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IL VISITATORE DI MARTE |
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continua da pag. 28 Non curarti di quello che hai pensato di noi, non
ci siamo offesi perché siamo inscalfibili e quindi inattaccabili dalla
invettiva umana, ma siamo soggetti solo al tempo marziano che se pur
non porta alla morte, ci trasforma nel corpo come hai visto nel nostro
documentario: da qui la necessità di avere nuovi soggetti di buona presenza
per rigenerare i nostri vecchi marziani. Per quanto riguarda il tuo
desiderio di tornare sulla terra, è realizzabile ma non subito. |
Ora ecco del cibo per te, mangia a volontà e poi parliamo del futuro, tuo e nostro. Proprio in quel momento due esseri spingono un carrello a forma di tavolo quadrato con rotelle, coperto da un panno con disegni irregolari, di vari colori; come il bianco,il nero, il rosso, il blu, il grigio, il bruno e l'azzurro. Giunti a un passo da lui si fermano, tolgono il panno e quattro piatti ben preparati e fumanti più un cestino di pane sono pronti per essere mangiati, mentre lo stomaco di Temar reclama, e la voglia di mangiare aumenta senza ritegno, ma la ragione gli ordina di chiedere, prima il permesso di farlo. Lo fa dicendo: questo cibo è tutto per mé? Posso mangiare! Si, certo, dice l'anziano è la prova che ci teniamo a te, e che per vivere su questo pianeta abbiamo bisogno di voi terrestri, come vedi anche noi abbiamo bisogno di aiuto e di credere nella fratellanza della specie, e se non conosciamo la morte e la fede del vostro Dio, crediamo però nell'amore che lo contraddistingue, quindi ci apprestiamo ad accogliere i suoi figli come nostri salvatori, e forse le generazioni futuri figli delle nostre Crisalide e corpi umani si possono ritenere suoi figli giacché nati da chi porta la sua paternità. Buon appetito, grazie, dice Temar e si avvicina al tavolo, gli viene offerta una sedia anche se apparentemente era solo un fascio di luce. All'invito a sedersi Temar resta trasecolato, e dice ma come sono solo luci ed ombre, non preoccuparti i nostri prodotti sono sicuri, fidati, Temar si siede e nota che la sedia è veramente comoda e resistente. Comincia così a mangiare quel pane di color bruno fatto con semi di ginestra, ma anche una gelatina che aveva sapore di carne e un bel piatto di verdura fresca, un piatto a lui sconosciuto ma invitante ad essere assaggiato, e uno con patate farcite con diversi prodotti sconosciuti. Tutto si presenta gustoso e saporito, dopo qualche minuto gli si avvicina l'anziano accompagnatore e gli chiede se e di suo gradimento, proprio come si fa in un gran ristorante della terra. Lui lo guarda e poi dice: gradirei dell'acqua, certo di questa ne abbiamo in quantità e di ottima qualità, arrivò subito un recipiente nero con dell'acqua, un bicchiere anch'esso nero, beve e subito acquista maggiori forze e volontà di vivere. Non curandosi della presenza dei sorveglianti e dispositivi di video-riprese, ovvero telecamere nascoste, Temar continua a divorare quel cibo per la troppa fame e senza naturalmente gustarlo, solo una volta sazio comincia a cercare di capire cosa sta veramente mangiando, e riconosce da subito il gusto della lattuga, delle patate e forse quello di carne liofilizzata. Il pane non aveva il profumo di quello terrestre, ma si faceva mangiare e non era stomacoso o disgustoso, anzi aveva qualcosa di azzimo, cioè un po' sciapo. Finito il pranzo Temar si alza e rivolto verso il cielo ringrazia prima il buon Dio ad alta voce per quel pranzo e poi i marziani che si erano prodigati nel fornirlo. Infatti, dice: Signore, ti ringrazio di aver sfamato il tuo servo ed anche per aver dato loro dei buoni sentimenti e di toccare sempre più il loro cuore. Poi, sempre ad alta voce dice: voi che state certamente studiando ogni mio singolo movimento ed azione, sappiate che ho massimo rispetto di voi e delle vostre regole di vita, che trovo simili o vicini alle nostre, cioè a quelle dei popoli che vivono sulla terra. Vi ringrazio del trattamento che mi avete accordato, e, quando tornerò sulla terra racconterò tutto questo, chiederò ai media di divulgarlo in tutte le lingue. Ora però gradirei sapere se questi prodotti sono tipici del pianeta o come fate a coltivarli e da dove provengano. Ti accontentiamo volentieri, sono semi portati dalla terra dai nostri visitatori, e li coltiviamo come avrai notato sotto il suolo di Marte, perché solo qui riusciamo a creare la temperatura quasi idonea a farli crescere; abbiamo anche il grano ma questo viene su lentamente e non porta a maturazione molti chicchi ma solo pochi e mal nutriti, se tu puoi spiegarci il perché te ne siamo grati e lo saranno di più i tuoi terrestri perché tutti gli sforzi a tal proposito sono prevalentemente fatti per loro, ma fino ad oggi loro non ci hanno aiutato a migliorarlo. Vedete, dice Temar, sulla terra c'è una filastrocca che riguarda la maturazione del grano la quale dice: Aprile piove e cessa, maggio una volta ma buona, le messi vengono buoni; ovviamente deve esserci molto caldo per maturare bene. Continua col prossimo numero di Marzo-Aprile |
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