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RICETTARIO
di Paola Marenco

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Pollo alla Marengo

Era il 14 giugno dell'anno 1800, Napoleone Bonaparte si trovava nella pianura di Marengo, in provincia di Alessandria, alle prese con una battaglia dura e decisiva contro gli austriaci, sicuramente la più significativa e importante della sua carriera, quando il suo stomaco, fortemente debilitato dalla gastrite, avvertì, forte, l'esigenza d'essere saziato.
Il cuoco della truppa riuscì a recuperare dei polli ruspanti e, mentre si accingeva ad arrostirli a dovere, scoprì suo malgrado che Napoleone Bonaparte detestava il pollo e soprattutto gli arrosti.
Il cuoco non si perse d'animo e grazie ad alcuni ingredienti di fortuna, riuscì a mascherare quel pollo arrosto tanto detestato da Bonaparte e confezionare una nuova e prelibata ricetta.
Questa è una delle tre versioni che narrano l'origine di questa ricetta, in effetti, quella risultata più attendibile dalle cronache di quel tempo, resta comunque certo che la prelibatezza del pollo alla Marengo la dobbiamo ai gusti alimentari di Napoleone.

La ricetta:

Ingredienti: 1 pollo da 1,200 kg, 3 pomodori pelati puliti e tagliati a dadi, 1 spicchio d'aglio, 100 gr di funghi crudi tagliati a pezzetti, 100 gr di gamberetti cotti, 1 dl di vino bianco, 1 cipolla tagliata fine, 4 crostoni di pane fritto, 4 uova fritte, sale, prezzemolo tritato.
Preparazione: Tagliate il pollo in 8 pezzi, salatelo, infarinatelo e fatelo rosolare al burro oppure in olio, aggiungete la cipolla, fatela dorare, bagnate con vino bianco. Riducete il liquido di cottura a metà, aggiungete i pomodori, l'aglio schiacciato e i funghi; bagnate con fondo di vitello o acqua. Lasciate cuocere al coperto per 12 minuti, aggiungete i gamberetti e il prezzemolo. Guarnite con uova fritte disposte sui crostoni di pane.

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Uova alla Bella Rosina

Ingredienti per sei persone:

sale, pepe, limone, 12 uova, olio di oliva, un decilitro di salsa maionese.
Preparazione: porre le uova in una casseruola e coprirle di acqua fredda, dopo una cottura di dieci minuti, scolarle, raffreddarle sotto all'acqua corrente e sgusciarle con delicatezza e tagliarle a metà nel senso della lunghezza. Privarle dei tuorli e riempire la cavità con il composto ottenuto dai tuorli e dalla salsa maionese amalgamati.

UNA LUNGA STORIA D'AMORE

Chi era la bella Rosina? Era Rosa Vercellana, figlia del porta aquila della Guardia Imperiale napoleonica che nel 1814 si rifiutò di seguire Bonaparte durante la sua fuga dall'isola d'Elba. Figlia di quello stesso uomo che in seguito divenne ufficiale nelle guardie del re Carlo Alberto e si trasferì con la famiglia a Racconigi. In quel di Racconigi, Rosa, appena quattordicenne, conobbe Vittorio Emanuele II, che ne aveva ventisette.
Vittorio Emanuele era sposato con Maria Adelaide d'Asburgo Lorena ed aveva ben quattro figli, ma questo non gli impedì di innamorarsi della bella Rosina e di farne la sua amante. La giovane non sapeva leggere e scrivere e parlava solo il dialetto ma, nonostante questo e le numerose amanti dell'uomo, fu l'unica donna che gli stette accanto per tutta la vita.  Nel corso degli anni, Vittorio Emanuele divenne re e poco tempo dopo rimase vedovo.  Nel 1855, nonostante il parere contrario dei politici e della nobiltà, nominò la bella Rosina contessa di Mirafiori, le comprò un castello, riconobbe legalmente i figli nati dal loro amore e in seguito, nel 1969, quando si ammalò gravemente, la sposò col rito religioso. (Il solo rito religioso non conferì alla bella Rosina i poteri e i diritti regali).
Dopo il matrimonio il re guarì e nel 1877 la sposò anche col rito civile. Come anteposto poc'anzi, questo amore durò tutta la vita e la bella Rosina venne decantata e amata dal popolo, ma odiata dalla nobiltà e dai politici, tanto che quando morì la casa reale gli impedì di riposare in pace accanto al marito, al Pantheon. I figli, in seguito a questa decisione, decisero di innalzare a Torino un monumento uguale al Pantheon che i torinesi battezzarono "Il Mausoleo della bella Rosina".
L'amore del popolo verso Rosa Vercellana ebbe diverse forme di espressione, oltre al Mausoleo, ai nomignoli affettuosi, le furono dedicate canzoni quali ad esempio "la bela Gigogin" e gustose ricette quali quella che vado a illustrare …

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