logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 16

La rivelazione artistica di Nicola Iannarelli
di Gianni Latronico

perplessita.jpg
Perplessità

Nicola Iannarelli è il depositario di un vero e proprio talento artistico; è l'inventore di una nuova cifra stilistica; è l'ideatore di un'altra categoria spirituale, con il possesso di un geniale mistero scultoreo, con precise connotazioni artistiche e con una sicura strada aperta d'avanti a sé: perennemente in salita, da scoprire; da inventare e da manifestare a tutta l'altra gente.
Essendo nato nella terra dello Sturm und Drang di Germania; essendo cresciuto sulla montagna verde, ai piedi del Pollino e vivendo in quel paese fatato di Colobraro, lui è il detentore di un talismano soprannaturale, che combatte il male; persegue il bene e presenta il sublime, l'assoluto, l'infinito dell'arte vera e pura.
Lui è  lo strumento bizzarro di un dio minore, che regala il fuoco agli uomini, rubandolo agli dei maggiori e che esorcizza il maleficio della magia nera, con grandi sculture strane, di valore apotropaico, di carattere magico e di spessore mistico, per esprimere la sua poliedrica personalità, le sue molteplici finalità, la malia e lo spiritus loci dell'ambiente naturale.
Nicola Iannarelli si ripropone di creare santi beneficanti, putti aleggianti, angeli osannanti nelle nicchie scure di masserie fortificate, sui camini sghembi di case ristrutturate, sugli archi gotici di palazzi

edificati, per evidenziare una speciale muratura a vista: di rombi, losanghe, pezzi di geometria non rigida e tradizionale, ma morbida ed irregolare.
Dalla sue grandi mani callose ed ispirate, gli fuoriescono spiritelli burleschi, giani trifronti, diavoli assatanati, satiri arrapati e fauni rattusi, tra rigogliosi palme orientali, stilizzate rose spine, ruspanti galletti cedroni: direttamente collegati al suo intimo sentire, al suo ego profondo, alla sua interiore ispirazione artistica: sconosciuta non solo agli altri, ma anche a se stesso.
Tra le sue tante opere d'arte esterne ed interne, ne spiccano tre in particolare: Tumilco, che rappresenta il solegirasole; Clizia nuda, che s'identifica con la personificazione femminile dell'elianto ed il pensatore solitario, che medita sulle sciagure umane, sulle vanità terrene, sull'effetto serra, con il surriscaldamento globale, l'inquinamento atmosferico, il falso progresso.
L'ordine, l'establishment, il sistema sociale gli stanno stretti, costituendo un ostacolo alla sua vena creativa, un impedimento alle sue capacità elaborative, una negazione della sua libertà espressiva, in un disagio personale e collettivo, lavorativo ed operativo, sociale ed universale, che contrastano i flussi e riflussi della sua natura vulcanica e della sua indole artistica.
Nicola Iannarelli non si preoccupa di erigere delle belle statuine, da tenere in salotto ma si cimenta nell'esprimere il lato oscuro dell'individuo, le radici profonde delle persone, le paure nascoste della gente, per elevarle alle cime superiori dell'arte e nobilitarle al massimo, con tutta la ribellione del suo subconscio, con tutto l'ardore della sua passione, con tutto il fremito del suo estro.

Recapiti:
Cell. 340 7876585
E-mail
stonearte@gmail.com
Sito Intenert
www.gigarte.com/nicolainnarelli

pagina 15 sommario pagina 17