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bruciarono per
autocombustione. Le popolazioni
celtiche, originarie della zona
di Harz, si misero in cammino in
ogni direzione, alla ricerca dell'acqua,
sovrapponendosi più o meno pacificamente
alle popolazioni autoctone.
Così i biondi e bellicosi Dori giunsero
in Grecia. Molto probabilmente la
siccità aveva creato qualche tensione,
perché se l'Ellade è affacciata
al mare, l'Arabia e la Mesopotamia
dovevano essere gravemente afflitte
dalla carestia ed è verosimile che
i nuovi arrivati, con splendide
armi di acciaio, suggerissero agli
abitanti dell'Egeo di piegare con
le armi l'arroganza commerciale
di quelli che fino a poco prima
erano stati buoni clienti.
O forse, più semplicemente, si impadronirono
con la forza di tutto il territorio.
Quel che è certo e che ci fu anche
qualche complicazione sessuale.
Scoppiò così quella che il mondo
ricorda come guerra di Troia.
L'idea che davvero fosse stata rapita
la regina di Sparta e su istigazione
di una dea per di più, è chiaramente
una finzione poetica, ma i cacciatori
nomadi hanno il culto del sangue
e della fedeltà.
Per una popolazione sempre in movimento,
attraverso guerre e carestie è assolutamente
necessario essere certi della legittimità
delle bocche da sfamare; un uomo
che vive con la spada in pugno ha
bisogno di pensare che sopravviverà
in suo figlio.
Il culto della Grande Madre non
piacque per nulla e men che meno
la libertà sessuale femminile che
ne derivava … ma probabilmente le
seguaci danzanti della Dea erano
anche molto più appetibili delle
compagne affamate e scapigliate
che li avevano seguiti fin lì e
comunque nessuna si lasciava mettere
da parte senza combattere.
Si trovavano di fronte per la prima
volta due opposte concezioni del
mondo: da una parte il guerriero
nomade, custode d'una morale intransigente
con un Dio inconoscibile e non rappresentabile,
così come più tardi tramanderà la Bibbia … ma non diversa è la concezione
Vedica o la tradizione orale degli
Germani, dall'altra una Dea che
trovava la sua stessa ragione d'essere
dal fatto d'essere gravida: amante,
spesso adultera o addirittura poliandrica,
madre e quindi fin dapprincipio
legata ad altri, condizionata
dalla materia, che essa stessa
domina riproducendosi e
garantendo un equilibrio: Iside,
Astarte,
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Venere …
i nomi sono tanti e corrispondono
ad altrettanti volti della natura
stessa, che come se non bastasse
è servita da schiere di servi devoti.
L'agricoltura intensiva, in terre
da irrigare artificialmente, può
essere praticata solo con eserciti
di schiavi, che a loro volta hanno
bisogno di credere in un essere
inaccessibile e potentissimo che
tuteli il sistema.
È ormai del tutto evidente lo scandalo
che queste usanze dovettero creare
nell'immaginario celtico e la profonda
doppiezza di una società nata dalla
fusione di elementi tanto diversi;
la crisi portò all'elaborazione
di una nuova forma di organizzazione
statale: la "polis" repubblica di
uomini liberi che fondano la propria
vita sulla legge e non sul rispetto
passivo di regnanti per diritto
divino.
Una creazione greca dunque, ma non
completamente autoctona: il bisogno
di ordine veniva dai Dori, la nostalgia
degli splendori micenei dagli indigeni
e per finire la necessità di fare
tutto in casa era il frutto della
sopraggiunta carestia e di quel
medioevo ellenico, che era subentrato
al periodo delle ostilità.
Non per nulla Omero descrive la
vita dei re greci come estremamente
frugale, in contraddizione col tenore
di vita dei sovrani micenei, testimoniato
invece dagli scavi archeologici.
Ma se la guerra di Troia lasciò
profonde tracce nella cultura, l'origine
nordica dei Dori fu lentamente cancellata
dalla consapevolezza dei Greci,
che proprio in quegli anni inventavano
il concetto aristocratico di "cittadino
originario", geloso delle proprie
radici, su cui tra l'altro si fonda
la libertà politica.
Al contrario si narrerà l'esistenza
di un popolo del Nord dai caratteri
mitici: gli Iperborei, uomini superiori,
direttamente in contatto con gli
Dei, che abitavano una specie di
Olimpo.
Erodoto, Esiodo e Pindaro faranno
a gara nel tessere le lodi di questa
popolazione felice … e lontana.
Erodoto narra anche che gli Iperborei
mandavano offerte a Delo da un tempo
antichissimo, prima ancora che il
santuario fosse consacrato ad Apollo,
in memoria di due vergini iperboree
che vi erano sepolte.
C'è dunque una curiosa mescolanza
di nozioni: da una parte i Celti
entrano nel vivo della storia, basta
pensare ai famosi carri da guerra
con cui combattevano gli Achei,
realizzati nientemeno che il faggio,
un legno tipico delle foreste europee,
ma rarissimo in Grecia,
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