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EDITORIALE
IL TEATRINO DELL'ALITALIA
di Pietro Giovanni Lucarelli

Per lunghi mesi si blaterava che la compagnia aerea italiana non sarebbe riuscita a sopravvivere, perché non si sarebbe mai arrivati ad una vera decisione, ma si possedeva solo la capacità di bruciare quel capitale che non aveva. Sotto la gestione del governo presieduto dal prof. Romano Prodi si credeva di affidare le sorti della nostra aeroflotta civile alla vicina Francia, ma presto i cugini d'oltralpe si accorsero che da noi si preferiva giocare al rimpiattino ed abbandonarono l'impresa. Quindi ci provarono altre compagnie sia europee che d'altri continenti. Ma anche queste nel vedere i modi e la volontà di non mettersi di buona lena a lavorare e risolvere i problemi perché gli italici preferivano solo far passare il tempo e far perdere alla compagnia prima e all'Italia poi grandi somme di denaro. Tutto ciò appariva quindi agli investitori esteri come un non senso a continuare: era ormai chiaro per loro che qui da noi si preferivano le barzellette, perciò anche loro abbandonarono l'idea di acquisire la nostra flotta. Si arriva così alla campagna elettorale politica del 2008 e qui le cose diventano davvero facezie: non si capisce se è una trovata pubblicitaria elettorale o una triste realtà...
Il candidato alla presidenza del Consiglio Silvio Berlusconi in contrapposizione a Prodi, ne ha fatto una sua campagna elettorale preferita e ha annunciato una compagnia tutta italiana nel caso della sua elezione a presidente del Consiglio e, questo avviene, bisogna però subito dire che mantiene la parola, forma una compagnia detta C.A.I. e ci prova anche lui a risolvere il problema Alitalia. Ma la strada è ancor più dura anche questa volta: alcuni sindacati approvano ed altri no, la cosa si trascina per diversi mesi; e si arriva persino alla minaccia di revoca della licenza di volo da parte dell'E.N.A.C. I ventimila lavoratori cominciano a scalpitare nel vedere la reale possibilità di perdere il posto di lavoro e quindi andare ad ingrossare le file della disoccupazione a tutti i livelli. A questo punto molti prendono coscienza, ma alcuni politici, come Di Pietro dell'Italia dei Valori ed altri, mantengono acceso il malumore dei piloti ed impiegati di terra appartenenti ai sindacati dell' area della sinistra.
Arriva così la vigilia della data di revoca della licenza di volo, fissata per giovedì 25 settembre 2008, ed ecco che verso le ore venti di mercoledì 24 una parte dei contestatori accoglie le varie richieste di buon senso a trovare un accordo come quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di tante altri personalità. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi convoca le parti e si ritorna al tavolo della trattativa con la C.A.I. e spunta la concreta possibilità d'ingresso di uno o più soci esteri. Così si ripresenta la compagnia Air France che richiede una quota Alitalia pari al 10 – 20%, come pure la Lufthansa, ma sparisce la British Airway, disposta a sottoscrivere una quota di minoranza, e si ottengono così ancora delle ore di licenza di volare e la barzelletta continua.

Ma giovedì 25 settembre, ore 20, avviene la sottoscrizione da parte dei sindacati e piloti FIT–CISL meno quelli ancora dissidenti del progetto C.A.I. per Alitalia - AirOne; firmano invece CGIL UIL e UGM, mentre la scelta del partner estero non è stata ancora fatto; si presume la compagnia francese Air France con un 10 – 20 % , o anche la Lufthansa dichiaratasi interessata all'Alitalia. Sabato 27 a tarda ora confermano i segretari Generali di: CGL, CISL, UIL e UGL Epifani, Bonanni, Angeletti e Polverini: con il presidente di Lufthansa Mayrhber l'accordo (protocollo con verbale di integrazione allegato all'intesa avuta col sottosegretario alla presidenza G. Letta. Rinviato alle ore 10,30 di lunedì 29 l'incontro con i sindacati Avia e Anpav degli assistenti di volo per l'incontro a Palazzo Chigi; e quindi il teatrino continua ... Ma nella serata firmano anche queste ultime due rappresentanze sindacali. Quindi tutte le sigle sindacali sottoscrivano l'accordo con Cai. Una nota di merito però va a quel 93% degli iscritti ad Avia e Sdl che hanno fatto registrare un atteggiamento omogeneo all'accordo. Con ciò dobbiamo pensare che i lavoratori hanno voluto prendere nelle proprie mani la loro vita e non delegare all'infinito le loro rappresentanze sindacali; infatti, secondo un sondaggio realizzato dopo la vicenda Alitalia, tre su quattro italiani sono critici sull'operato dei sindacati. Se tutto questo è vero c'è da chiedersi: quando tutti i lavoratori decideranno di abbandonare le lotte sindacali e si impegneranno a far valere i propri diritti in prima persona ora che l'alfabetizzazione della nostra popolazione è ormai completa?!
A questo punto si direbbe che la cosa è fatta: abbiamo una nuova Alitalia ... invece no, "tra tiri e molla", accettazione e rinvii si arriva agli scioperi di novembre, ove sembra che tutto crolli nuovamente; centinaia e centinaia di voli vengono annullati, e i passeggeri giurano di non acquistare più biglietti Alitalia.
La Cai aspetta il via per poter assumere i suoi dipendenti per chiamata, il 17 novembre 2008 partono ben 18.000 lettere per comunicare ai dipendenti Alitalia di essere in cassa integrazione.
La nova Alitalia comunica che dal primo dicembre assumerà per chiamata 12500 dei cassintegrati, e che dal 12 gennaio 2009 cominceranno le attività della Cai come nuova compagnia.
Sempre in data 17 viene comunicata alla vecchia Alitalia una multa di 210 mila euro.
Ma non finiscono le sorprese. I voli continuano ad essere annullati. In data 26 novembre 2008 i giornali e telegiornali annunciano una nuova compagnia aerea in "Lufthansa - Italia" con sede a Malpensa (Milano), inizio attività voli dal 02.02.09, per collegamenti capitali Europee.
10 dicembre 2008 si svuotano gli aerei Alitalia per mancanza di fiducia.
11.12.2008 Cai sigla l'accordo di acquisto di AirOne, l'Alitalia si rafforza, 12 dicembre 2008 la Cai è di fatto la nuova compagnia aerea italiana, la quale assume per chiamato 9.000 dipendenti, più 3.000 della AirOne e comincerà a volare dal13 gennaio 2009.
Alla Cai facciamo gli auguri di una lunga vita e di fornire un eccellente servizio ai passeggeri.

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