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IL TEPORE DELLE FUCAGNE LUCANE
di Pietro Giovanni Lucarelli


Fedra Spagnuolo Fortunato e la sua fucagna

La pittrice Fedra Spagnuolo ha veramente precorso i tempi con la sua opera prevedendo quello che sarebbe accaduto nel tempo, infatti all'inizio del terzo millennio il salotto dei poveri e dei meno ambienti, la "FUCAGNA", si è ridotto a solo due anziani di cui il poeta Giovanni Pascoli così ne canta il loro amore: "E non li scalda il fuoco ma il loro soave essere insieme".
Dunque è l'amore del foco eterno che unisce le coppie formatisi per amore.
Quando si accendevano i camini era il momento di riunione delle famiglie e non solo per il freddo e l'umidità in cui la pioggia dei giorni invernali richiedeva maggior tepore.
Nella Lucania Jonica il mese di ottobre ha sempre portato molto caldo, tanto da far coniare un detto " ‘tròwë da supë' ü maìsë cë cojitë ll'owë", tradotto in italiano: "nel mese di ottobre su la maggese ci si cuoce l'uovo".
Ma non sempre era così, anzi, allora come ora ottobre segnava l'inizio della cattiva stagione e quindi si accendevano i camini.
Quest'anno, però, le abbondanti piogge con un tasso di umidità elevato, non permettono più le classiche ottobrate di un tempo che invitavano a fare le ultime gite dell'anno fuori porta. Oggi però il clima obbliga a rimanere in casa col fuoco per compagnia, soprattutto le persone anziane che al primo freddo, sia pure relativo, sentono il bisogno di ricorrere al tepore di un focherello, uno di piccole dimensioni.
Queste persone, ahimè, oggi non sono più attorniate d'amici e parenti sinceri che facevano compagnia introducendo argomenti culturali o progetti per il futuro.
Quest'anno è ancora più triste la vita degli anziani che si accingono a trascorrere il prossimo inverno accanto al piccolo

focolare che a volte è persino spento per mancanza di legna da ardere, resta però la fiammella del foco eterno che riscalda l'anima di chi si ama con vero amore.
Infatti, l'approvvigionamento della legna da ardere è più costosa del solito e le persone bisognevoli di calore si trovano soli, incapaci di autogestirsi soprattutto nel trasporto della legna dalla legnaia al focolare ma si ritrovano nelle lunghe serate intorno al fuoco che non c'è o non è più come diceva il grande storico Benedetto Croce che con l'accendersi del fuoco si "accendono le discussione di pensiero", che poi erano le diffuse scuole della nostra gente.
Noi oggi possiamo dire che si accende "la solitudine dei vecchi", visto che la società moderna è "very busy" come dicono gli Inglesi, cioè pressata dagli impegni quotidiani.
Noi pensiamo che ieri tale modo di vivere teneva alto i valori della famiglia e delle intere comunità proprio perché ci si chiariva discutendo non solo tra amici o familiari ma anche con persone che scambiavano le visite, a volte interrotte per i pressanti lavori estivi nei campi che portavano via l'intera giornata solare ed anche oltre.
Le riunioni nella "fucagna", erano anche motivo di fare progetti per il futuro, accordarsi per eventuali cambiamenti di attività lavorativa, accettare proposte di matrimoni per le figliole, che per tutta l'estate si erano resi visibili nelle giornate di lavoro, con giovani, magari provenienti da comunità diversa dalla propria, appunto per motivi di lavoro.
Ecco, dunque, una buona ragione per accogliere e creare nuove famiglie con tutti i crismi dei valori più alti, promossi dalla classica "Fucagna Lucana", un semplice fuoco, in quel vano della casa che poi era il salotto della semplice gente.
Torneranno quei tempi? Il clima lo ripropone ma la gente di oggi non si ritrova con gli stessi sentimenti dei suoi predecessori i quali consideravano i valori più sani il giusto modo di vivere e il crescere intellettivamente.
Il conforto delle case odierne dovrebbe promuovere gli incontri e non abbruttirsi dietro a una prospettiva di arraffare qualche euro in più che poi puntualmente si disattende.

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