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UN PRESEPE SECONDO IL POVERELLO D’ASSISI
di Aldo Viviano

Presepe di Carbone
PRESEPE 2007
Tempio di San Luca Abate - Carbone (PZ)

CARBONE ci ripensa sul presepe. Da quest’anno non il solito allestimento scenografico che si disfa nello spazio di un mese, ma una copia dell’interpretazione francescana dell’evento storico riportato dai vangeli. Sorretto da stabili colonne eburnee il piano che accoglie i principali personaggi posti in alto alla parete terminale della navata destra.
L’Opera si avvale di soggetti artistici: il Bambino, la Vergine, S. Giuseppe, la greppia, i pastori, i Magi, gli Angeli. Esattamente le rispondenze fedeli ai sacri testi, senza nulla concedere alla fantasia napoletana di simbolismi ed identificazioni creative.
Tutti gli argomenti e spesso di cattivo gusto, come portare alla visibilità volti di vip o politici, sono ridondanze fuori programma che nulla concedono alla raffigurazione, essendo del tutto estranee al tessuto narrativo della pagina biblica.
L’idea di purificare l’ordito umano intorno al mistero dell’incarnazione del Verbo esterno è piuttosto geniale, opportuna, dignitosa.

Aver consegnato il mistero nelle mani di gente inesperta intenta solo a stupire o mostrare traduzioni operaie di avvenimento da contemplare, ha contribuito reso a vivere il natale con spirito disimpegnato, quasi un gioco per ragazzi o fascino artistico dei primi tempi invernali.
Che nelle case ed abitazioni si sogni in questi giorni, sia pure.
Però in chiesa il presepe è e resta quello di S. Francesco.
La volgarizzazione postgreccina, così frequente a livello commerciale ed utilizzo pressoché privatistico è senza bubbio omaggio alla religiosità popolare, ma talora di versatilità troppo liberistica che poco concede alla pietà.
Ben vengono dunque i famosi concorsi presepiali, se gli organizzatori disinquinano i siti da presenze folkloristiche di nulla rilevanza valoriale.
Non parliamo poi di quanti confondono la memoria cristiana con un bazar di regali che insieme all’albero fanno bella mostra. Non è difficile riscontrare sul cammino filiare di oggetti vari, compresi gli stessi protagonisti in salsa edulcorante per i piccini.
Sia ben chiaro, con ciò non s’intende in alcun modo tarpare le ali di nessuno per volare nei cieli limpidi della narrazione. Del resto, chi di noi nell’età infantile, in fanciullezza, non ha costruito il suo primo credo proprio all’insegna dei deboli riporti delle esperienze spirituali? Come per l’istituzione, l’abc è solo l’avvio ai fini di raggiungere lettura, conoscenza, maturità, conformità, affermazione di vita, iniziazione alla fede.

da Il Quotidiano della Basilicata del giorno 18.12.2007

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