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Chi ha combattuto
sotto alle mura di Troia? Secondo
l'omonimo romanzo di Gisbert Haefs,
Celti ed italiani, soprattutto bande
provenienti dalla Sardegna! Ma un
pubblico ben più vasto di quello
dei suoi lettori è già stato conquistato
da Brad Pit nei panni d'un Achille
innamorato e da Kevin Sorbo vestito
da Ercole, non con la tradizionale
tunica greca, bensì con calzoni
di cuoio e casacca celtica.
Sono concessioni alla moda, sempre
più anglosassone, o vero scoperte
archeologiche? Nel secondo millennio
avanti Cristo il bacino del Mediterraneo
era interessato da una civiltà nota
come "minoico-micenea", dedita ai
commerci ed alla navigazione, in
contatto diretto con tutti i popoli
dell'attuale medioriente: Anatolia,
Iran, Siria, Mesopotamia ed Egitto.
Le popolazione egee, abitando una
terra povera e frammentata, intrattennero
fin dalla preistoria relazioni intense
e continuative con tale civiltà:
la loro situazione geografica stessa
li proiettava verso il mare come
loro unica possibilità di sopravvivenza.
Grandi coltivatori d'olive e di
viti i primi abitanti della Grecia
producevano olio e vino di grado,
che poi richiudevano nelle caratteristiche
anfore di ceramica ed ammassavano
nella stiva delle navi dirette in
Mesopotamia e in Egitto alla ricerca
di grano, ma anche, già che si era
in viaggio, di spezie orientali
importate attraverso la penisola
arabica.
Si venerava ovunque, sia pure con
nomi diversi, Astarte, Cibele, Iside,
una Grande Madre, che era la personificazione
del sesso creatore e selvaggio ed
in suo onore si praticava la prostituzione,
la danza del ventre e la manipolazione
dei serpenti ritenuti sacri.
Si viaggiava continuamente; a dispetto
dei canoni di semplicità poi predicati
da Omero ed Esiodo, infatti, la
cucina e la farmacopea arcaiche
son quanto di meno semplice si possa
immaginare e gran parte dei prodotti
che rallegravano le mense, soprattutto
nei giorni di festa, provenivano
dall'Oriente. Anche gli arredi ed
il vestiario erano tutt'altro che
"fatti in casa": si importavano
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sete, profumi, avorio ed una incredibile
quantità di metallo, poiché rame,
argento e vari tipi di leghe erano
impiegati per la realizzazione di
stoviglie ed utensili, nonché per
la costruzione dei mobili, come
cofani di varie misure, sgabelli,
tavoli... che solo più tardi furono
realizzati in legno.
Come si navigava? Senza mappe o
strumenti, con una profonda conoscenza
del mezzo e degli elementi naturali;
buon capitano è chi "conosce la
descrizione delle coste, il moto
degli astri e la scienza dei venti"
ripetono senza stancarsi gli antichi.
Al secondo millennio risale la distinzione
fra navi mercantili rotonde e navi
da guerra lunghe con sperone, castello
a prua e poppa slanciata.
Ampiamente documentata, fin dai
tempi omerici, la navigazione notturna,
effettuata esclusivamente attraverso
l'osservazione della posizione delle
stelle e del movimento delle costellazioni.
Sui marinai impauriti vegliava la
regina del Cielo, attributo un tempo
riservato ad Astarte, che poi passò
ad Afrodite, detta anche Euploia
cioè protettrice della buona navigazione,
celebrata in suggestive feste d'arrivo
o di partenza e ricordata da statuette,
preferibilmente d'avorio, che venivano
venerate sulle navi stesse.
Già dal XVI sec. a. C. questo fenomeno
interessava il Tirreno e l'Italia
meridionale, dove appunto gli archeologi
hanno rinvenuto una gran quantità
di vasi ed anfore con cui si trasportavano
i prodotti, tra cui fece la sua
comparsa l'ambra, ma a differenza
di quanto fecero poi Fenici e Greci,
gli antichi micenei non ritennero
necessario fondare delle vere e
proprie città e men che meno esportare
altrove il proprio stile di vita,
pur percorrendo le stesse rotte
nel mondo cipriota e levantino ed
incontrando forse anche maggiori
difficoltà.
Forse perché il Medioriente era
a quel tempo accomunato da una civiltà
piuttosto omogenea, sia dal punto
di vista politico che culturale.
Rigide monarchie che rivendicavano
la diretta discendenza dagli dei
governavano incontrastate a Creta,
Micene ed in Egitto, per citare
solo i nomi più famosi; la società
aveva una solida struttura piramidale
ed una religione che legava tenacemente
l'uomo alla terra.
Ma nel II millennio, accadde qualcosa
che mise fine alla pace. Intorno
al 1200 a.C., ci fu una periodo
di grande siccità, attualmente messo
in luce dagli studi geologici, che
interessò tutta l'Europa e gran
parte dell'Asia: si abbassarono
i livelli di laghi, paludi e lagune,
il clima divenne secco e caldo e
le grandi foreste dell'Europa del
Nord
continua a
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