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In un momento storico in cui la collettività umana vive una
particolare disgregazione, una forma grave di sfiducia e pone in
atto, forse come logica conseguenza, una schizofrenia
comportamentale che disorienta può essere estremamente positivo,
viepiù bello incontrare persone Modello, Maestri, Fari.
Bruno VOLPI è una persona Modello che ha messo a punto un Modello, il
"Modello
delle Famiglie Solidali".
Incontra migliaia di famiglie tanto al nord che al sud
d'Italia partendo dal convincimento che spirito della Costituzione,
ma anche principio cardine della Parabola dei talenti è quello per
il quale ciascuno ha il dovere di fare qualcosa di utile per gli
altri. Bruno Volpi crede profondamente nell'auto e nel mutuo aiuto
discendenti entrambi dall'alleanza con l'altro da sé. Il Volpi è un
determinato propugnatore della necessità e dell'urgenza di aiutare
la famiglia poiché, ai nostri giorni, sostiene, che il nucleo
familiare presenta innumerevoli sofferenze, cose che non funzionano
più, e perciò, gran parte dei componenti soffrono, soffrono per gli
stessi meccanismi che reggono la famiglia, soffrono per la
precarietà dei rapporti, per la distorsione degli stessi e per le
influenze negative di tutto il consesso sociale sul nucleo familiare
che risulta molto indebolito tanto nei singoli componenti quanto
nell'insieme. Il Modello è talmente ben strutturato, oramai, che si
riesce finanche a mettere in comune il denaro; ecco pertanto che
lievita il tasso di fiducia, quel sapersi e volersi aiutare, il
ripristino più autentico dell'essere buoni vicini di casa.
Il dott. Zendali, lombardo, è persona direttamente coinvolta
in una realtà di condominio solidale; lui ama dire: se si è 20, è
bene parlare una volta ed ascoltare 19 volte; sostiene l'importanza
del fare una sorta di patto allo scopo di rispettare la discrezione
e il non lasciarsi andare, scellerato, nel giudicare esperienze
altrui; bastano anche solo questi due principi per veder crescere il
trend e Lui che ha assistito alla crescita di un insieme che partito
da 20 è giunto sino a 70 gruppi, lo sa bene.
Altri principi fondanti sono: il relazionarsi nel rispetto della
differenza; la riscoperta etica dell'impegno e la capacità di
fertilizzazione dell'io.
Luigi Giario dell'ACF Piemonte, del mal di vivere profondo e radicato, del dramma
che affligge la condizione umana attuale sostiene che discende dalla
somma di due fattori: impoverimento e isolamento,
ragioni per le quali si fa sempre più urgente il dover inoculare
germi positivi di vita. Fra l'altro, sostiene il Giario, la società
contemporanea è in deficit di speranza e questo accentua: il
disagio, il nichilismo, la violenza, il consumismo (il consumismo,
potrebbe apparire un controsenso, discende, direttamente proprio dal
possedere poco). E' necessario un maggiore tasso di condivisione, è
proprio "la condivisione a sollecitare l'onestà".
Dal Prof. Francesco Blezza ho sentito invocare la
lezione "sempre attuale" della Montessori; invita tutti a
rispolverarla, ad attualizzarla anche e soprattutto perché non
esiste un nuovo alternativo apparato di regole in un tempo di
transizione che va durando oltre misura. Invita, altresì, ad
abbandonare il concetto che risiede dentro la dizione: "arco di
vita" per transitare dall'idea di "apprendimento per la
vita" al principio di "educazione per la vita".
Infatti, "Arco di vita", per quanto sia una immagine molto
significativa non è così significante quanto quella di "Continuità
di occasioni evolutive". In questa insiste una maggiore
affidabilità, la costanza, le capacità di far durare più a lungo le
abilità e le capacità di apprendimento. Tutti elementi che hanno il
potere di dare maggiore sicurezza ai familiari.
Dunque, dalla ripartizione nei tre stadi : 1-momento in cui si
nasce; 2-tempo in cui si è adulti; 3- tempo nel quale s'innesca la
perdita e l'alienazione di quanto si è acquisito; sarà opportuno
transitare ad una condizione in cui gli stadi si moltiplicano e, per
ogni stadio, sussistono, insieme a molte opportunità, gli strumenti
necessari e congrui a viverli pienamente. La vita, dunque, va
affrontata evolutivamente, nello stesso modo il lavoro, inteso anche
quale componente dell'identità personale. Le persone, guardate da
questa prospettiva, sono persone che sanno andare avanti in divenire
continuo, in continuo evolversi, in continua crescita, nella
capacità di assumere sempre posizioni di rinnovamento, e questo per
tutta la vita. Nella vita occorre cambiare rotta molte volte, pur
conservando e rispettando precisi e ben saldi punti di riferimento.
Se, dunque, è importante apprendere per tutta la vita, ancora più
importante è l'educazione per tutta la vita. Nel principio dell'
Educazione per tutta la vita insiste la saggezza antica e la nuova
frontiera che è nel concetto di educandi/educatori: tutti educandi
per il fatto che si è educatori; tutti educatori per il fatto che si
è educandi.
Quanto alla presunta crisi della famiglia, è dell'avviso che sia in
crisi un certo tipo di famiglia, ovvero quella nata con le
rivoluzioni borghesi di fine ‘700, funzionale alla rivoluzione
industriale. E' dunque la famiglia mononucleare che innanzi non
esisteva ad essere in crisi, allora è importante inventarsi un nuovo
modello di famiglia che parta dalla consapevolezza che : il
"Pensiero Rosa è necessario fuori" e il "Pensiero Azzurro è
necessario in casa"; il Padre, insomma, è chiamato ad investire un
po' di più dentro la famiglia. |
La dott.ssa
Freguja
dell'ISTAT ha lanciato l'allarme: il 24% della povertà è al Sud, il
10-11% delle famiglie sono in povertà, il 13% se consideriamo le
persone nella loro individualità; è in forte crescita la povertà tra
i minori - coloro che hanno meno di 18 anni, sono 1.718.000; il 17%,
in Italia, ben 500.000 bambini, non sono mai andati al cinema, mai
letto libri, mai usato il personal computer, mai usato internet,
mai fatto sport; che l'età adolescenziale si è prolungata e vanno aumentando tra gli adulti le nuove e le
vecchie povertà, le donne son sempre più schiacciate dalle rigidità
sociali, non c'è distribuzione del lavoro di cura in quanto è sempre
più forte l'asimmetria dei ruoli, cresce l'emarginazione e
l'isolamento.
La riflessione più grande va fatta sul crescere congiunto della
povertà e della solitudine.
L'Onorevole Santolini riconosce che la famiglia è una grande risorsa, è la spina dorsale
dello Stato; è anche del parere che il vero stato sociale,
l'autentico welfare, viene erogato proprio dalle famiglie, che il
90% della popolazione gravita proprio nella famiglia, che ben 15
milioni di donne pensano soprattutto agli altri piuttosto che a se
stesse, ma ritiene anche di dover pubblicamente contestare i media
che, a fronte di quanto v'è di buono, puntano a mettere in evidenza
unicamente i lati mostruosi della famiglia; è proprio per via di
questo falso principio che accade che Cogne venga sempre più
ingigantito, mentre sarebbe più opportuno e proficuo credere
profondamente che in Italia si possa fare qualcosa di veramente
importante solo passando per la famiglia.
Conosce i Gruppi di auto e mutuo aiuto, sa bene che non
nascono sulle emergenze quanto piuttosto sulla base di bisogni; sa
che le Banche del tempo che impegnano mamme, nonne, zie, mariti,
mogli, han preso particolare piede nel meridione; dalle crostate
alle feste ai figli, al lavandino da sistemare, al comprare le
medicine al prendere il figlio a scuola, mostra perplessità circa la
possibilità di condividere spazi e soldi, e, pertanto, pur
riconoscendo al Modello dei Signori Volpi la straordinarietà, stenta
a individuare il percorso che possa portare il Modello a farsi
Legge, normativa, habitus legislativo, atteso, fra l'altro, che
rispetto alle povertà e alle solitudini, le leggi già esistono.
Inoltre, per l'Onorevole Santolini, occorre scremare le proposte
legislative da ogni utopia e dialogare molto perché si raggiunga una
comprensione completa, oltretutto non è pensabile che si legiferi
per 150 famiglie, tante sono quelle che ancora oggi condividono in
Italia il Modello dei Signori Volpi.
Gianni Ghiaini,
Coordinatore del Modello dei sig.ri Volpi, ha piacere di comunicare
che quando si scopre qualcosa d'importante è bellissimo metterlo a
disposizione. Che è bello poter dire ho bisogno di te, che io da
solo non sono sufficiente, da sola non ce la faccio, così come
sostiene con entusiasmo evidente che mettersi insieme libera molte
potenzialità. Che un po' del concetto di cura sommato a un po' del
concetto di speranza pone nelle condizioni di tutelare la libertà
della persona; non toglie la fatica del cammino, ma offre con
certezza strumenti importanti. Comprendere la fatica non è
comprendere la corrosione ed esserne schiacciati. Il Condominio
solidale crea legami interessanti, c'è chi ti ascolta, chi ti aiuta
per un lavoretto, chi ti offre il luogo per una festa e in tal modo
la coesione sociale cresce in modo esponenziale. Tiene a precisare
che non è un Movimento in quanto un Movimento presuppone omogeneità
di componenti, invece a chi ha adottato il Modello piace
particolarmente l'utopia della non omogeneità e della ricchezza come
condivisione.
In una realtà nella quale la coerenza è valore del tutto
assente, viene meno un elemento importantissimo che conferisce
pienezza alla vita. Nel Modello, tiene a precisare, ciascuno si
mette in giuoco, non delega le proprie responsabilità, le affronta e
non fugge da esse.
La signora Giovanna Le Divelec,
Presidente della Fondazione Andrea Devoto, il maggior esperto di
esclusione sociale, si occupa di auto-aiuto già dal 1979, conosce le
famiglie toscane che afferiscono al Modello Volpi ed è informata
delle modifiche a leggi italiane desuete su questo fronte, è anche
Presidente dell'Associazione Coordinamento toscano di Associazioni
di auto-aiuto riconosciuta con Legge 266.
Ritiene fondamentale parlare di un percorso di cambiamento
culturale, di solidarietà, sussidiarietà e affermazione della
felicità quale conseguenza della scoperta di quei valori interiori,
antichi,in pratica di quanto è dentro al benessere comune. Anche per
la Le Divelec il cuore è la Famiglia e riconosce che la Famiglia è
in difficoltà terribili; la genitorialità è difficile, complessa,
dice, sono in difficoltà anche l'affido e le adozioni; pertanto, per
il bene che ne discende, occorre sollecitudine nella rifondazione
della famiglia. Di qualunque legge si parli è assolutamente
prioritario cominciare dalla famiglia e dai suoi obblighi. Autoaiuto,
per la Le Divelec, è rifondare il vivere civile.
Quindi, riferisce della gravità della terminalità quale problema,
angoscia, così delle malattie invalidanti e di tutte le angosce che
le accompagnano e che necessitano siano raccontati con testi di
contenuto pregnante perché, a loro volta, le leggi possano
significarli e costituirne la soluzione.
continua a
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