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IL GRANDE VECCHIO SI RIFA IL TRUCCO & Inaugurazione Centro Parrocchiale
di Pietro Giovanni Lucarelli
RECENSIONE:
Fratel Michael, Sinistra senza Sinistra, L'Alba della Terza Repubblica:
di Biagio Gugliotta

Castello Carafa
Castello Carafa

COLOBRARO – Il 19 settembre 2008 hanno avuto inizio i lavori di messa in sicurezza dei muri di cinta del castello.
Ecco dunque l'arrivo dei muratori per pulire il volto del grande vecchio.
Già troneggia l'impalcatura in metallo a tre file davanti alla parete principale del Castello Carafa, o meglio Il Castello della Santa Alleanza (*).
I fondi per la messa in sicurezza dei muri perimetrali sono della Regione Basilicata – Dipartimento Infrastrutture OO.PP. e Mobilità pari a € 35.000, queste però non bastano neppure per prendere in considerazione i muri di cinta a sostegno del castello stesso.
Ma soprattutto della cima rocciosa su cui è stato edificato, infatti, un secondo finanziamento ben più consistente è pervenuto all'amministrazione Bernardo dalla stessa Regione per una cifra complessiva di 800.000 euro, per il restauro conservativo.
Nella sua lunga vita questo castello che lo si fa risalire intorno al mille dopo Cristo, ha visto diversi momenti di difficoltà, la più grande è stata certamente quella del 1922 quando si costruì la strada rotabile Colobraro - Tursi, usando le pietre ricavate sin dalle fondamenta di quei muraglioni che lo cingevano e lo rendevano inaccessibile.
I terrapieni che costituiscono i giardini di ponente e quello rivolto ad oriente; ora manca quasi completamente di sostegno se si esclude quello rivolto a ponente, in cui negli anni '70 fu costruito un grosso muro di sostengo e pavimentato con pietre arenaria le strade di pertinenza; quello a sud ovest ove ora si vedono istallate le nuove impalcature sono andate perse completamente.
Dette pietre furono usate per costruire il lungo muraglione che oggi sostiene la predetta strada rotabile e che i detriti dei ciclopici manufatti servirono per riempimenti e formazione del fondo stradale.
Di tali manufatti restano oggi tre punti di riconoscimento, uno piccolissimo al rione "Paranza", quello più grande e centrale rivolto ad oriente che è quello ove si nota l'impalcatura, per la messa in sicurezza dei ruderi. Abbiamo accennato a questa grande ferita, per dire che malgrado interventi dissennati degli uomini il grande vecchio resiste e troneggia sul centro colobrarese, quasi a voler affermare quel versetto che dice: "se qualcuno ti dà uno schiaffo tu porgi l'altra guancia".
È il caso del nostro castello, ha sempre posto l'altra guancia ai dissennati interventi, ora per le strade, ora per il serbatoio dell'acqua potabile, ora per le strade da selciare, ora per abbellire questo o quel portone di famiglie emergenti, insomma quello che fu fatto al Colosseo di Roma lo si è fatto anche qui al Castello della Santa Alleanza.
Ma vediamo ora cosa si vuole fare con questi pochi soldi messi a disposizione, diciamo: che è necessaria la messa in sicurezza è prevalente su tutti gli altri interventi e non soltanto per la conservazione dei resti ma soprattutto per la reale sicurezza di chi ancora oggi vive nei pressi del castello.
Scongiurare dunque i pericoli soprattutto per quelle persone che quotidianamente si portano nei giardini a sciorinare i panni e per le persone che gestiscono alcuni vani per uso di stalle, o depositi vari.
Il Sindaco Avv. Andrea Bernardo, è giustamente fiero di questa iniziativa, visto i tantissimi progetti preparati, finanziati e mai erogati le cifre assegnati per realizzare anche in minima parte qualche intervento su detti progetti.
È certamente un onore per l'Avv. Andrea Bernardo avere il privilegio di essere il primo Sindaco che mette mano ai lavori: sarà certamente ricordato nella storia di questo antico maniero.

(*) Si presume che nel castello di Colobraro, in  un famoso sinodo per Vescovi e principi dei paesi del Mediterraneo, la convenuti, proclamò una Santa Alleanza che in breve tempo porterà alla prima Crociata, bandita il 27 novembre del 1095 a Clermont Ferrant, dal Papa Urbano II.

A COLOBRARO INAUGURATO IL CENTRO PARROCCHIALE

Mons. Francesco Nolé
Mons. Francesco Nolé

Il 14 dicembre ultimo scorso, terza domenica di Avvento, in occasione della celebrazione del sacramento della Cresima ai quindici giovani della parrocchia di San Nicola di Bari in Colobraro, è stato benedetto ed inaugurato da Mons. Vescovo Francesco Nolè, della nostra Diocesi, il CENTRO PARROCCHIALE, ricavato dalla vecchia Scuola Materna del rione "Vignicella", realizzata subito dopo la seconda guerra mondiale ad opera delle suore del Santo Sepolcro, la cui proprietà era la stessa del Convento dei Frati Cappuccini, cioè della Custodia di Terra Santa, con sede in Gerusalemme.
Oggi è di piena proprietà della parrocchia, acquistata e ristrutturata con i fonti provenienti dall'otto per mille, erogati dallo stato in favore della chiesa. Sono state cantate dai bambini delle scuole elementari delle canzoncine bene auguranti e di incoraggiamento agli adulti a frequentare i locali.
Poi fa seguito un breve discorso del Vescovo che, prendendo spunto proprio dalla canzone "Dammi la tua mano", ha incoraggiato i colobraresi a servirsi della nuova struttura di cui si è dotata la parrocchia e seguire da vicino la crescita in santità dei propri figlioli.
La giornata del Vescovo Nolè ha Colobraro si è così svolta: ore 10, Conferimento del sacramento della Cresima nella Chiesa dell'Annunziata ai quindici giovani; poi processionalmente il Vescovo, il Parroco, il Sindaco e Cittadinanza si sono portati presso la casa Famiglia per la benedizione di una immagine dell' Immacolata Concezione.
Infine la benedizione ed inaugurazione del Centro Parrocchiale. Un breve cenno alla storia di questi locali: come già detto, furono costruiti, nel periodo del dopo guerra in concomitanza con la riapertura del Convento da parte dei monaci francescani, e destinati a scuola materna, gestita da suore, ma molti anni dopo l'ennesima chiusura del convento anche la scuola fu trasferita alla gestione pubblica; poi divenne scuola comunale, infine sede di associazioni: Pro Loco prima e Circolo Culturale Icona poi.
Solo qualche anno fa è stata acquistata dalla parrocchia e ristrutturata.
Oggi è sede di nuove iniziative ed anche alloggio del parroco don Giovanni Lippolis.

Fratel Michael Davide frate e laureato in Teologia presso l'Università Gregoriana con il Dottorato in Teologia spirituale, ed autore di vari testi di carattere religioso ha scritto per le Casa Editrice EDB di Bologna un bel libro dal titolo "Con Gesù in compagnia di Marco"in cui presenta un commento meditazione alla liturgia festiva dell'anno B, che propone in larga misura il Vangelo di Marco. Egli tuttavia non si limita solo ad un commento delle letture, ma aiuta ad immergersi nel clima spirituale del giorno e del tempo liturgico. Accanto alle domeniche il volume fa spazio anche alle principali feste. Il contenuto del Vangelo di Marco lo ritroviamo spesso sia nel vangelo che viene letto nel tempo ordinario, sia nel tempo di avvento al Natale che è un tempo di attesa in cui dobbiamo prepararci alla venuta del Cristo, sia durante la quaresima che è tempo di penitenza in cui dobbiamo convertirci e prepararci alla Pasqua che segna la resurrezione di Cristo che è morto per noi per salvarci dal peccato contratto da Adamo ed Eva ridarci una vita nuova. Nel libro oltre al vangelo di Marco sono riportati altri evangelisti che spiegano seppur muovendosi da diverse angolazioni, la parola di Dio che è parola santa che tutti noi dobbiamo seguire per liberarci dal peccato e percorrere la via maestra che ci porta alla salvezza eterna. In questa società secolarizzata e neodecadente in cui si sono persi certi valori sono pochi coloro che vivono la loro vita secondo gli insegnamenti di Gesù che come si evince dai vangeli in particolare dal vangelo di Marco che essendo molto giovane gli sono state tramandati ,sono utili per raggiungere la salvezza eterna, prevale l'odio e la sete di potere calpestando quelli che sono i canoni del vangelo e quindi gli insegnamenti di Cristo. Il vangelo che Marco ha inventato come gemere letterario ci viene offerto per spogliarci dall'involucro vecchio che siamo, per fare spazio all'azione di Gesù che viene a rivestirci della veste della salvezza intessuta di luminescente fiducia. Il libro nel suo complesso non è un semplice evento editoriale, ma offre al lettore importanti spunti di riflessione per cambiare vita annientando il proprio istinto di cattiveria, anche se è difficile in questa società nichilista. Inoltre come si evince dalla lettura  dei passi dei vari vangeli riportati nel testo, bisogna essere vigili e non cadere in tentazione perché non sappiamo quando verrà Gesù per cui dobbiamo anteporre l'avere all'essere come direbbe Eric Froom nel suo libro dal titolo "Essere o avere" e in cui prevale purtroppo l'avere all'essere e comportarsi secondo gli insegnamenti di Gesù. E se vogliamo, dobbiamo seguire Gesù attenendosi alla sua frase "Chi vuol seguirmi lasci tutto prenda la sua croce e mi segua" e quindi predicare il vangelo alle genti come fanno i vari missionari nei paesi africani a costo della loro vita si evince dai vari episodi di violenza nei confronti di coloro che portano alle genti del posto la parola di Dio..

SINISTRA SENZA SINISTRA

Il crollo del Muro di Berlino ha causato la caduta del comunismo: In Italia, Ochetto con il Congresso della Bolognina decise di rompere ogni legame con il passato apportando un radicale cambiamento del suo partito con la trasformazione da PCI a PDS.
Tuttavia ha perso la forza dirompente che lo ha caratterizzato dal dopoguerra ad oggi nella lotta contro la DC cercando sempre di operare il sorpasso senza mai riuscirci.
Come non è riuscito ad andare al potere dopo che lo scandalo "Tangentopoli" aveva spazzato via i partiti che erano coinvolti come la DC ed il PSI.
Solo con la vittoria del centro sinistra nel 1996 è riuscito ad andare al potere grazie anche all'alleanza con la Lega Nord che aveva rotto con il centro destra il Partito di Rifondazione Comunista ecc.. Nel 1998 il PDS si è trasformato in DS divenendo un partito sempre più deideologizzato e sempre meno ancorato al passato.
Con il passare del tempo abbiamo assistito ad un depauperamento della sinistra che è diventata sempre più litigiosa diventando incoerente per quanto concerne il suo programma elettorale del 2006 quando è andata al potere di nuovo. Questa è stata una delle ragioni che hanno riportato la destra al potere seppur con l'alleanza con la Lega Nord.
La mancata elezione di esponenti della sinistra arcobaleno una nuova sigla che aveva assunto una parte della sinistra e la scomparsa dei partiti che si richiamavano al PCI ed alla tradizione socialdemocratica, rappresenta una pericolosa cesura nella storia della Repubblica e, alla luce della contestuale affermazione delle forze , di estrema destra, testimonia la singolarità del caso italiano rispetto al quadro politico delle altre democrazie europee.
Dal 1945 non era mai accaduto che gli spezzoni del Partito Comunista che ne rimanevano o altre voci della cosiddetta "sinistra radicale" non vi fossero rappresentati. La cancellazione delle componenti della sinistra citate è stata facilitata dallo sbarramento del 5% che la legge elettorale vigente impone, comportando la creazione della sinistra senza la sinistra come si evince dal titolo del libro edito dalla Casa Editrice Feltrinelli, scritto a piene mani da Adriano Sofri, Luciano Acanfora, giornalisti e docenti universitari che danno al libro una problematicità di giudizi e di contenuti.
Malgrado il titolo del testo non si parla solo di sinistra, ma anche di altre problematiche come il problema della corruzione quello del Mezzogiorno problema ormai perenne che nessun governo è riuscito a risolvere con interventi mirati per favorire il suo sviluppo, al problema delle unioni civili fra individui dello stesso sesso e quelli di sesso diverso, al problema della famiglia.

L'ALBA DELLA TERZA REPUBBLICA
COME LE RIFORME CAMBIERANNO L'ITALIA

Per la Casa Editrice Marsilio, Giulio Torlontano, proveniente da attività giornalistica alla Voce Repubblicana, al settimanale Epoca ed alla Nuova Antologia, attualmente responsabile del servizio politico del Tg.5, ha scritto un libro dal titolo "L'alba della terza repubblica", un auspicio che come afferma il predatore Stefano Folli, ha ondeggiato fra speranze e l'ultimo risultato elettorale che dovette portare al superamento della seconda Repubblica e sancire l'inizio della Terza.
Secondo Torlontano è necessario, tracciare il disegno di un sistema partitico non solo bipolare:
che può aprire la strada alla terza Repubblica malgrado testimonianze inedite e progetti dietro le quinte.
L'autore di questo libro, infatti osserva, con dati oggettivi le difficoltà rilevate dalla non conseguenza fra le pagine bianche della Costituzione ed il conflitto col bipartitismo, e con un sistema elettorale ancora claudicante che deve essere rivisto ed inserito nella Costituzione.
Non è facile trasformare la cronaca in storia: ci sono ancora forti contraddizioni, i tatticismi di partito: Egli, afferma Folli, riesce a dipanare il groviglio dei problemi che sottolinea con perizia giornalistica.
Il che non esclude difficoltà ed incongruenze (specialmente a quella di Calderoni del Carroccio). Certamente le ultime elezioni hanno scardinato la rottura dei rapporti con l'elettorato il cui malcontento ha sconfitto la sinistra ambientalista,  priva di un suo progetto.
Il successo del partito di Bossi sta a significare che malgrado il malcostume italiano siamo uno dei paesi che hanno messo mano alla linearità della legge elettorale trascurando i reali bisogni dell'elettorato. Cambiare la legge elettorale di oggi, ripassare alla Costituzione sugli aspetti fondamentali: si è trattato di vani tentativi perché non si può ripensare la legge elettorale senza ripensare alla Costituzione: la lentezza politica italiana appare molto evidente se si fa un confronto come dice Torlontano con 26 paesi europei.
In questo marasma la fiducia nella terza Repubblica non ha basi solide e politicamente sicure: L'autore ha fiducia nella terza Repubblica e che le riforme cambieranno l'Italia:un obiettivo che va a braccetto con la speranza  che le riforme (serie) si accompagnino ad un cambiamento che trasformerà il nostro paese.
Speriamo.

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