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Perplessità
Nicola Iannarelli
è il depositario di un vero e proprio
talento artistico; è l'inventore
di una nuova cifra stilistica; è
l'ideatore di un'altra categoria
spirituale, con il possesso di un
geniale mistero scultoreo, con precise
connotazioni artistiche e con una
sicura strada aperta d'avanti a
sé: perennemente in salita, da scoprire;
da inventare e da manifestare a
tutta l'altra gente.
Essendo nato nella terra dello Sturm
und Drang di Germania; essendo cresciuto
sulla montagna verde, ai piedi del
Pollino e vivendo in quel paese
fatato di Colobraro, lui è il detentore
di un talismano soprannaturale,
che combatte il male; persegue il
bene e presenta il sublime, l'assoluto,
l'infinito dell'arte vera e pura.
Lui è lo strumento bizzarro
di un dio minore, che regala il
fuoco agli uomini, rubandolo agli
dei maggiori e che esorcizza il
maleficio della magia nera, con
grandi sculture strane, di valore
apotropaico, di carattere magico
e di spessore mistico, per esprimere
la sua poliedrica personalità, le
sue molteplici finalità, la malia
e lo spiritus loci dell'ambiente
naturale.
Nicola Iannarelli si ripropone di
creare santi beneficanti, putti
aleggianti, angeli osannanti nelle
nicchie scure di masserie fortificate,
sui camini sghembi di case ristrutturate,
sugli archi gotici di palazzi
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edificati, per
evidenziare una speciale muratura
a vista: di rombi, losanghe, pezzi
di geometria non rigida e tradizionale,
ma morbida ed irregolare.
Dalla sue grandi mani callose ed
ispirate, gli fuoriescono spiritelli
burleschi, giani trifronti, diavoli
assatanati, satiri arrapati e fauni
rattusi, tra rigogliosi palme orientali,
stilizzate rose spine, ruspanti
galletti cedroni: direttamente collegati
al suo intimo sentire, al suo ego
profondo, alla sua interiore ispirazione
artistica: sconosciuta non solo
agli altri, ma anche a se stesso.
Tra le sue tante opere d'arte esterne
ed interne, ne spiccano tre in particolare:
Tumilco, che rappresenta il solegirasole;
Clizia nuda, che s'identifica con
la personificazione femminile dell'elianto
ed il pensatore solitario, che medita
sulle sciagure umane, sulle vanità
terrene, sull'effetto serra, con
il surriscaldamento globale, l'inquinamento
atmosferico, il falso progresso.
L'ordine, l'establishment, il sistema
sociale gli stanno stretti, costituendo
un ostacolo alla sua vena creativa,
un impedimento alle sue capacità
elaborative, una negazione della
sua libertà espressiva, in un disagio
personale e collettivo, lavorativo
ed operativo, sociale ed universale,
che contrastano i flussi e riflussi
della sua natura vulcanica e della
sua indole artistica.
Nicola Iannarelli non si preoccupa
di erigere delle belle statuine,
da tenere in salotto ma si cimenta
nell'esprimere il lato oscuro dell'individuo,
le radici profonde delle persone,
le paure nascoste della gente, per
elevarle alle cime superiori dell'arte
e nobilitarle al massimo, con tutta
la ribellione del suo subconscio,
con tutto l'ardore della sua passione,
con tutto il fremito del suo estro.
Recapiti:
Cell. 340 7876585
E-mail
stonearte@gmail.com
Sito Intenert
www.gigarte.com/nicolainnarelli
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