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Con molta umiltà ci
apprestiamo a recensire il lavoro di un uomo, prete, vero servo di
Dio e degli uomini e come lui stesso si definisce: “Ho servito la
gente ma non sono stato servo della gente”.
Mons Antonio Lavitola in una sua poesia così lo definisce La
stella di Carbone: La stella, già comparsa qui in
Carbone, / è benigna stella luminosa, / fiamma di carità su queste
zone / spande coi suoi bei raggi in mente e cosa! / Dinanzi a questa
stella ria tenzone / sparisce, che rende generosa / e pien di fè di
retta intenzione / questa rurale gente montagnosa. / Il colto
sacerdote rende vivo / quest’astro, che si nutre di vangelo, / per
esser di sapienza non mai privo! / Guida sicura a chi con fede e
amore / lo sguardo innalza da sua terra al cielo / con l’alma sempre
in volo e in alto il cuore! Infatti, il suo volume edito da “Il
Serapotamo, Carbone (Pz), 2007”, apre proprio con questa poesia per
dare al popolo di Carbone, e non solo, i suoi insegnamenti cristiani
sia come ministro di Dio che come uomo giusto.
Come già riferito in altre nostre recensioni, don Aldo Viviano non è
solo parroco della splendida cittadina di Carbone, ma anche di molti
fedeli di altri centri e di gente sparsa ovunque per il mondo, visto
che le sue numerose pubblicazioni sia di pregevoli libri che di
illuminanti articoli sui giornali e riviste di ogni settore.
Egli è il notaio, l’insegnante, l’amico colto, il confessore, il
fine relatore ed anche profondo critico d’arte, in una parola la
stella di Carbone.
Chi lo adotta come amico ha per tutta la vita un tesoro in tutti i
sensi: lo testimoniano i suoi numerosi scritti che vanno dalla
poesia ai racconti, alle descrizioni fedeli di argomenti di cronaca
o gioiosi eventi, come dimostra ancora una |
volta questa sua ultima raccolta che
riproduce prevalentemente gli articoli pubblicati su Lucania
quotidiano di vita regionale, che vanno dal 19 dicembre 1991 al
dicembre 2006. In questi articoli c’è tutto il suo sapere ed amore
per il prossimo e per le cose, ovvero, per il Creato.
È tenace con i forti ed affettuoso con i deboli; racchiude nei suoi
scritti tutto quanto accade nel mondo, da qui il titolo Testimone
nel tempo.
Per non andare indietro nel tempo ci piace ricordare ai nostri
lettori l’articolo pubblicato sulle colonne del Quotidiano della
Basilicata alla rubrica La Tribuna a pagina 22 del 18
dicembre 2007, col Titolo Il nostro presepe così poco napoletano;
che noi riportiamo a pagina 36, per meglio inquadrare la figura di questo singolare religioso, che
ama tanto la sua gente alla quale vuole solo dare, dare e sempre
dare le cose più belle e sane proprio, come si addice agli uomini
giusti, consigliamo di leggerlo.
Perché ci insegna di tutto, dal come chiamare le cose a leggere i
complicati moderni modi di esprimersi, a come conservare per i
posteri i prodotti della nostra mente.
In questo volume si trovano poesie dello stesso autore e di presuli
che splendono di luce propria e del divin calore. Bisognerebbe
veramente assorbire i loro insegnamenti, perché solo così ci si può
arricchire spiritualmente non solo di conoscenza: è questo un libro
che insegna ed eleva l’animo ai valori più alti.
Ma uomini come don Aldo Viviano se ne incontrano pochi nella vita, e di
quei pochi, chi ha la fortuna di conviverci da mattina a sera non se
ne avvede! Noi che abbiamo la fortuna di conoscerlo abbiamo anche il
dovere di additarlo per il bene di tutti facendone conoscere le sue
opere. |