|

Castello Carafa
COLOBRARO – Il 19 settembre 2008 hanno avuto inizio
i lavori di messa in sicurezza dei muri di cinta del castello.
Ecco dunque l'arrivo dei muratori per pulire il volto del grande vecchio.
Già troneggia l'impalcatura in metallo a tre file davanti alla parete
principale del Castello Carafa, o meglio Il Castello della Santa Alleanza
(*).
I fondi per la messa in sicurezza dei muri perimetrali sono della Regione
Basilicata – Dipartimento Infrastrutture OO.PP. e Mobilità pari a €
35.000, queste però non bastano neppure per prendere in considerazione
i muri di cinta a sostegno del castello stesso.
Ma soprattutto della cima rocciosa su cui è stato edificato, infatti,
un secondo finanziamento ben più consistente è pervenuto all'amministrazione
Bernardo dalla stessa Regione per una cifra complessiva di 800.000 euro,
per il restauro conservativo.
Nella sua lunga vita questo castello che lo si fa risalire intorno al
mille dopo Cristo, ha visto diversi momenti di difficoltà, la più grande
è stata certamente quella del 1922 quando si costruì la strada rotabile
Colobraro - Tursi, usando le pietre ricavate sin dalle fondamenta di
quei muraglioni che lo cingevano e lo rendevano inaccessibile.
I terrapieni che costituiscono i giardini di ponente e quello rivolto
ad oriente; ora manca quasi completamente di sostegno se si esclude
quello rivolto a ponente, in cui negli anni '70 fu costruito un grosso
muro di sostengo e pavimentato con pietre arenaria le strade di pertinenza;
quello a sud ovest ove ora si vedono istallate le nuove impalcature
sono andate perse completamente.
Dette pietre furono usate per costruire il lungo muraglione che oggi
sostiene la predetta strada rotabile e che i detriti dei ciclopici manufatti
servirono per riempimenti e formazione del fondo stradale.
Di tali manufatti restano oggi tre punti di riconoscimento, uno piccolissimo
al rione "Paranza", quello più grande e centrale rivolto ad oriente
che è quello ove si nota l'impalcatura, per la messa in sicurezza dei
ruderi. Abbiamo accennato a questa grande ferita, per dire che malgrado
interventi dissennati degli uomini il grande vecchio resiste e troneggia
sul centro colobrarese, quasi a voler affermare quel versetto che dice:
"se qualcuno ti dà uno schiaffo tu porgi l'altra guancia".
È il caso del nostro castello, ha sempre posto l'altra guancia ai dissennati
interventi, ora per le strade, ora per il serbatoio dell'acqua potabile,
ora per le strade da selciare, ora per abbellire questo o quel portone
di famiglie emergenti, insomma quello che fu fatto al Colosseo di Roma
lo si è fatto anche qui al Castello della Santa Alleanza.
Ma vediamo ora cosa si vuole fare con questi pochi soldi messi a disposizione,
diciamo: che è necessaria la messa in sicurezza è prevalente su tutti
gli altri interventi e non soltanto per la conservazione dei resti ma
soprattutto per la reale sicurezza di chi ancora oggi vive nei pressi
del castello.
Scongiurare dunque i pericoli soprattutto per quelle persone che quotidianamente
si portano nei giardini a sciorinare i panni e per le persone che gestiscono
alcuni vani per uso di stalle, o depositi vari.
Il Sindaco Avv. Andrea Bernardo, è giustamente fiero di questa iniziativa,
visto i tantissimi progetti preparati, finanziati e mai erogati le cifre
assegnati per realizzare anche in minima parte qualche intervento su
detti progetti.
È certamente un onore per l'Avv. Andrea Bernardo avere il privilegio
di essere il primo Sindaco che mette mano ai lavori: sarà certamente
ricordato nella storia di questo antico maniero.
(*) Si
presume che nel castello di Colobraro, in un famoso sinodo per
Vescovi e principi dei paesi del Mediterraneo, la convenuti, proclamò
una Santa Alleanza che in breve tempo porterà alla prima Crociata, bandita
il 27 novembre del 1095 a Clermont Ferrant, dal Papa Urbano II.
A COLOBRARO INAUGURATO IL CENTRO PARROCCHIALE

Mons. Francesco Nolé
Il 14 dicembre ultimo scorso, terza domenica di Avvento,
in occasione della celebrazione del sacramento della Cresima ai quindici
giovani della parrocchia di San Nicola di Bari in Colobraro, è stato
benedetto ed inaugurato da Mons. Vescovo Francesco Nolè, della nostra
Diocesi, il CENTRO PARROCCHIALE, ricavato dalla vecchia Scuola Materna
del rione "Vignicella", realizzata subito dopo la seconda guerra mondiale
ad opera delle suore del Santo Sepolcro, la cui proprietà era la stessa
del Convento dei Frati Cappuccini, cioè della Custodia di Terra Santa,
con sede in Gerusalemme.
Oggi è di piena proprietà della parrocchia, acquistata e ristrutturata
con i fonti provenienti dall'otto per mille, erogati dallo stato in
favore della chiesa. Sono state cantate dai bambini delle scuole elementari
delle canzoncine bene auguranti e di incoraggiamento agli adulti a frequentare
i locali.
Poi fa seguito un breve discorso del Vescovo che, prendendo spunto proprio
dalla canzone "Dammi la tua mano", ha incoraggiato i colobraresi a servirsi
della nuova struttura di cui si è dotata la parrocchia e seguire da
vicino la crescita in santità dei propri figlioli.
La giornata del Vescovo Nolè ha Colobraro si è così svolta: ore 10,
Conferimento del sacramento della Cresima nella Chiesa dell'Annunziata
ai quindici giovani; poi processionalmente il Vescovo, il Parroco, il
Sindaco e Cittadinanza si sono portati presso la casa Famiglia per la
benedizione di una immagine dell' Immacolata Concezione.
Infine la benedizione ed inaugurazione del Centro Parrocchiale. Un breve
cenno alla storia di questi locali: come già detto, furono costruiti,
nel periodo del dopo guerra in concomitanza con la riapertura del Convento
da parte dei monaci francescani, e destinati a scuola materna, gestita
da suore, ma molti anni dopo l'ennesima chiusura del convento anche
la scuola fu trasferita alla gestione pubblica; poi divenne scuola comunale,
infine sede di associazioni: Pro Loco prima e Circolo Culturale Icona
poi.
Solo qualche anno fa è stata acquistata dalla parrocchia e ristrutturata.
Oggi è sede di nuove iniziative ed anche alloggio del parroco don Giovanni
Lippolis.
|
Fratel
Michael Davide frate e laureato in Teologia presso l'Università Gregoriana
con il Dottorato in Teologia spirituale, ed autore di vari testi di
carattere religioso ha scritto per le Casa Editrice EDB di Bologna un
bel libro dal titolo "Con Gesù in compagnia di Marco"in cui presenta
un commento meditazione alla liturgia festiva dell'anno B, che propone
in larga misura il Vangelo di Marco. Egli tuttavia non si limita solo
ad un commento delle letture, ma aiuta ad immergersi nel clima spirituale
del giorno e del tempo liturgico. Accanto alle domeniche il volume fa
spazio anche alle principali feste. Il contenuto del Vangelo di Marco
lo ritroviamo spesso sia nel vangelo che viene letto nel tempo ordinario,
sia nel tempo di avvento al Natale che è un tempo di attesa in cui dobbiamo
prepararci alla venuta del Cristo, sia durante la quaresima che è tempo
di penitenza in cui dobbiamo convertirci e prepararci alla Pasqua che
segna la resurrezione di Cristo che è morto per noi per salvarci dal
peccato contratto da Adamo ed Eva ridarci una vita nuova. Nel libro
oltre al vangelo di Marco sono riportati altri evangelisti che spiegano
seppur muovendosi da diverse angolazioni, la parola di Dio che è parola
santa che tutti noi dobbiamo seguire per liberarci dal peccato e percorrere
la via maestra che ci porta alla salvezza eterna. In questa società
secolarizzata e neodecadente in cui si sono persi certi valori sono
pochi coloro che vivono la loro vita secondo gli insegnamenti di Gesù
che come si evince dai vangeli in particolare dal vangelo di Marco che
essendo molto giovane gli sono state tramandati ,sono utili per raggiungere
la salvezza eterna, prevale l'odio e la sete di potere calpestando quelli
che sono i canoni del vangelo e quindi gli insegnamenti di Cristo. Il
vangelo che Marco ha inventato come gemere letterario ci viene offerto
per spogliarci dall'involucro vecchio che siamo, per fare spazio all'azione
di Gesù che viene a rivestirci della veste della salvezza intessuta
di luminescente fiducia. Il libro nel suo complesso non è un semplice
evento editoriale, ma offre al lettore importanti spunti di riflessione
per cambiare vita annientando il proprio istinto di cattiveria, anche
se è difficile in questa società nichilista. Inoltre come si evince
dalla lettura dei passi
dei vari vangeli riportati nel testo, bisogna essere vigili e non cadere
in tentazione perché non sappiamo quando verrà Gesù per cui dobbiamo
anteporre l'avere all'essere come direbbe Eric Froom nel suo libro dal
titolo "Essere o avere" e in cui prevale purtroppo l'avere all'essere
e comportarsi secondo gli insegnamenti di Gesù. E se vogliamo, dobbiamo
seguire Gesù attenendosi alla sua frase "Chi vuol seguirmi lasci tutto
prenda la sua croce e mi segua" e quindi predicare il vangelo alle genti
come fanno i vari missionari nei paesi africani a costo della loro vita
si evince dai vari episodi di violenza nei confronti di coloro che portano
alle genti del posto la parola di Dio..
SINISTRA SENZA SINISTRA
Il crollo del
Muro di Berlino ha causato la caduta del comunismo: In Italia, Ochetto
con il Congresso della Bolognina decise di rompere ogni legame con il
passato apportando un radicale cambiamento del suo partito con la trasformazione
da PCI a PDS.
Tuttavia ha perso la forza dirompente che lo ha caratterizzato dal dopoguerra
ad oggi nella lotta contro la DC cercando sempre di operare il sorpasso
senza mai riuscirci.
Come non è riuscito ad andare al potere dopo che lo scandalo "Tangentopoli"
aveva spazzato via i partiti che erano coinvolti come la DC ed il PSI.
Solo con la vittoria del centro sinistra nel 1996 è riuscito ad andare
al potere grazie anche all'alleanza con la Lega Nord che aveva rotto
con il centro destra il Partito di Rifondazione Comunista ecc.. Nel
1998 il PDS si è trasformato in DS divenendo un partito sempre più deideologizzato
e sempre meno ancorato al passato.
Con il passare del tempo abbiamo assistito ad un depauperamento della
sinistra che è diventata sempre più litigiosa diventando incoerente
per quanto concerne il suo programma elettorale del 2006 quando è andata
al potere di nuovo. Questa è stata una delle ragioni che hanno riportato
la destra al potere seppur con l'alleanza con la Lega Nord.
La mancata elezione di esponenti della sinistra arcobaleno una nuova
sigla che aveva assunto una parte della sinistra e la scomparsa dei
partiti che si richiamavano al PCI ed alla tradizione socialdemocratica,
rappresenta una pericolosa cesura nella storia della Repubblica e, alla
luce della contestuale affermazione delle forze , di estrema destra,
testimonia la singolarità del caso italiano rispetto al quadro politico
delle altre democrazie europee.
Dal 1945 non era mai accaduto che gli spezzoni del Partito Comunista
che ne rimanevano o altre voci della cosiddetta "sinistra radicale"
non vi fossero rappresentati. La cancellazione delle componenti della
sinistra citate è stata facilitata dallo sbarramento del 5% che la legge
elettorale vigente impone, comportando la creazione della sinistra senza
la sinistra come si evince dal titolo del libro edito dalla Casa Editrice
Feltrinelli, scritto a piene mani da Adriano Sofri, Luciano Acanfora,
giornalisti e docenti universitari che danno al libro una problematicità
di giudizi e di contenuti.
Malgrado il titolo del testo non si parla solo di sinistra, ma anche
di altre problematiche come il problema della corruzione quello del
Mezzogiorno problema ormai perenne che nessun governo è riuscito a risolvere
con interventi mirati per favorire il suo sviluppo, al problema delle
unioni civili fra individui dello stesso sesso e quelli di sesso diverso,
al problema della famiglia.
L'ALBA DELLA TERZA REPUBBLICA
COME LE RIFORME CAMBIERANNO L'ITALIA
Per la Casa Editrice Marsilio, Giulio
Torlontano, proveniente da attività giornalistica alla Voce Repubblicana,
al settimanale Epoca ed alla Nuova Antologia, attualmente responsabile
del servizio politico del Tg.5, ha scritto un libro dal titolo "L'alba
della terza repubblica", un auspicio che come afferma il predatore Stefano
Folli, ha ondeggiato fra speranze e l'ultimo risultato elettorale che
dovette portare al superamento della seconda Repubblica e sancire l'inizio
della Terza.
Secondo Torlontano è necessario, tracciare il disegno di un sistema
partitico non solo bipolare:
che può aprire la strada alla terza Repubblica malgrado testimonianze
inedite e progetti dietro le quinte.
L'autore di questo libro, infatti osserva, con dati oggettivi le difficoltà
rilevate dalla non conseguenza fra le pagine bianche della Costituzione
ed il conflitto col bipartitismo, e con un sistema elettorale ancora
claudicante che deve essere rivisto ed inserito nella Costituzione.
Non è facile trasformare la cronaca in storia: ci sono ancora forti
contraddizioni, i tatticismi di partito: Egli, afferma Folli, riesce
a dipanare il groviglio dei problemi che sottolinea con perizia giornalistica.
Il che non esclude difficoltà ed incongruenze (specialmente a quella
di Calderoni del Carroccio). Certamente le ultime elezioni hanno scardinato
la rottura dei rapporti con l'elettorato il cui malcontento ha sconfitto
la sinistra ambientalista, priva di un suo progetto.
Il successo del partito di Bossi sta a significare che malgrado il malcostume
italiano siamo uno dei paesi che hanno messo mano alla linearità della
legge elettorale trascurando i reali bisogni dell'elettorato. Cambiare
la legge elettorale di oggi, ripassare alla Costituzione sugli aspetti
fondamentali: si è trattato di vani tentativi perché non si può ripensare
la legge elettorale senza ripensare alla Costituzione: la lentezza politica
italiana appare molto evidente se si fa un confronto come dice Torlontano
con 26 paesi europei.
In questo marasma la fiducia nella terza Repubblica non ha basi solide
e politicamente sicure: L'autore ha fiducia nella terza Repubblica e
che le riforme cambieranno l'Italia:un obiettivo che va a braccetto
con la speranza che le riforme (serie) si accompagnino ad un cambiamento
che trasformerà il nostro paese.
Speriamo.
|