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 Celti sotto le mura di Troia?
di Mary Falco

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Chi ha combattuto sotto alle mura di Troia? Secondo l'omonimo romanzo di Gisbert Haefs, Celti ed italiani, soprattutto bande provenienti dalla Sardegna! Ma un pubblico ben più vasto di quello dei suoi lettori è già stato conquistato da Brad Pit nei panni d'un Achille innamorato e da Kevin Sorbo vestito da Ercole, non con la tradizionale tunica greca, bensì con calzoni di cuoio e casacca celtica.
Sono concessioni alla moda, sempre più anglosassone, o vero scoperte archeologiche? Nel secondo millennio avanti Cristo il bacino del Mediterraneo era interessato da una civiltà nota come "minoico-micenea", dedita ai commerci ed alla navigazione, in contatto diretto con tutti i popoli dell'attuale medioriente: Anatolia, Iran, Siria, Mesopotamia ed Egitto.
Le popolazione egee, abitando una terra povera e frammentata, intrattennero fin dalla preistoria relazioni intense e continuative con tale civiltà: la loro situazione geografica stessa li proiettava verso il mare come loro unica possibilità di sopravvivenza.
Grandi coltivatori d'olive e di viti i primi abitanti della Grecia producevano olio e vino di grado, che poi richiudevano nelle caratteristiche anfore di ceramica ed ammassavano nella stiva delle navi dirette in Mesopotamia e in Egitto alla ricerca di grano, ma anche, già che si era in viaggio, di spezie orientali importate attraverso la penisola arabica.
Si venerava ovunque, sia pure con nomi diversi, Astarte, Cibele, Iside, una Grande Madre, che era la personificazione del sesso creatore e selvaggio ed in suo onore si praticava la prostituzione, la danza del ventre e la manipolazione dei serpenti ritenuti sacri.
Si viaggiava continuamente; a dispetto dei canoni di semplicità poi predicati da Omero ed Esiodo, infatti, la cucina e la farmacopea arcaiche son quanto di meno semplice si possa immaginare e gran parte dei prodotti che rallegravano le mense, soprattutto nei giorni di festa, provenivano dall'Oriente. Anche gli arredi ed il vestiario erano tutt'altro che "fatti in casa": si importavano

sete, profumi, avorio ed una incredibile quantità di metallo, poiché rame, argento e vari tipi di leghe erano impiegati per la realizzazione di stoviglie ed utensili, nonché per la costruzione dei mobili, come cofani di varie misure, sgabelli, tavoli... che solo più tardi furono realizzati in legno.
Come si navigava? Senza mappe o strumenti, con una profonda conoscenza del mezzo e degli elementi naturali; buon capitano è chi "conosce la descrizione delle coste, il moto degli astri e la scienza dei venti" ripetono senza stancarsi gli antichi.
Al secondo millennio risale la distinzione fra navi mercantili rotonde e navi da guerra lunghe con sperone, castello a prua e poppa slanciata.
Ampiamente documentata, fin dai tempi omerici, la navigazione notturna, effettuata esclusivamente attraverso l'osservazione della posizione delle stelle e del movimento delle costellazioni.
Sui marinai impauriti vegliava la regina del Cielo, attributo un tempo riservato ad Astarte, che poi passò ad Afrodite, detta anche Euploia cioè protettrice della buona navigazione, celebrata in suggestive feste d'arrivo o di partenza e ricordata da statuette, preferibilmente d'avorio, che venivano venerate sulle navi stesse.
Già dal XVI sec. a. C. questo fenomeno interessava il Tirreno e l'Italia meridionale, dove appunto gli archeologi hanno rinvenuto una gran quantità di vasi ed anfore con cui si trasportavano i prodotti, tra cui fece la sua comparsa l'ambra, ma a differenza di quanto fecero poi Fenici e Greci, gli antichi micenei non ritennero necessario fondare delle vere e proprie città e men che meno esportare altrove il proprio stile di vita, pur percorrendo le stesse rotte nel mondo cipriota e levantino ed incontrando forse anche maggiori difficoltà.
Forse perché il Medioriente era a quel tempo accomunato da una civiltà piuttosto omogenea, sia dal punto di vista politico che culturale. Rigide monarchie che rivendicavano la diretta discendenza dagli dei governavano incontrastate a Creta, Micene ed in Egitto, per citare solo i nomi più famosi; la società aveva una solida struttura piramidale ed una religione che legava tenacemente l'uomo alla terra.
Ma nel II millennio, accadde qualcosa che mise fine alla pace. Intorno al 1200 a.C., ci fu una periodo di grande siccità, attualmente messo in luce dagli studi geologici, che interessò tutta l'Europa e gran parte dell'Asia: si abbassarono i livelli di laghi, paludi e lagune, il clima divenne secco e caldo e le grandi foreste dell'Europa del Nord

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