato, oramai, che si riesce finanche a mettere in comune il denaro; ecco pertanto che lievita il tasso di fiducia, quel sapersi e volersi aiutare, il ripristino più autentico dell'essere buoni vicini di casa.
Il dott. Zendali, lombardo, è persona direttamente coinvolta in una realtà di condominio solidale; lui ama dire: se si è 20, è bene parlare una volta ed ascoltare 19 volte; sostiene l'importanza del fare una sorta di patto allo scopo di rispettare la discrezione e il non lasciarsi andare, scellerato, nel giudicare esperienze altrui; bastano anche solo questi due principi per veder crescere il trend e Lui che ha assistito alla crescita di un insieme che partito da 20 è giunto sino a 70 gruppi, lo sa bene.
Altri principi fondanti sono: il relazionarsi nel rispetto della differenza; la riscoperta etica dell'impegno e la capacità di fertilizzazione dell'io.
Luigi Giario dell'ACF Piemonte, del mal di vivere profondo e radicato, del dramma che affligge la condizione umana attuale sostiene che discende dalla somma di due fattori: impoverimento e isolamento, ragioni per le quali si fa sempre più urgente il dover inoculare germi positivi di vita. Fra l'altro, sostiene il Giario, la società contemporanea è in deficit di speranza e questo accentua: il disagio, il nichilismo, la violenza, il consumismo (il consumismo, potrebbe apparire un controsenso, discende, direttamente proprio dal possedere poco). E' necessario un maggiore tasso di condivisione, è proprio "la condivisione a sollecitare l'onestà".
Dal Prof. Francesco Blezza ho sentito invocare la lezione "sempre attuale" della Montessori; invita tutti a rispolverarla, ad attualizzarla anche e soprattutto perché non esiste un nuovo alternativo apparato di regole in un tempo di transizione che va durando oltre misura. Invita, altresì, ad abbandonare il concetto che risiede dentro la dizione: "arco di vita" per transitare dall'idea di "apprendimento per la vita" al principio di "educazione per la vita".
Infatti, "Arco di vita", per quanto sia una immagine molto significativa non è così significante quanto quella di "Continuità di occasioni evolutive". In questa insiste una maggiore affidabilità, la costanza, le capacità di far durare più a lungo le abilità e le capacità di apprendimento. Tutti elementi che hanno il potere di dare maggiore sicurezza ai familiari.
Dunque, dalla ripartizione nei tre stadi : 1-momento in cui si nasce; 2-tempo in cui si è adulti; 3- tempo nel quale s'innesca la perdita e l'alienazione di quanto si è acquisito; sarà opportuno transitare ad una condizione in cui gli stadi si moltiplicano e, per ogni stadio, sussistono, insieme a molte opportunità, gli strumenti necessari e congrui a viverli pienamente. La vita, dunque, va affrontata evolutivamente, nello stesso modo il lavoro, inteso anche quale componente dell'identità personale. Le persone, guardate da questa prospettiva, sono persone che sanno andare avanti in divenire continuo, in continuo evolversi, in continua crescita, nella capacità di assumere sempre posizioni di rinnovamento, e questo per tutta la vita. Nella vita occorre cambiare rotta molte volte, pur conservando e rispettando precisi e ben saldi punti di riferimento.
Se, dunque, è importante apprendere per tutta la vita, ancora più importante è l'educazione per tutta la vita. Nel principio dell' Educazione per tutta la vita insiste la saggezza antica e la nuova frontiera che è nel concetto di educandi/educatori: tutti educandi per il fatto che si è educatori; tutti educatori per il fatto che si è educandi.
Quanto alla presunta crisi della famiglia, è dell'avviso che sia in crisi un certo tipo di famiglia, ovvero quella nata con le rivoluzioni borghesi di fine ‘700, funzionale alla rivoluzione industriale. E' dunque la famiglia mononucleare che innanzi non esisteva ad essere in crisi, allora è importante inventarsi un nuovo modello di famiglia che parta dalla consapevolezza che : il "Pensiero Rosa è necessario fuori" e il "Pensiero Azzurro è necessario in casa"; il Padre, insomma, è chiamato ad investire un po' di più dentro la famiglia.

La dott.ssa Freguja dell'ISTAT ha lanciato l'allarme: il 24% della povertà è al Sud, il 10-11% delle famiglie sono in povertà, il 13% se consideriamo le persone nella loro individualità; è in forte crescita la povertà tra i minori - coloro che hanno meno di 18 anni, sono 1.718.000; il 17%, in Italia, ben 500.000 bambini, non sono mai andati al cinema, mai letto libri, mai usato il personal computer, mai usato internet, mai fatto sport; che l'età adolescenziale si è prolungata e vanno aumentando tra gli adulti le nuove e le vecchie povertà, le donne son sempre più schiacciate dalle rigidità sociali, non c'è distribuzione del lavoro di cura in quanto è sempre più forte l'asimmetria dei ruoli, cresce l'emarginazione e l'isolamento.
La riflessione più grande va fatta sul crescere congiunto della povertà e della solitudine.
L'Onorevole Santolini riconosce che la famiglia è una grande risorsa, è la spina dorsale dello Stato; è anche del parere che il vero stato sociale, l'autentico welfare, viene erogato proprio dalle famiglie, che il 90% della popolazione gravita proprio nella famiglia, che ben 15 milioni di donne pensano soprattutto agli altri piuttosto che a se stesse, ma ritiene anche di dover pubblicamente contestare i media che, a fronte di quanto v'è di buono, puntano a mettere in evidenza unicamente i lati mostruosi della famiglia; è proprio per via di questo falso principio che accade che Cogne venga sempre più ingigantito, mentre sarebbe più opportuno e proficuo credere profondamente che in Italia si possa fare qualcosa di veramente importante solo passando per la famiglia.
Conosce i Gruppi di auto e mutuo aiuto, sa bene che non nascono sulle emergenze quanto piuttosto sulla base di bisogni; sa che le Banche del tempo che impegnano mamme, nonne, zie, mariti, mogli, han preso particolare piede nel meridione; dalle crostate alle feste ai figli, al lavandino da sistemare, al comprare le medicine al prendere il figlio a scuola, mostra perplessità circa la possibilità di condividere spazi e soldi, e, pertanto, pur riconoscendo al Modello dei Signori Volpi la straordinarietà, stenta a individuare il percorso che possa portare il Modello a farsi Legge, normativa, habitus legislativo, atteso, fra l'altro, che rispetto alle povertà e alle solitudini, le leggi già esistono. Inoltre, per l'Onorevole Santolini, occorre scremare le proposte legislative da ogni utopia e dialogare molto perché si raggiunga una comprensione completa, oltretutto non è pensabile che si legiferi per 150 famiglie, tante sono quelle che ancora oggi condividono in Italia il Modello dei Signori Volpi.
Gianni Ghiaini, Coordinatore del Modello dei sig.ri Volpi, ha piacere di comunicare che quando si scopre qualcosa d'importante è bellissimo metterlo a disposizione. Che è bello poter dire ho bisogno di te, che io da solo non sono sufficiente, da sola non ce la faccio, così come sostiene con entusiasmo evidente che mettersi insieme libera molte potenzialità. Che un po' del concetto di cura sommato a un po' del concetto di speranza pone nelle condizioni di tutelare la libertà della persona; non toglie la fatica del cammino, ma offre con certezza strumenti importanti. Comprendere la fatica non è comprendere la corrosione ed esserne schiacciati. Il Condominio solidale crea legami interessanti, c'è chi ti ascolta, chi ti aiuta per un lavoretto, chi ti offre il luogo per una festa e in tal modo la coesione sociale cresce in modo esponenziale. Tiene a precisare che non è un Movimento in quanto un Movimento presuppone omogeneità di componenti, invece a chi ha adottato il Modello piace particolarmente l'utopia della non omogeneità e della ricchezza come condivisione.
In una realtà nella quale la coerenza è valore del tutto assente, viene meno un elemento importantissimo che conferisce pienezza alla vita. Nel Modello, tiene a precisare, ciascuno si mette in giuoco, non delega le proprie responsabilità, le affronta e non fugge da esse.
La signora Giovanna Le Divelec, Presidente della Fondazione Andrea Devoto, il maggior esperto di esclusione sociale, si occupa di auto-aiuto già dal 1979, conosce le famiglie toscane che afferiscono al Modello Volpi ed è informata delle modifiche a leggi italiane desuete su questo fronte, è anche Presidente dell'Associazione Coordinamento toscano di Associazioni di auto-aiuto riconosciuta con Legge 266.
Ritiene fondamentale parlare di un percorso di cambiamento culturale, di solidarietà, sussidiarietà e affermazione della felicità quale conseguenza della scoperta di quei valori interiori, antichi,in pratica di quanto è dentro al benessere comune. Anche per la Le Divelec il cuore è la Famiglia e riconosce che la Famiglia è in difficoltà terribili; la genitorialità è difficile, complessa, dice, sono in difficoltà anche l'affido e le adozioni; pertanto, per il bene che ne discende, occorre sollecitudine nella rifondazione della famiglia. Di qualunque legge si parli è assolutamente prioritario cominciare dalla famiglia e dai suoi obblighi. Autoaiuto, per la Le Divelec, è rifondare il vivere civile.
Quindi, riferisce della gravità della terminalità quale problema, angoscia, così delle malattie invalidanti e di tutte le angosce che le accompagnano e che necessitano siano raccontati con testi di contenuto pregnante perché, a loro volta, le leggi possano significarli e costituirne la soluzione.

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