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IL VISITATORE DI MARTE
- Racconti favolistici interplanetari -
di Pietro Giovanni Lucarelli

"Sistema Planetario n. 7"
Opera della pittrice Maria Grazia Bertucci
EDIZIONE
on-line de La fenice 2009
PRESENTAZIONE
del prof. Giovanni Latronico
Come in pittura c'è stato l'addio definitivo al figurativo,
con l'avvento delle nuove avanguardie artistiche, così è avvenuto in
letteratura, con l'affermarsi di scrittori liberi dalle pastoie, dalle
regole e dai canoni dell'Accademia della Crusca, per poter pienamente
esprimere non tanto le sensazioni visive, quanto le impressioni interiori
e le osservazioni personali. L'autore dei “Racconti favolistici interplanetari”
online al sito: http://www.lafenice-mt.it , Pietro Giovanni Lucarelli
ha detto chiaramente nella sua premessa che gli errori sono voluti,
per una sua libera scelta strategica, per una sua licenza poetica, per
una sua caratteristica stilistica e per una sua piena espressione artistica.
Lui non è certo il primo a prescindere dalle regole sintattico – grammaticali,
avendo come predecessori degli illustri scrittori, come: Bucowsky, Twombly,
James Joice, Wolfgang Borcherts, ecc. che preferivano scrivere in punta
di penna, senza curarsi della punteggiatura, dell'ortografia e degli
anacoluti. Il colorito locale, il sapore folklorico, la parlata paesana
danno il senso dell'immediatezza, della spontaneità, dell'istantaneità
e della suggestione dello spiritus loci, che aleggia dappertutto. Pietro
Giovanni Lucarelli è dotato di fervida fantasia, di potente immaginazione
e di spirito drammatico; per cui, ogni sua opera è un nutrimento spirituale
ed un monumento di saggezza popolare, di buon senso comune e di nuovo
corso letterario. Io ho avuto la rara occasione di leggere una delle
sue gemme nata della fervida immaginazione e che riguarda gli umori
popolari, la schietta ebbrezza contadina, la sana vita all'aria aperta,
in masseria, all'unisono con la danza delle ore liete e degli intimi
umori corporei, sottopelle, sempre repressi a livello inconscio. In
ogni suo romanzo, lui ha sempre cercato una via d'uscita alla lucida
follia dei vili tempi moderni e l'ultima spiaggia all'attuale alienazione;
ma, visto che l'impresa risulta assurda quaggiù, pensa di averla finalmente
trovata nel mondo sidereo dei pianeti, tra le vive fiammelle del settimo
splendore, sulle scale luminose dell'empireo, dove tutto è possibile.
Ancora una volta, egli ha dato a me l'onore della copertina che io condivido
volentieri con l'opera reale della famosa Pittrice Maria Grazia Bertucci
e con la mia opera virtuale. Non voglio entrare nel merito della trama
né raccontare lo svolgersi delle intricate vicende né menzionare i personaggi
di turno, per non togliere all'attento lettore il gusto della scoperta,
la curiosità dell'immersione, la gioia ed il piacere del coinvolgimento
percettivo, emotivo ed intellettivo, all'insegna dell'arte totale e
dell'etica universale.
prof. Giovanni Latronico

"Sistema Planetario n. 7"
opera virtuale di Giovanni Latronico
PREMESSA DELL'AUTORE
Questi nostri
racconti interplanetari, vogliono essere un momento di svago per la
mente di chi ama l'avventura spaziale, e il mistero più affascinante
che suscitano le stelle viste dai pianeti più a loro vicini, come appunto
è quello di Marte. Le aspettative di trovare nuovi interessi per la
vita, pongono non pochi soggetti a rivolgersi alla scienza astrale.
A tal proposito abbiamo raccolto diversi momenti riferiti ad eventi
memorabili per l'uomo e che si riferiscono alla massima divulgazione
delle notizie provenienti dallo spazio come l'allunaggio, etc.
Li abbiamo liberamente adattate al nostro scopo e con l'immaginazione
le abbiamo rese assolutamente non vere, se volete, tutto frutto di una
sfrenata fantasia. La cosa non deve sorprendere quando si insinuano
fattori di rappresaglia, e di incomprensione lessicale, sono volutamente
inseriti per accrescere la voglia di leggere, noi non abbiamo notizie
reali su questi input lessicali, della parlata contratta e tecnica dei
nostri giorni. Vogliamo solo far staccare come si suol dire la spina
e vivere un momento lieto creando un evento irrealizzabile ed assolutamente
irreale. Lo spirito dei racconti vuole dare un ulteriore motivo di estensione
della vita offrendo una visione fantastica su pianeti diversi da quello
terrestre, sempre fantasticamente parlando. Infatti si vuole dare vita
ad un popolo immortale, ma che ugualmente soffre per una carenza riproduttiva,
quindi crescita zero e di un consumo di energia indicibile per conservare
i vecchi ridotti in larve umane, come i nostri uomini che cadono in
coma profondo e non vogliamo staccare loro gli alimenti liofilizzati
per non farli morire. Su Marte, dunque, non esiste la morte, ma ci si
riduce senza la forza di mangiare e di parlare e quindi di vivere, ma
la loro scienza li ha portato a sperimentare un modo di ridargli vigore
e forza di continuare a vivere in corpi diversi. Tanto propone la fantasia
dello scrivente; che radicato nella fede cristiana trova plausibile
una vita perpetua ma con gli stessi valori degli esseri uomini, con
sentimenti, amori, dolori, privazioni e gloria per tutti i viventi dotati
di ragione. Il buon Dio che regna nei cieli, lo invocano tutti, terrestri
o marziani che siano, e comunque su qualsivoglia pianeta popolato di
esseri intelligenti.
Buona lettura.
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QUALIFICA E RUOLO DEI NOMI NEI RACCONTI
• Akathar: nazione dell'ultra centenario Ugar
• Awar Temar Grien : visitatore terrestre
• Arter: pronipote di Ugar impegnata a formare il primo comitato pro
Marte e visitare il pianeta per farsi copiare.
• Ata Luce: Presidente della Polinesia
• Calaiaghira: sorella di Catara che riceverà il corpo di Deinos.
• Catara: “sposa” destinata al corpo esamine di Deinos
• Crisalide: metamorfosi delle cicale.
• Cukum: segretario del Presidente del popolo marziano.
• Deinos: astronauta terrestre e satellite di Marte e comandante della
navicella Columbus.
• Engioia: fidanzata di Nico
• Envoiar: scuienziato
• Ermat: Presidente del popolo marziano
• Fiorita: capitale di Akathar
• Phobos: astronauta terrestre e satellite di Marte
• Fuor coordinatore dell'assemblea degli scienziati
• Gunn: scienziato
• Hangar: Struttura aeroportuale
• Indak: guida di Temar Grien
• Inik Nico: astronauta
• Inik Nautica: sorella dell'astronauta Nico
• Inik Peter: papà di Nico.
• Iurinov: astronauta sovietico.
• Joker: Presidente di Akathar
• Laika: la cagnetta sovietica a bordo dello sputinik 2, il suo vero
nome è Kudrjvka.
• Lumon: scienziato
• M'arósë: comandante della nave appoggio
• Macula: è il vegliardo e lo scienziato che rappresenta il più anziano
in attività su Marte.
• Maiakita: scienziata responsabile della vita sociale
• Marangon: decano degli scienziati terrestri
• Marmowe: Comandante Forze Armate e del convoglio che porterà gli astronauti
a terra
• Memar: Architetto
• Mummuwuk: lavoratore e riordinatore delle cose rovinate.
• Masuk: scienziato
• Murnak e Macuwel : scienziati
• Nicol e Friz: figli dell'astronauta che non rivela il suo nome.
• Neil: Amstrong astronauta americano.
• Noetis Maitorinois: Deinos sposa n. 22
• Nundukappa: lavoratore e riordinatore delle cose rovinate.
• Nurk: scienziato.
• Oceano marziano: località su Marte.
• Ocello Lucano: filosofo pitagorico vissuto a cavallo del I sec. a.C.
e I sec. d.C.
• Peper: Ingegnere
• Pondruk: portavoce del Presidente del popolo dei marziani
• Prono: pastore terrestre di animo mite e pronto a sottomettersi alla
volontà di tutti, soprattutto dei marziani, il vero nome è Felice Pronostico.
• Robò: macchina somigliante all'uomo e che agisce secondo i voleri
del suo costruttore.
• Tourm: scienziato
• Tomak: scienziato
• Saug: Presidente del comitato scientifico marziano
• Spettro: illuminato è uno dei marziani che chiamano Spose o sposi.
• Sposa o sposo: essere ridotto allo stato larvale destinata a ricevere
un nuovo corpo.
• Sputnik 2: navicella sovietica lanciata nello spazio.
• Stripus Noreus: nome della prima sposa con corpo rigenerato
• Ugar: comandante della navicella splorer
• Urur: dottore in chirurgia e comandante della navicella splorer.
PARTE PRIMA

volto marziano
Il pianeta Marte ritira i suoi inviati
sul pianeta Terra, i quali dovevano studiare i terrestri nelle loro
facoltà intellettive; questo ora lo possono fare direttamente sul loro
pianeta, vista la presenza su Marte sia degli uomini che della tecnologia
da loro sviluppata.
Infatti i terrestri pur avendo avuto la possibilità di esaminare gli
esseri provenienti dallo spazio non hanno ottenuto, o saputo ottenere,
le informazioni desiderate e quindi hanno preferito perfezionare i propri
mezzi di trasporto interplanetari per dare sfogo e senso compiuto alle
intuizioni scientifiche o, se volete, fantascientifiche che da quasi
un secolo circolano sulla terra supposte presenze, e che gli uomini
danno loro nomi diversi come presenze sconosciute, chiamandoli ora marziani,
ora alieni e con altri nomi ancora.
Mentre alle navicelle si è consolidato il nome di Ufo, cioè oggetti
non identificato. La sete di conoscenza innata nell'uomo è anche la
causa di mille insuccessi, ma una sola scintilla di verità riesce ad
appagare i ricercatori per tutti i contributi di vite umane versate.
Abbiamo così due pianeti quasi simili, forse solo con la differenza
di essere l'uno più vecchio dell'altro.
La galoppante fantasia degli uomini ha creato un'intera letteratura
sui popoli marziani.
Da tale letteratura si evince che "Marte" pur essendo ritenuto dagli
uomini sin dall'antichità il dio della guerra, in verità gli scrittori
più noti e soprattutto a cominciare da Louis de Wohl col suo romanzo
"Marte non vuole la guerra" hanno fatto di questo pianeta un luogo di
pace.
Quindi ambìto dà molti scienziati e fanatici dell'avventura, tanto fanatici
che sperperano tutte le loro sostanze per compiere un viaggio interplanetario
di una settimana, messo in atto da enti spaziali di tutto il mondo.
Tanto per ricordare la trovata dello scrittore di romanzi fantastici
francese Louis de Wohl che per viaggiare nello spazio si servì di una
polverina con cui ricavò una vernice che serviva a colorare le scarpe,
ed una volta calzate lo faceva volare negli spazi infiniti, ma il nostro
visitatore, al contrario, fu attratto da un filmato televisivo che rappresentava
una colonia terrestre stabilitasi su Marte.
Da qui l'ambientazione del romanzo e lo stesso titolo.
Noi vogliamo cercare un nuovo modo di concepire la trama e dire che
Marte è un pianeta con esseri che conservano ancora "la forza", ossia
la capacità di muovere col pensiero e col contatto visivo qualsiasi
cosa.
Queste cose ancora oggi da noi si attribuiscono solo alla "telecinesi".
Dunque, cerchiamo di far agire degli esseri detti "mutanti", capaci
di trasformarsi in qualsiasi cosa, persona o animale pensata nella propria
immaginazione.
Quando parliamo di montagne viventi altri non sono che grandi folle
di esseri mutanti che unendosi in un solo pensiero formano una grande
montagna o piccoli monti.
Questa prerogativa marziana vuole essere la più vecchia civiltà mai
concepita o fantasticata prima d'ora.
continua a
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