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Relazione di Vincenzo Madio
sulla conferenza di sensibilizzazione e formazione scolastica
Stigliano (MT) 23 marzo 2007

Martedì 27 marzo 2007 - Rita Valentino "Centralità della lettura e della scrittura
nel curriculum scolastico"

Nella scuola dell'obbligo, la lettura è un esito non un prerequisito.
La lettura e il lettore, sono al centro di un processo formativo, che tante volte viene messo ai margini, per esigenze di tempo, rispetto al resto del regolare svolgimento delle attività scolastiche.
Eppure, nella lettura, non ci sono barriere conoscitive, forse soltanto necessità: necessità di basi informative che vanno approfondite e ampliate, quali ad esempio la conoscenza efficace di una lingua (partendo dalla conoscenza della lingua madre, naturalmente).
Su questo ultimo esempio, basti sapere che esistono finalità europee, i famosi Obbiettivi di Lisbona1,legate all'articolarsi del "corretto" andamento scolastico: il raggiungimento, ad esempio,

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1 Nel marzo del 2000 a Lisbona il Comitato Europeo ha fissato un traguardo ambizioso ma necessario per l'Europa se vuole un ruolo di primo piano nell'era della globalizzazione: quello di diventare, entro il 2010, l'economia più competitiva e dinamica al mondo basata sulle conoscenze, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e più qualificati posti di lavoro e con una maggiore coesione sociale. Per raggiungere questo traguardo, sono stati fissati 13 obbiettivi concreti:
Migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione
1.1 Migliorare l'istruzione e la formazione    per insegnanti e formatori
1.2 Sviluppare le competenze per la società della conoscenza
1.3 Garantire l'accesso alle TIC per tutti
1.4 Attrarre più studenti agli studi scientifici e tecnici
1.5 Sfruttare al meglio le risorse
Agevolare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione
2.1 Un ambiente aperto per l'apprendimento
2.2 Rendere l'apprendimento più attraente
2.3 Sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione sociale
Aprire i sistemi di istruzione al resto del mondo
3.1 Rafforzare i legami con il mondo del lavoro e della ricerca e con la società in generale
3.2 Sviluppare lo spirito imprenditoriale
3.3. Migliorare l'apprendimento delle lingue straniere
3.4 Aumentare la mobilità e gli scambi

di una percentuale minima di licenziati nelle Scuole Medie italiane che sia migliore e che superi l'attuale 20% del totale della popolazione studentesca.
In questi ultimi anni, proprio in Italia, si è riscontrato un preoccupante rialzo del, tasso di abbandono scolastico: un incremento dal 9% all'anno.
Le crasse? Una su tutte: il calo dell'attenzione dell'alunno e delle famiglie verso il "potenziale" talento del bambino; poi c'è la tv che ha un ruolo decisamente passivo nella sua formazione, conseguente alla sua mancanza di ascolto, interazione e/o lettura.
Alla base della lettura di un testo, previa accettazione di processi mentali di disponibilità, ci sono la grammatica e i rapporti di causa-effetto.
Alla fine degli anni 90, precisamente nel 1999, in Italia è stato attuato per la prima volta (e ideato negli Stati Uniti) un progetto chiamato "Progetto Nati Per Leggere", il cui obbiettivo primario è stato quello di mirare i punti deboli delle abitudini culturali (e tutto quello che ne consegue, come gia detto) nella famiglia, partendo dai piccoli di anno zero e coinvolgendo fratelli, genitori e tutti quelli che gravitano nel micro-universo bambino.
Lo spirito del progetto è stato poi  mostrato in un suo spot, prodotto e realizzato da due grandi agenzie come la Biblioteca di Orvieto (la prima realtà nazionale a documentare nel 1999, l'oggetto di discussione alle realtà locali e nazionali) e l'Associazione dei pediatri di Orvieto.
La Regione Basilicata è stata una delle prime regioni d'Italia ad aderire al Progetto, riprendendo slogan, che è un proverbio della cultura africana: "Per allevare u7n bambino, ci vuole un itero villaggio".
La lettura è stata considerata cruciale per l'esistenza del bambino piccolo, persino da quelle figure chiamate pediatri che entrano "letteralmente" dentro la vita dei più piccoli e ne seguono i passi dalla crescita.
La lettura è: parola, linguaggio, fantasia, gioco... estraniarsi dal vivere quotidiano.
Lo dice anche B. Tognolini nel suo saggio "Nutrire la mente per il corpo" 2: il bambino va,con la lettura, difeso da "lupi" e "mostri" diversi da quelli convenzionali delle favole.
Lo stesso scrittore sostiene che la Lettura ad alta voce, sia uno scambio di informazioni, di interessi: potenziarsi a vicenda (lettore e ascoltatore) e avere la dimensione delle differenze di diverse generazioni, una volta messe a confronto.
Non è mai troppo presto per cominciare a leggere.
Gli inglesi usano questa formula: the book ->the child-> the adult, quasi a suggerire, leggere ad alta voce sin dallo stato di feto perché raccontare storie vuol anche dire amare, voler bene... e crescere.
Inoltre la lettura ha ancora un'altra importante valenza, cioè quella di non farci sentire mai soli.
Per la Giornalista dei Diritti dei bambini di Roma 2006, B. Tognolini ha proposto la seguente filastrocca:

Filastrocca del Bambino del Futuro3

Sono un bambino, sono il tuo dono,
prima non c'ero e adesso ci sono,
sono il domani, dalle tue mani
devi difendermi, con le tue mani.
Sono il futuro, sono arrivato
E son qui perché tu mi hai chiamato.
Come sarà l'orizzonte che tracci?
Dipende da come mi abbracci.
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3.5 Rafforzare la cooperazione europea
2
link al sito della Regione Piemonte
3
link al sito del Parlamento


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Martedì 27 marzo 2007 - Silvia CARAVITA "Dalla oralità alla scrittura: imparare a ragionare per scrivere".
Il mondo della scienza è un mondo di persone che legge; di scienza e tecnologia, e oggi, noi tutti ne siamogià sazi.
Tutte le informazioni che ci vengono dai media sembrano una serie di dati che vive in un sistema "a sé", e si direbbe, che i giovani ne restino abbastanza lontani.
Attenzione però: negli anni, si è "costruita" una immagine arida di scienza: la scienza minaccia, la scienza è negativa, la scienza è... pazza (intesa, cioè scienza dello scienziato pazzo, quindi distruttiva).
Questa cattiva reputazione è probabilmente dovuta al fatto che a scuola dopo molta, molta teoria, c'è poca scienza da fare... nella pratica materiale.
Questo è vero (specialmente nelle scuole italiane): ma prima che si parli in termini di praticità, ricordiamoci che tra il leggere e lo scrivere (quindi l'applicare a nostra volta quanto si è sentito leggere da altri) nel nostro apprendimento di tutti i giorni, manca il ragionare, l'esperienza e la costruzione di idee.
Ragionare e costruire le idee è perciò quello che fa un ricercatore scientifico (o universitario che sia): egli non si limita a trascrivere delle fonti, ma costruisce i documenti dà forma al pensiero, ossia rielabora un concetto.
Perché, allora si scrive?
Si scrive, fondamentalmente, per sé o si può anche scrivere per gli altri: la differenza insorge quando ci troviamo di fronte alla valutazione dei contenuti.
Nelle nostre scuole, di tutto questo, purtroppo si fa molto poco: ci si limita a ricostruire dei racconti, o a scrivere interminabili relazioni su quel che si è fatto o su quello che non si è, non si conosce.
Il lavoro del ricercatore è quello di pensare alla realtà perché se ne possa astrarne qualcosa, anche solo quello che è il frutto di una immaginazione personale.
Accumulare, quindi, menzionare, rielaborare: sono tutti verbi che il ricercatore, per analogia o per metafora, sviluppa per comprendere meglio una realtà che sta cambiando ed è così che nascono le famigerate "tesi/tesine personali".
Non è fantasia tutto ciò, ma formulazione di pensieri con criterio (un pensiero che, in un certo modo, si dà dei vincoli) in grado di persuadere, di convincere (argomenti che escludono, in tutto o in parte, l'esistenza del dubbio, sì, perché in tutto quello che si dice rientra anche la sfera delle percezioni personali, delle emozioni): il lavoro del ricercatore è quello verso il confronto di idee valide, la messa in discussione ed eventualmente, riconoscere anche di aver sbagliato.
Tutte queste sono le diverse sfaccettature di una carriera, che esistono proprio come la condizione di arrivare ad affermare che ci deve essere la possibilità di diversi tipi di scrittura (o rifacimenti);anche nel mondo della scuola, a tal proposito, possiamo chiederci:
- Per scrivere, devo adottare qualche schema?
-Quali sono le mie conclusioni?
-Quali quelle dei ragazzi?
Concludendo, per scrivere bisogna ricordarsi di due principi importanti:
1) Non esiste un solo tipo di scrittura e
2) Perché ci sia scrittura, bisogna sempre che ci sia qualcosa da dire.
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Martedì 27 marzo 2007 - Guido Quarzo "personaggi in cerca di autore: come nasce un libro per ragazzi nella testimonianza di ubno scrittore". Perché si vuol scrivere? Che senso hanno i libri? Come farli circolare? Possono i libri essere pericolosi? il libro, nel bene e nel male, è sempre stato visto come una Icona: anziché farlo diventare oggetto della quotidianità e della semplicità, lo si è ( a torto o a ragione) quasi demonizzato col tempo. Perché si possa scrivere un libro intanto, c'è bisogno di attualità, di qualcuno o qualcosa che parli "lontano" dalla "condizione" di bambino. A tal proposito Guido Quarzo legge "ad alta voce" un estratto dal racconto per ragazzi "Un episodio nella vita dello scrittore Tritone" di Gianni Celati 4. Virgilio Tritone è uno scrittore di fama (riconosciuto per i suoi 27 successi editoriali... diciamo un po' "pesanti", nei contenuti e nello spessore dei suoi libri) che decide di scrivere "Autobiografia di un uomo", domandandosi di sé e osservando la vita degli altri. Ad un certo punto si accorge che qualcuno parla del suo ultimo romanzo; quando lo scrittore si accorge che nel mondo di "Virgilio Tritone" sembra dominare l'ipocrisia e l'omertà, allora ... Beh, allora Virgilio Tritone vuol scoprire dalla bocca del suo critico letterario, cosa c'è che non va nel suo ultimo libro successo: ed è così che si fa avanti, un giovanotto, un inglesino intelligente ... insomma il classico stronzetto intellettuale. Virgilio Tritone, ricevuto il benservito, scappa, torna a casa e si rifugia nelle quattro mura fredde di lavoro, contenuto però che il Lucani (il nome del ragazzotto) abbia avuto il coraggio di criticarlo in faccia. È solo con la lettura di questo simpatico episodio di Celati, che Guido Quarzo ci illustra il suo punto di vista a proposito dell'imparare a difendersi dai libri, unicamente nel saper scegliere la letteratura. Prima di lasciar spazio alle parole del relatore che segue, Guido Quarzo ricorda un altro memorabile episodio "librario" uno stralunato Massimo Troisi che si reca in una biblioteca, guarda i libri e dice: "Loro sono tanti ... io sono solo uno!?" (da qui, il problema ancora una volta di come scegliere bene). _____________________________
Mercoledì 28 marzo 2007 - Rita Valentino "Non solo Harry Potter... un rapido percorso attraverso la letteratura per ragazzi contemporanea" La relatrice mostra con alcune diapositive, alcuni alunni suggerimenti letterari per l'adozione dei classici (o moderni) nelle scuole: - Cenerentola di Charles Perrault, nella penna e voce di Innocenti, Ed. C'era una volta, 2000: le immagini vengono presentate intorno al testo, che è rielaborato nella completa assenza di unità spazio-temporali. La doppia lettura, a voce e con gli occhi della favola per eccellenza della nostra infanzia, viene qui rielaborata con elementi di tipo, quasi cinematografico. - Giovanna e i Suoi Re, di L. Levi, Ed. Orecchio Acerbo, 2006: è un romanzo storico in miniatura su tematiche di un certo peso, come il referendum pro o contro la monarchia, il concetto di repubblica, etc.
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4 Racconto di 28 pagine di G.Celati, contenuto in Costumi degli italiani 2, Il benessere arriva in ca Pucci, Quodibet Compagnia Extra, 2008

 
- L'Africa, Piccola Chaka, di M. Seller, M. Lesage: l'immagine stereotipata dell'Africa, viene qui presentata come "grammatica" per l'immaginario del bambino. Letteratura esotica quindi, nel vedere un nonno che poetizza il potere e i colori del continente nero - The Red Book di Lehmann: un libro nel libro; un gioco di labirinti e specchi per spiegare all'infante, cos'è la letteratura - Game Over di Claudio Eliot; - Viaggio di un naturalista intorno al mondo (i taccuini) di Charles Darwin;

- Il Piantatore di Lune di Raffaele Nigro;
- Il Professore scomparso di J.P. Aroud - Vignod, e tanti altri ancora.
Si parla anche di Progetto "Amico libro" della Pubblica Istruzione, Associazione Italiana Editori: è un libro che racconta cos'è un libro (wordless): un libro è tale se sa sorprendere e offrire un significato che stia bene con tutto.
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Mercoledì 28 Marzo 2007 - Lorena Colicigno "Laboratori in ... corso: prima valutazione dell'esperienza di Stigliano e Ferrandina".

A Ferrandina, nel corso dell'anno scolastico 2006 - 2007 si è concretizzato un progetto, nato da un laboratorio letterario intitolato: "Progetto biblo-motocarro": un motocarro appunto dalla forma di una piccola abitazione che si è mosso, con i suoi libri, nel centro storico e per le vie della cittadina materana.
Il motocarro realizzato con gli infissi di legno di un artigiano, è stato oggetto della realizzazione di un videospot pubblicitario nell'ambito di un più alto progetto, quello della alfabetizzazione cinematografica.
Nel video, i ragazzi mostrano difficoltà oggettive nello stare insieme (litigano, non sanno come organizzare insieme il tempo libero) e grazie all'afflato di intenti che sprigiona/non sprigiona dalle pagine dei libri, qualcosa di comunicante genera interesse e amicizia, al di là delle emarginazioni tipiche dell'età dell'adolescenza.
Con un gessetto, tutti i ragazzi, anche i più timidi, trovano sfogo in un gioco comune: scrivere frasi inutili, senza senso, sulle pareti esterne delle abitazioni del loro centro cittadino.
"Fesso chi legge", è questo il titolo del videospot, così come l'unica udibile nella voce degli attori, in un cortometraggio quasi muto.
In antitesi a quanto detto e mostrato sinora, il cortometraggio si chiude con una ragazzata, che di fronte alla telecamera afferma: "Chi legge da piccolo, diventa grande".
Per quanto riguarda le scuole di Stigliano, invece, nel lavoro di laboratorio letterario, non si può assolutamente escludere i ragazzi dal processo di realizzazione di attività, in cui loro sono la fonte primaria, i protagonisti attivi del futuro.
Nella prassi come nella pratica, ci si conosce, si valorizza, ci si misura reciprocamente: è questo d'altronde, il principio di educare ma anche divertire.
Non si fa nulla se non c'è entusiasmo nell'approccio alle attività laboratoriali, sebbene gli insegnanti finiscano il più delle volte, come già detto, a fare i conti con il "lavoro di scuola", che è quasi sempre riconosciuto come una realtà da quella attività tipicamente (ed erroneamente) scolastiche).
I laboratori sono stati attivati senza produrre alcun taglio tra il processo di scrittura e il complesso di valori che ci portiamo dietro: la realizzazione degli stessi è ruotata intorno ai concetti di: attenzione,possibilità e probabilità nella scrittura
Un libro va scritto affinché sia espressione di cultura e anima delle radici si appartenenza.
La scrittura nelle scuole può essere spontanea o costruita (quest'ultima richiederà maggior ricchezza interiore di sentimenti) e la scrittura vive, si nutre di strumenti ma soprattutto di lettura, perché altrimenti rimarrebbe muta.

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Mercoledì 28 marzo 2007 - Silvia Caravita "Promuovere la letteratura e la scrittura: verso una responsabilità diffusa dell'intero consiglio di classe e delle famiglie".
 La conferenza ritorna all'idea di fondo per cui è stata organizzata: cioè leggere per scrivere la dispersione scolastica.
Il bambino che, precocemente, viene posto a storie dalla forte risonanza di sentimenti interiori (positive o negative che siano), prende consapevolezza della realtà che lo circonda... e quindi, prende a leggere a sua volta.
Perché questo possa accadere, inoltre, i libri (proprio come succede a M. Troisi) devono essere tanti e a disposizione di tutti perché ognuno possa trovare il suo libro (un libro proprio e assoluto con cui stabilire quasi un rapporto d'amore).
Cos'è un libro?
Un libro con la elle maiuscola, è un oggetto antico e moderno.
Un libro lo si tiene dappertutto.
Un libro fa sempre compagnia.
Un libro, possiamo leggerlo dove vogliamo.
In qualunque posizione.
Un libro può essere  scritto o può essere anche solo a colori (si pensi per esempio a La Storia Infinita di M. Hende, che sprigiona realtà e fantasia allo stesso tempo perché scritto con solo due colori).
Un libro contiene un mondo o migliaia di mondi: lo scrittore propone un mondo nuovo in un contratto e cerca l'acquirente giusto: se il lettore decide di firmare il contratto, è responsabile di diventare fautore e complice del successo di quell'autore e di quel determinato libro.
Nel rapporto che si instaura tra narratore e lettore esistono, poi, diversi piani di interpretazione dei contenuti reciproci, quelli che pongono di fronte alla scelta del libro giusto di narrativa le scuole pubbliche e i professori (cosa leggere? Cosa è giusto proporre ai ragazzi?).
I libri, da leggere a scuola, devono essere avvincenti.
Devono essere scritti in modo comprensibile.
Devono permettere al ragazzo di sviluppare idee fantastiche.
Il grande successo ottenuto da J. K. Rowling e dal suo "Harry Potter" ( una saga a dire il vero di sette libri) è dovuto a diversi fattori: la straordinaria mediaticità del personaggio, una struttura narrativa solida, ... e l'amore che i ragazzi hanno provato per il maghetto, fin da subito.
Ma "Herry Potter" non è solo eroe della narrativa dei nostri tempi: un libro, ad esempio come quello di Paulo Coelho, "L'Alchimista" è affascinante e pieno di immagini (anche se poco adatto per i più piccoli).
Le case editrice dei libri per ragazzi, oggi, hanno migliorato di molto l'offerta e la produzione letteraria: se Salgari, Verne e molti altri si leggevano molto di più in passato, oggi è di certo la  fantascienza quella che in un certo campo, stimola e interessa i ragazzi (per lo più maschi).
Ecco una piccola bibliografia ragionata sul genere:
- riviste specializzate sul tema sono oggi: Andersen, Raffaello Editore e liber;
- P.Pullman (autore poco conosciuto e molto denso di significati).Il filone Fantasy:
-Tolkien e "Il Signore Degli Anelli" (per alcuni insegnanti considerato come nota dolente);
Un messaggio di testi di "matrice diversa":

- Daniel Pennac, "Come Un Romanzo";
- Jerry Spinelli, "Crash"
(autore americano dal linguaggio semplice ma che tratta di problematiche adolescenziali con ironia):
- le ambientazioni storiche dei romanzi di Lia Levi;
- i romanzi per "ragazzine" di Pizzollo (Vedere "La Storia Delle Mie Storie", l'autobiografia di una innammorata della lettura):
- la letteratura israeliana di Oz dalla capacità si si sopravvivere, raccontare e raccontarsi e
- non ultimo: il fumetto.
Il fumetto è, potenzialmente la più alta forma di approccio alla scrittura elaborata, al mito, alla matrice orale delle leggende antropologiche di un luogo.
Distinguamo questo genere di letteratura d'evasione in tre livelli:
- fumetti per bambini (Topolino):
- fumetti popolari per ragazzi (Zagor, Dylan Dog, Tex Willer);
- fumetti "disprezzabili" o artistici (romanzi disegnati, Andrea Pazienza, Stefano Benni, Maus, etc.).
Il fumetto è un genere che non andrebbe emarginato nella scelta della narrativa per ragazzi nelle scuole: il fumetto è un approccio allo studio della realtà grazie alle immagini dei dialoghi.
Non basta però leggere solo fumetti, se questi ultimi sono coordinati  a dei romanzi, o ad altre forme di letteratura: c'è (a tal proposito) bisogno di selezionare e veicolare la letteratura clessica, nei giusti canali di apprendimento.
Una volta accettati e compresi i livelli di scrittura, (e conseguentemente di lettura, in un rovesciarsi imprevisto della medaglia) e una volta lettomolto, si può finalmente dire che si è riusciti ad imparare a leggere bene.
Leggere e capire la scrittura con i suggerimenti: anche questo, nella scuola di oggi, si può.
Bisogna stimolare la capacità critica nel ragazzo (ad esempio nel processo di comparazione tra libri classici e moderni), perché questo lo aiuterà " a crescere"; d'altronde, è riconosciuto a livello mondiale che nei paesi in cui si legge di più, si produce anche di più.
Al termine della due giorni di dibattiti e di idee interessanti, si può benissimo affermare che l'amore per il libro necessita che ci sia un mediatore vivente per controllare quello che si legge, soprattutto quando il bambino non ne riconosce i rischi e/o le provocazioni.
Ci sono, poi, libri bene e libri male.
E, la letteratura, infine, non è un'arma contro l'autorità.

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