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IL VISITATORE DI MARTE
 - Racconti favolistici interplanetari -
 di Pietro Giovanni Lucarelli

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Così, ci possiamo ritenere a questo punto dentro la sfera intellettiva dei marziani e cominciare a descrivere il loro quotidiano modo di vivere. Il nostro visitatore è il Sig. Temar, che avendo avvistato una navicella spaziale in fase di atterraggio, vi si avvicina senza farsi notare e quando l’equipaggio era a terra e la navicella stava per chiudersi, vi entra con un scatto velocissimo, la navicella completa la chiusura e fa rientro su Marte e così Temar sbarca sul pianeta rosso.

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Oceano marziano

Al suo arrivo trovò un comitato di scienziati ad accoglierlo, protetti da alcuni Robò umanoidi; infatti, sono questi ultimi a prenderlo in consegna e farlo esaminare dagli scienziati. Fu da subito sigillato in una bolla trasparente, gonfiata da un braccio plutonico e dallo stesso sollevato da suolo marziano. Portato poi con detto braccio a modo di pendolo nel laboratorio scientifico, ovvero al Centro Studi per essere esaminato, ove viene liberato dalla pellicola vulcanica che lo imprigionava. Una volta liberato vide una grande roccia muoversi ed aprirsi una grandissima facciata di un edificio quasi simile a quello terrestre, ove si vedevano degli esseri quasi simili a lui, ma con organi sproporzionati rispetto al loro stesso corpo, ossia: alcuni molto grandi ed altri molto piccoli. Ad esempio orecchi grandissimi e occhi come formelle di madreperle con quattro puntini neri come i quattro fori delle formelle, altri ancora con braccia lunghe e sottili, dita filiformi indefinite, ed altri con una grande testa, tutti caratteristiche non umane ed ancora differenti tra loro che elencheremo al momento opportuno. Detti scienziati lo accerchiarono e lo toccarono con un dito; Temar, sbigottito e tremante, dice: Perdonatemi volevo vedere il vostro mondo. Subito una voce pronuncia delle parole nella sua lingua la quale dice: chi sei e come hai fatto ad entrare nella nostra navicella? Lo sventurato o se volete fortunato sorride perché questa richiesta gli fa pensare di trovarsi tra amici, risponde così: È stato facile, ho seguito l’atterraggio ed atteso l’uscita dell’equipaggio senza farmi notare al momento della chiusura della navicella ho atteso l’ultimo attimo per saltarvi dentro ed eccomi qua. Cosa vuoi che facciamo di te? Ormai sicuro di aver trovato nuovi amici risponde senza alcuna paura: Sulla terra quando qualcuno fa visita ad un amico viene accolto con grandi onori, io mi auguro che voi siate miei amici, non chiedo onori per aver desiderato conoscervi, ma neanche maltrattato o addirittura ucciso perciò mi affido ai vostri sentimenti e alla vostra ospitalità. "Bravo", dice la voce, sei alquanto intuitivo e noi non ti faremo del male sempre che tu risponda sinceramente alle nostre domande. Sì certamente lo farò e con grande piacere, perché la mia curiosità non è da meno della vostra, sempre che vogliate appagarla, risponde Temar. Certamente continua la voce, a te la prima domanda, Temar – come fate a conoscere così bene la mia lingua? Risposta abbiamo registrato tutte le lingue e i dialetti che si parlano sulla terra, inoltre abbiamo un assortito gruppo di umani che lavorano qui da noi liberamente, ci basta una parola pronunciata da un visitatore e la nostra macchina istantaneamente elabora per noi tutte le risposte che il nostro pensiero vuole dare e li pronuncia per l’interlocutore. Dopo tale spiegazione e promessa fattami, dice Temar, le mie domande possono attendere, perciò potete chiedermi quello che volete ed io vi risponderò sinceramente. "Bene" dice la voce, e dopo una piccola pausa così continua: Vorremmo sapere cosa spinge gli uomini a visitare altri pianeti se non conoscono affondo neppure il proprio? A questa domanda non si può dare una sola risposta e non può un solo uomo rispondere per tutti gli uomini della terra

perché ogni uomo ha una sua risposta; per quanto mi riguarda è solo curiosità e speranza di trovare una nuova idea da aggiungere a quelle che mi frulla per la testa e cioè magari di incontrare il buon Dio Creatore dell’intero universo e godere del suo volto. Alcuni potrebbero sperare di sfuggire alla morte, altri ancora, chissà, vorrebbero conquistare e possedere un intero pianeta, o solo voler far amicizia con esseri più evoluti ed intelligenti di loro per apprendere da essi i segreti della vita; e potrei continuare visto che credo di conoscere la "differenza" che regna tra gli uomini, infatti, essi nutrono ed esprimono in modo differente il proprio pensiero e le loro azioni, altro non saprei dire. "Va bene", dice la voce. ora però devi dirci cosa manca sulla terra che, secondo voi terrestri, potreste trovare qui da noi o su altri pianeti o sui propri satelliti come la Luna, ad esempio, per la Terra. Anche questa domanda porta ad una risposta che io non so dare e quindi incompleta, parlaci, dunque, della tua risposta! Ecco, io credo che un essere soprannaturale esistente da sempre, e prima di ogni tempo, capace di abbracciare amorevolmente tutte le creature dell’universo deve aver estratto dalle materia informe o mescolate tra loro, le particelle vitali degli esseri viventi dei tre regni, animale, vegetale e minerale, mettendo ordine tra loro, e renderli poi uniti ed in fine abbracciarli tutti; poi si è trasformato in "Luce ed Ombre", così tutti i regni agiscono singolarmente ed in armonia tra loro, sia singolarmente che unitariamente tra le Sue bracci. E Lui, in ogni istante ne ha consapevolezza, di ogni azione e di ogni singolo uomo in qualsiasi punto del globo si trovi. Questo, secondo me, accade continuamente ovunque e la prova me la state fornendo voi, visto che ascoltate chi vi era sconosciuto fino ad un attimo fa. Se ogni uomo avesse questa certezza le cose non guasterebbero l’equilibrio del Creato e non occorrerebbe cercare nuovi luoghi ove approdare e soddisfare le proprie fisime, a cominciare da me, che mi sono imbarcato in questa avventura, quindi posso dire che per molti uomini la cosa che più li spinge a cercare altrove le certezze che la sua capacità intellettiva non gli dà; come ad esempio un altro motivo assai convincente potrebbe essere la ricerca della verità o di un confronto sui dati che circolano oggi sulla terra e che vogliono datare la presenza dell’uomo ancor prima dell’era del Triassico (Trias) pari a 230 – 225 milioni di anni fa, secondo alcune incisioni trovate su pietre laviche, per tentare così di trovare un riscontro anche su altri pianeti. Tanto per riferire una delle cifre che frullano nella testa degli uomini circa la formazione della terra di cinque, o sei, o addirittura, di sette miliardi di anni fa fate voi …
Il mio discernimento non sa darvi altre spiegazioni, ora dite voi. Per il momento ci accontentiamo, ma ci ritorneremo e dovrai darci maggiori spiegazione su questo essere che credete onnisciente e il primo di tutti i tempi. Per il momento ti lasciamo libero di agire, e, a secondo del tuo comportamento, ci regoleremo di conseguenza in futuro, sappi, però, che non sarai solo neppure per un istante, anche quando non ci vedrai o non ci faremo sentire. Temar, china il capo ed esce da quel luogo, non appena in contatto con l’atmosfera di Marte si vide perso e la morte bussava alla sua anima, ma questa si rivolgeva al suo Dio chiedendogli spiegazione del perché morire in un luogo non proprio senza apportare all’umana gente una qualche utilità e allo stesso Creatore? Ecco un turbinio pervade tutto il suo corpo e quel groppo alla gola scompare facendo posto ad un respiro leggero che appaga tutti i sensi e la stessa mente si rilassa, per raccogliere in sé nuove idee e cominciare a ragionare. La prima idea che gli viene in mente è quella che il Padre Celeste non lo aveva abbandonato ma che gli era accanto, anzi lo aveva ben stretto tra le braccia, ma ecco la seconda idea, se questo sentire della mia mente è reale vuol dire che ho una missione da compiere; la terza idea è la seguente: dichiarare al Signore la sua completa disponibilità a fare la volontà del Padre Celeste, non appena quest’ultima idea si concretizza nella mente, nuovi orizzonti si schiudono alla sua vista, una lieve foschia, e Temar dice tra sé e sé; è forse una piccolissima nebulosa, ma muovendo alcuni passi che

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