logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 32
Famiglie Solidali, modello possibile ?
di Antonella Pagano

continua da pagina 31

La marginalità estrema, per esempio, è un fenomeno che aumenterà e peggiorerà e non solo per degrado e deprivazione, anche perché Scuola e Servizi fronteggiano malissimo le emergenze.
Occorre recuperare subito autoaiuto e solidarietà, far tesoro di tutte le cose migliori delle diverse forme di autoaiuto e promuovere il benessere, anzi educare al benessere; utile allo scopo è il volontariato consapevole. Tutto questo occorre sia accompagnato da leggi chiare e altrettanto chiari percorsi consapevoli di realizzazione; occorre la consapevolezza che la condivisione non è solo cristiana, una sorta di sogno utopico che si fa percorso di riscoperta della gratuità e del dono; la condivisione è anche degli atei che credono in questi principi; il fatto grave è che la nostra Patria è oramai malmessa.
La dott.ssa Nicoletta Bressan riconosce in "Mondo comunità e famiglia" insiste un Modello di grande rilevanza. Lei, quale sociologa, si è recata personalmente dai Signori Volpi, li ha personalmente ascoltati e il primo elemento che ne ha tratto è che lavorano molto sulla prevenzione. Più di 100 famiglie, circa 1000 persone s'interrogano e vi appartengono, persone di ogni classe sociale; tutto è davvero strutturato, organizzato, riferisce la Bressan; è un Modello molto operativo e si fonda su valori molto semplici, quelli della persona, della gratuità del vivere e del dare, dell'individuo che lavora senza essere schiacciato dal lavoro, anzi, addirittura libero di decidere/scegliere il lavoro che desidera sentendosi spalleggiato, forte della collettività che lo sostiene. E' come dire, in altri termini: l'autopromozione della persona si verifica allorché il Soggetto non è pressato, allorquando non si sente solo nè giudicato poiché solo in questa condizione il soggetto riesce a liberare tutto quello che è possibile, riesce più utile a se stesso e agli altri..
Apertura, accoglienza, condivisione, cassa comune, tolleranza, sovranità familiare, autosufficienza economica, autogestione, i termini che portano al benessere di tutti, a quel meraviglioso dire: "sono felice". La coppia, inoltre, è centrale, è forza, legame, spinta all'esterno. La famiglia è centrale e sovrana. La coppia, con ritmi più umani si fa forte, propulsiva, e nei luoghi dove si applica il Modello ed è possibile vivere con la porta della parte bassa della casa aperta, vien fatta fuori ogni barriera.
La comunità di famiglie fa bene alle stesse famiglie e ai bambini; tutti comunicano quanto stanno sperimentando vivendo e preparandosi, in tal modo, a costruire insieme la cultura.
Con questo genere di comunità vivono anche persone"accolte", adulti, compagni di cordata. Chi vive di comunità può lavorare di meno senza abdicare alla qualità della vita.
Nelle Comunità di cui stiamo parlando si palpa la Serenità, l'Ordine, la Distenzione, l'Intelligenza.
E mi piace a tal punto fare un breve riferimento all'Economia della felicità che negli ultimi anni ha preso a passare per tutte le scienze, anche quelle economiche; vi sono, peraltro, credibili unità di misura del dato "felicità".
Il Prof. Bertolini si chiede come possa essere possibile che negli ultimi 50 anni il benessere sia così cresciuto, il progresso sia così visibile e, per contro, la gente non sta affatto meglio. Esiste,dunque, il paradosso della felicità ? Si chiede. Perché la gente occidentale che vive il progresso e il benessere non è affatto diventata più felice ? Forse per le stesse ragioni per le quali anche negli Stati Uniti la Felicità è andata facendosi sempre più rara ?
Assolutamente certo è il dato che: a fronte dell'aumento del reddito che ha impatto positivo per certi versanti, si registra la drastica caduta e il continuo peggioramento della qualità della vita; un sempre minore tasso di solidarietà, meno fiducia, meno sicurezza, più disonestà, più solitudine, più
marginalità, peggiori relazioni

sociali amicali, di vicinato e familiari, crollo di tutte le forme di partecipazione a gruppi e associazioni.
Il tutto, inoltre, subisce un ulteriormente peggioramento a causa della televisione.
Se osserviamo il paradosso della felicità nella comunità americana: più son ricchi, più son poveri in relazioni e hanno minore disponibilità di tempo; la povertà relazionale li fa lavorare ancora di più sicchè viene ad instaurarsi il circolo vizioso che li porta alla febbrile ricerca di denaro.
Questo è quanto viene definito con il termine: work oolism, neologismo con il quale si identifica la dipendenza dal lavoro per niente diversa dalla dipendenza dall'alcool. Gli Stati Uniti, in questo, sono un ottimo esempio da non imitare. In questo è visibile e si sostanzia il fallimento del sogno americano; gli americani si occupano solo del proprio vantaggio; far soldi allora è pari assolutamente a: una società non felice non migliore. La sfiducia nelle istituzioni è l'altro elemento che fa crescere l'infelicità; sempre in America, questa fiducia è crollata del tutto; credono soltanto nell'esercito mentre la collettività è vissuta e percepita come estranea e negativa.
Si può dunque affermare che il benessere della persona non discende dal benessere economico.
Altro problema sociale enorme è l'essere poveri di tempo; le prime vittime di questa povertà sono i bambini e da questo ne viene un disastro relazionale ed affettivo.
Le città, note per essere punti di aggregazione, sono in verità diventate esclusivamente luoghi per: lavorare, comprare, non avere emozioni.
Da qui la caduta in picchiata anche della CREATIVITA'.
Del resto la creatività è trucidata anche da un eccesso di disciplina.
Urge dunque curare la persona e porre al centro: la relazionalità.
In qualità di Sociologa e di ideatrice del Modello di Pedagogia dell'Arte che passa per la creatività e conduce alla Bellezza nella circostanza di presentazione del Modello dei Signori Volpi, sono intervenuta per presentare loro il Modello di mia ideazione e l'equazione alla quale ho informato tutta la mia vita: "Che la bella parola sappia farsi bell'azione", del cammino di sperimentazione che il Modello sta compiendo in tutta Italia, presso Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, Enti Locali, Biblioteche, Galleria d'Arte e Complessi Monumentali come La Bocca della Verità in Roma, gli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto in Matera, un antico Baglio in Mazara del Vallo, il Palazzo del Doglione e il Castello Superiore di Marostica, l'Antico Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia in Roma e prossimamente in Siracusa ed Enna, al Castello più vicino alle stelle, alle metafore poetiche che stanno diventando simboli significanti come: La Tenda dell'Abbraccio, il Florileggìo (Trono della conoscenza – in Palazzo Venezia l'Arch. Danilo Loprete ne ha progettato e fatto realizzare uno ciclopico di quattro metri per tre e cinquanta che ho allestito con 400 metri di tulle), L'Abbraccio della poesia e mille altri luoghi fisici di cui ho parlato nell'articolo dedicato a questo Modello in qualche numero fa. Tre abbracci della Poesia, i miei libri dalle pagine di seta sono stati donati nella Sala della Camera dei Deputati, in una circostanza pubblica : a Bruno Vespa, che se ne è adornato con gioia, ne ha colto la sollecitazione intellettuale sorpreso dalla inusitata forma del libro e dalla manoscrittura dello stesso su un telo di preziosissima seta; A Simone Cristicchi che con la Sua canzone ha affrontato lo scottante problema sociale della malattia mentale, della particolare sensibilità che ha affinato proprio a contatto con questi Soggetti e sulla necessità che la collettività se ne faccia carico e porti il proprio contributo insieme a quello istituzionale; ai Signori Volpi che con abnegazione, rinunce e impegno diuturno hanno fatto del loro Modello una straordinaria realtà italiana.

pagina 31 sommario pagina 33