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Martedì 27 marzo 2007
- Rita Valentino "Centralità della lettura e della scrittura
nel curriculum scolastico"
Nella scuola dell'obbligo,
la lettura è un esito non un prerequisito.
La lettura e il lettore, sono al centro di un processo formativo, che
tante volte viene messo ai margini, per esigenze di tempo, rispetto
al resto del regolare svolgimento delle attività scolastiche.
Eppure, nella lettura, non ci sono barriere conoscitive, forse soltanto
necessità: necessità di basi informative che vanno approfondite e ampliate,
quali ad esempio la conoscenza efficace di una lingua (partendo dalla
conoscenza della lingua madre, naturalmente).
Su questo ultimo esempio, basti sapere che esistono finalità europee,
i famosi Obbiettivi di Lisbona1,legate all'articolarsi del "corretto"
andamento scolastico: il raggiungimento, ad esempio,
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1 Nel marzo del 2000 a Lisbona
il Comitato Europeo ha fissato un traguardo ambizioso ma necessario
per l'Europa se vuole un ruolo di primo piano nell'era della globalizzazione:
quello di diventare, entro il 2010, l'economia più competitiva e dinamica
al mondo basata sulle conoscenze, in grado di realizzare una crescita
economica sostenibile con nuovi e più qualificati posti di lavoro e
con una maggiore coesione sociale. Per raggiungere questo traguardo,
sono stati fissati 13 obbiettivi concreti:
Migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi
di istruzione
1.1 Migliorare l'istruzione e la formazione per insegnanti
e formatori
1.2 Sviluppare le competenze per la società della conoscenza
1.3 Garantire l'accesso alle TIC per tutti
1.4 Attrarre più studenti agli studi scientifici e tecnici
1.5 Sfruttare al meglio le risorse
Agevolare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione
2.1 Un ambiente aperto per l'apprendimento
2.2 Rendere l'apprendimento più attraente
2.3 Sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione
sociale
Aprire i sistemi di istruzione al resto del
mondo
3.1 Rafforzare i legami con il mondo del lavoro
e della ricerca e con la società in generale
3.2 Sviluppare lo spirito imprenditoriale
3.3. Migliorare l'apprendimento delle lingue straniere
3.4 Aumentare la mobilità e gli scambi
di una percentuale
minima di licenziati nelle Scuole Medie italiane che sia migliore e
che superi l'attuale 20% del totale della popolazione studentesca.
In questi ultimi anni, proprio in Italia, si è riscontrato un preoccupante
rialzo del, tasso di abbandono scolastico: un incremento dal 9% all'anno.
Le crasse? Una su tutte: il calo dell'attenzione dell'alunno e delle
famiglie verso il "potenziale" talento del bambino; poi c'è la tv che
ha un ruolo decisamente passivo nella sua formazione, conseguente alla
sua mancanza di ascolto, interazione e/o lettura.
Alla base della lettura di un testo, previa accettazione di processi
mentali di disponibilità, ci sono la grammatica e i rapporti di
causa-effetto.
Alla fine degli anni 90, precisamente nel 1999, in Italia è stato attuato
per la prima volta (e ideato negli Stati Uniti) un progetto chiamato
"Progetto Nati Per Leggere", il cui obbiettivo primario è stato
quello di mirare i punti deboli delle abitudini culturali (e tutto quello
che ne consegue, come gia detto) nella famiglia, partendo dai piccoli
di anno zero e coinvolgendo fratelli, genitori e tutti quelli che gravitano
nel micro-universo bambino.
Lo spirito del progetto è stato poi mostrato in un suo spot, prodotto
e realizzato da due grandi agenzie come la Biblioteca di Orvieto (la
prima realtà nazionale a documentare nel 1999, l'oggetto di discussione
alle realtà locali e nazionali) e l'Associazione dei pediatri di Orvieto.
La Regione Basilicata è stata una delle prime regioni d'Italia ad aderire
al Progetto, riprendendo slogan, che è un proverbio della cultura africana:
"Per allevare u7n bambino, ci vuole un itero villaggio".
La lettura è stata considerata cruciale per l'esistenza del bambino
piccolo, persino da quelle figure chiamate pediatri che entrano "letteralmente"
dentro la vita dei più piccoli e ne seguono i passi dalla crescita.
La lettura è: parola, linguaggio, fantasia, gioco... estraniarsi dal
vivere quotidiano.
Lo dice anche B. Tognolini nel suo saggio "Nutrire la mente per
il corpo" 2: il bambino va,con la lettura, difeso da "lupi" e "mostri"
diversi da quelli convenzionali delle favole.
Lo stesso scrittore sostiene che la Lettura ad alta voce, sia
uno scambio di informazioni, di interessi: potenziarsi a vicenda (lettore
e ascoltatore) e avere la dimensione delle differenze di diverse generazioni,
una volta messe a confronto.
Non è mai troppo presto per cominciare a leggere.
Gli inglesi usano questa formula: the book ->the child-> the adult,
quasi a suggerire, leggere ad alta voce sin dallo stato di feto
perché raccontare storie vuol anche dire amare, voler bene... e crescere.
Inoltre la lettura ha ancora un'altra importante valenza, cioè quella
di non farci sentire mai soli.
Per la Giornalista dei Diritti dei bambini di Roma 2006, B.
Tognolini ha proposto la seguente filastrocca:
Filastrocca del Bambino
del Futuro3
Sono un bambino, sono
il tuo dono,
prima non c'ero e adesso ci sono,
sono il domani, dalle tue mani
devi difendermi, con le tue mani.
Sono il futuro, sono arrivato
E son qui perché tu mi hai chiamato.
Come sarà l'orizzonte che tracci?
Dipende da come mi abbracci.
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3.5 Rafforzare
la cooperazione europea
2
link al sito
della Regione Piemonte
3
link al sito
del Parlamento
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Martedì 27 marzo 2007 - Silvia CARAVITA "Dalla oralità alla scrittura:
imparare a ragionare per scrivere".
Il mondo della scienza è un
mondo di persone che legge; di scienza e tecnologia, e oggi, noi tutti
ne siamogià sazi.
Tutte le informazioni che ci vengono dai media sembrano una serie di
dati che vive in un sistema "a sé", e si direbbe, che i giovani ne restino
abbastanza lontani.
Attenzione però: negli anni, si è "costruita" una immagine arida
di scienza: la scienza minaccia, la scienza è negativa, la scienza
è... pazza (intesa, cioè scienza dello scienziato pazzo, quindi distruttiva).
Questa cattiva reputazione è probabilmente dovuta al fatto che a scuola
dopo molta, molta teoria, c'è poca scienza da fare... nella pratica
materiale.
Questo è vero (specialmente nelle scuole italiane): ma prima che si
parli in termini di praticità, ricordiamoci che tra il leggere e lo
scrivere (quindi l'applicare a nostra volta quanto si è sentito leggere
da altri) nel nostro apprendimento di tutti i giorni, manca il ragionare,
l'esperienza e la costruzione di idee.
Ragionare e costruire le idee è perciò quello che fa un ricercatore
scientifico (o universitario che sia): egli non si limita a trascrivere
delle fonti, ma costruisce i documenti dà forma al pensiero,
ossia rielabora un concetto.
Perché, allora si scrive?
Si scrive, fondamentalmente, per sé o si può anche scrivere per gli
altri: la differenza insorge quando ci troviamo di fronte alla valutazione
dei contenuti.
Nelle nostre scuole, di tutto questo, purtroppo si fa molto poco: ci
si limita a ricostruire dei racconti, o a scrivere interminabili
relazioni su quel che si è fatto o su quello che non si è, non si conosce.
Il lavoro del ricercatore è quello di pensare alla realtà perché se
ne possa astrarne qualcosa, anche solo quello che è il frutto
di una immaginazione personale.
Accumulare, quindi, menzionare, rielaborare: sono tutti verbi che il
ricercatore, per analogia o per metafora, sviluppa per comprendere meglio
una realtà che sta cambiando ed è così che nascono le famigerate "tesi/tesine
personali".
Non è fantasia tutto ciò, ma formulazione di pensieri con criterio
(un pensiero che, in un certo modo, si dà dei vincoli) in grado
di persuadere, di convincere (argomenti che escludono, in tutto o in
parte, l'esistenza del dubbio, sì, perché in tutto quello che si dice
rientra anche la sfera delle percezioni personali, delle emozioni):
il lavoro del ricercatore è quello verso il confronto di idee valide,
la messa in discussione ed eventualmente, riconoscere anche di aver
sbagliato.
Tutte queste sono le diverse sfaccettature di una carriera, che esistono
proprio come la condizione di arrivare ad affermare che ci deve essere
la possibilità di diversi tipi di scrittura (o rifacimenti);anche nel
mondo della scuola, a tal proposito, possiamo chiederci:
- Per scrivere, devo adottare qualche schema?
-Quali sono le mie conclusioni?
-Quali quelle dei ragazzi?
Concludendo, per scrivere bisogna ricordarsi di due principi importanti:
1) Non esiste un solo tipo di scrittura e
2) Perché ci sia scrittura, bisogna sempre che ci sia qualcosa da dire.
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Martedì 27 marzo 2007 - Guido Quarzo "personaggi in cerca di
autore: come nasce un libro per ragazzi nella testimonianza di ubno
scrittore". Perché si vuol scrivere? Che senso hanno i libri? Come farli
circolare? Possono i libri essere pericolosi? il libro, nel bene e nel
male, è sempre stato visto come una Icona: anziché farlo diventare oggetto
della quotidianità e della semplicità, lo si è ( a torto o a ragione)
quasi demonizzato col tempo. Perché si possa scrivere un libro intanto,
c'è bisogno di attualità, di qualcuno o qualcosa che parli "lontano"
dalla "condizione" di bambino. A tal proposito Guido Quarzo legge "ad
alta voce" un estratto dal racconto per ragazzi "Un episodio nella vita
dello scrittore Tritone" di Gianni Celati 4. Virgilio Tritone è uno
scrittore di fama (riconosciuto per i suoi 27 successi editoriali...
diciamo un po' "pesanti", nei contenuti e nello spessore dei suoi libri)
che decide di scrivere "Autobiografia di un uomo", domandandosi di sé
e osservando la vita degli altri. Ad un certo punto si accorge che qualcuno
parla del suo ultimo romanzo; quando lo scrittore si accorge che nel
mondo di "Virgilio Tritone" sembra dominare l'ipocrisia e l'omertà,
allora ... Beh, allora Virgilio Tritone vuol scoprire dalla bocca del
suo critico letterario, cosa c'è che non va nel suo ultimo libro successo:
ed è così che si fa avanti, un giovanotto, un inglesino intelligente ...
insomma il classico stronzetto intellettuale. Virgilio Tritone, ricevuto
il benservito, scappa, torna a casa e si rifugia nelle quattro mura
fredde di lavoro, contenuto però che il Lucani (il nome del ragazzotto)
abbia avuto il coraggio di criticarlo in faccia. È solo con la lettura
di questo simpatico episodio di Celati, che Guido Quarzo ci illustra
il suo punto di vista a proposito dell'imparare a difendersi dai libri,
unicamente nel saper scegliere la letteratura. Prima di lasciar spazio
alle parole del relatore che segue, Guido Quarzo ricorda un altro memorabile
episodio "librario" uno stralunato Massimo Troisi che si reca in una
biblioteca, guarda i libri e dice: "Loro sono tanti ... io sono solo
uno!?" (da qui, il problema ancora una volta di come scegliere bene).
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Mercoledì 28 marzo 2007 - Rita Valentino "Non solo Harry Potter... un
rapido percorso attraverso la letteratura per ragazzi contemporanea"
La relatrice mostra con alcune diapositive, alcuni alunni suggerimenti
letterari per l'adozione dei classici (o moderni) nelle scuole: - Cenerentola
di Charles Perrault, nella penna e voce di Innocenti, Ed. C'era una
volta, 2000: le immagini vengono presentate intorno al testo, che è
rielaborato nella completa assenza di unità spazio-temporali. La doppia
lettura, a voce e con gli occhi della favola per eccellenza della nostra
infanzia, viene qui rielaborata con elementi di tipo, quasi cinematografico.
- Giovanna e i Suoi Re, di L. Levi, Ed. Orecchio Acerbo, 2006: è un
romanzo storico in miniatura su tematiche di un certo peso, come il
referendum pro o contro la monarchia, il concetto di repubblica, etc.
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4 Racconto di 28 pagine di G.Celati,
contenuto in Costumi degli italiani 2, Il benessere arriva in ca
Pucci, Quodibet Compagnia Extra, 2008
- L'Africa, Piccola Chaka, di
M. Seller, M. Lesage: l'immagine stereotipata dell'Africa, viene qui
presentata come "grammatica" per l'immaginario del bambino. Letteratura
esotica quindi, nel vedere un nonno che poetizza il potere e i colori
del continente nero - The Red Book di Lehmann: un libro nel libro; un
gioco di labirinti e specchi per spiegare all'infante, cos'è la letteratura
- Game Over di Claudio Eliot; - Viaggio di un naturalista intorno al
mondo (i taccuini) di Charles Darwin;
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- Il
Piantatore di Lune di Raffaele Nigro;
- Il Professore scomparso di J.P. Aroud - Vignod, e tanti altri
ancora.
Si parla anche di Progetto "Amico libro" della Pubblica
Istruzione, Associazione Italiana Editori: è un libro che racconta
cos'è un libro
(wordless): un libro è tale se sa sorprendere e
offrire un significato che stia bene con tutto.
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Mercoledì 28 Marzo 2007 - Lorena Colicigno "Laboratori in ...
corso: prima valutazione dell'esperienza di Stigliano e Ferrandina".
A Ferrandina, nel corso
dell'anno scolastico 2006 - 2007 si è concretizzato un progetto, nato
da un laboratorio letterario intitolato: "Progetto biblo-motocarro":
un motocarro appunto dalla forma di una piccola abitazione che si è
mosso, con i suoi libri, nel centro storico e per le vie della cittadina
materana.
Il motocarro realizzato con gli infissi di legno di un artigiano, è
stato oggetto della realizzazione di un videospot pubblicitario nell'ambito
di un più alto progetto, quello della alfabetizzazione cinematografica.
Nel video, i ragazzi mostrano difficoltà oggettive nello stare insieme
(litigano, non sanno come organizzare insieme il tempo libero) e grazie
all'afflato di intenti che sprigiona/non sprigiona dalle pagine dei
libri, qualcosa di comunicante genera interesse e amicizia, al di là
delle emarginazioni tipiche dell'età dell'adolescenza.
Con un gessetto, tutti i ragazzi, anche i più timidi, trovano sfogo
in un gioco comune: scrivere frasi inutili, senza senso, sulle pareti
esterne delle abitazioni del loro centro cittadino.
"Fesso chi legge", è questo il titolo del videospot, così come l'unica
udibile nella voce degli attori, in un cortometraggio quasi muto.
In antitesi a quanto detto e mostrato sinora, il cortometraggio si chiude
con una ragazzata, che di fronte alla telecamera afferma: "Chi legge
da piccolo, diventa grande".
Per quanto riguarda le scuole di Stigliano, invece, nel lavoro di laboratorio
letterario, non si può assolutamente escludere i ragazzi dal processo
di realizzazione di attività, in cui loro sono la fonte primaria, i
protagonisti attivi del futuro.
Nella prassi come nella pratica, ci si conosce, si valorizza, ci si
misura reciprocamente: è questo d'altronde, il principio di educare
ma anche divertire.
Non si fa nulla se non c'è entusiasmo nell'approccio alle attività laboratoriali,
sebbene gli insegnanti finiscano il più delle volte, come già detto,
a fare i conti con il "lavoro di scuola", che è quasi sempre riconosciuto
come una realtà da quella attività tipicamente (ed erroneamente) scolastiche).
I laboratori sono stati attivati senza produrre alcun taglio tra il
processo di scrittura e il complesso di valori che ci portiamo dietro:
la realizzazione degli stessi è ruotata intorno ai concetti di: attenzione,possibilità
e probabilità nella scrittura
Un libro va scritto affinché sia espressione di cultura e anima delle
radici si appartenenza.
La scrittura nelle scuole può essere spontanea o costruita (quest'ultima
richiederà maggior ricchezza interiore di sentimenti) e la scrittura
vive, si nutre di strumenti ma soprattutto di lettura, perché altrimenti
rimarrebbe muta.
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Mercoledì 28 marzo 2007 - Silvia Caravita "Promuovere la letteratura
e la scrittura: verso una responsabilità diffusa dell'intero consiglio
di classe e delle famiglie".
La conferenza ritorna all'idea di fondo per cui è stata organizzata: cioè
leggere per scrivere la dispersione scolastica.
Il bambino che, precocemente, viene posto a storie dalla forte risonanza
di sentimenti interiori (positive o negative che siano), prende consapevolezza
della realtà che lo circonda... e quindi, prende a leggere a sua volta.
Perché questo possa accadere, inoltre, i libri (proprio come succede
a M. Troisi) devono essere tanti e a disposizione di tutti perché ognuno
possa trovare il suo libro (un libro proprio e assoluto con cui
stabilire quasi un rapporto d'amore).
Cos'è un libro?
Un libro con la elle maiuscola, è un oggetto antico e moderno.
Un libro lo si tiene dappertutto.
Un libro fa sempre compagnia.
Un libro, possiamo leggerlo dove vogliamo.
In qualunque posizione.
Un libro può essere scritto o può essere anche solo a colori (si
pensi per esempio a La Storia Infinita di M. Hende, che sprigiona
realtà e fantasia allo stesso tempo perché scritto con solo due colori).
Un libro contiene un mondo o migliaia di mondi: lo scrittore propone
un mondo nuovo in un contratto e cerca l'acquirente giusto: se il lettore
decide di firmare il contratto, è responsabile di diventare fautore
e complice del successo di quell'autore e di quel determinato libro.
Nel rapporto che si instaura tra narratore e lettore esistono, poi,
diversi piani di interpretazione dei contenuti reciproci, quelli che
pongono di fronte alla scelta del libro giusto di narrativa le scuole
pubbliche e i professori (cosa leggere? Cosa è giusto proporre ai ragazzi?).
I libri, da leggere a scuola, devono essere avvincenti.
Devono essere scritti in modo comprensibile.
Devono permettere al ragazzo di sviluppare idee fantastiche.
Il grande successo ottenuto da J. K. Rowling e dal suo "Harry
Potter" ( una saga a dire il vero di sette libri) è dovuto a diversi
fattori: la straordinaria mediaticità del personaggio, una struttura
narrativa solida, ... e l'amore che i ragazzi hanno provato per il maghetto,
fin da subito.
Ma "Herry Potter" non è solo eroe della narrativa dei nostri
tempi: un libro, ad esempio come quello di Paulo Coelho, "L'Alchimista"
è affascinante e pieno di immagini (anche se poco adatto per i più piccoli).
Le case editrice dei libri per ragazzi, oggi, hanno migliorato di molto
l'offerta e la produzione letteraria: se Salgari, Verne e molti
altri si leggevano molto di più in passato, oggi è di certo la
fantascienza quella che in un certo campo, stimola e interessa i ragazzi
(per lo più maschi).
Ecco una piccola bibliografia ragionata sul genere:
- riviste specializzate sul tema sono oggi: Andersen, Raffaello Editore
e liber;
- P.Pullman (autore poco conosciuto e molto denso di significati).Il
filone Fantasy:
-Tolkien e "Il Signore Degli Anelli" (per alcuni insegnanti considerato
come nota dolente);
Un messaggio di testi di "matrice diversa":
- Daniel Pennac, "Come Un Romanzo";
- Jerry Spinelli, "Crash" (autore americano dal linguaggio semplice
ma che tratta di problematiche adolescenziali con ironia):
- le ambientazioni storiche dei romanzi di Lia Levi;
- i romanzi per "ragazzine" di Pizzollo (Vedere "La Storia
Delle Mie Storie", l'autobiografia di una innammorata della lettura):
- la letteratura israeliana di Oz dalla capacità si si sopravvivere,
raccontare e raccontarsi e
- non ultimo: il fumetto.
Il fumetto è, potenzialmente la più alta forma di approccio alla scrittura
elaborata, al mito, alla matrice orale delle leggende antropologiche
di un luogo.
Distinguamo questo genere di letteratura d'evasione in tre livelli:
- fumetti per bambini (Topolino):
- fumetti popolari per ragazzi (Zagor, Dylan Dog, Tex Willer);
- fumetti "disprezzabili" o artistici (romanzi disegnati, Andrea Pazienza,
Stefano Benni, Maus, etc.).
Il fumetto è un genere che non andrebbe emarginato nella scelta della
narrativa per ragazzi nelle scuole: il fumetto è un approccio allo studio
della realtà grazie alle immagini dei dialoghi.
Non basta però leggere solo fumetti, se questi ultimi sono coordinati
a dei romanzi, o ad altre forme di letteratura: c'è (a tal proposito)
bisogno di selezionare e veicolare la letteratura clessica, nei giusti
canali di apprendimento.
Una volta accettati e compresi i livelli di scrittura, (e conseguentemente
di lettura, in un rovesciarsi imprevisto della medaglia) e una volta
lettomolto, si può finalmente dire che si è riusciti ad imparare
a leggere bene.
Leggere e capire la scrittura con i suggerimenti: anche questo, nella
scuola di oggi, si può.
Bisogna stimolare la capacità critica nel ragazzo (ad esempio nel processo
di comparazione tra libri classici e moderni), perché questo lo aiuterà
" a crescere"; d'altronde, è riconosciuto a livello mondiale che nei
paesi in cui si legge di più, si produce anche di più.
Al termine della due giorni di dibattiti e di idee interessanti, si
può benissimo affermare che l'amore per il libro necessita che ci sia
un mediatore vivente per controllare quello che si legge,
soprattutto quando il bambino non ne riconosce i rischi e/o le provocazioni.
Ci sono, poi, libri bene e libri male.
E, la letteratura, infine, non è un'arma contro l'autorità.
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