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L'obiettivo
della rubrica "la Voce dell'Argentina"
sarà scrivere sulla traccia italiana
passata e presente in Argentina
come consuetudine dell'emigrazione
/immigrazione e il rapporto tra
le due società, farò riferimento
alla influenza italiana nella società
argentina, nell'area culturale,
di architettura, di alimentazione,
il cucinare, la lingua, la politica,
la letteratura, il teatro, l'opera,
ecc., e la trasmissione delle abitudini
italiani.
Racconterò storie sulla ricerca
delle nostre radici, sugli immigranti
italiani che sono diventati noti
e illustri in Argentina.
Parlerò sull'importantissimo ruolo
sociale e politico delle Associazioni
italiani. Inoltre condivideremo
storie, informazione, e racconti
dall'Altra Italia (ossia dall'Argentina)
del passato e dell'attualità.
Graciela
Alvarez Perretta
email:
galvarezperretta@arnet.com.ar

Cercando le proprie
radici si arriva a un tesoro prezioso
L'Argentina ha accolto 3.332.000
di italiani dall' anno 1857 al 1960
come conseguenza dell' immigrazione,
ci si può immaginare la gran quantità
di persone ed discendenti con "il sangue italiano" in terra argentina.
Gli italiani immigrati, lasciavano
famiglia nella sua terra, a volte
si comunicavano tramite lettere
(si sapevano scrivere), fino a un
punto nel quale il rapporto era
interrotto dal trascorso del tempo,
o direttamente mai si facevano sentire.
Mentre gli anni passavano, parallelamente
aumentava e si modificava la sua
famiglia in Italia, e pure il suo
nucleo famigliare in Argentina.
Sebbene le famiglie tra loro non
avevano rapporto ne comunicazione, gli integranti della famiglia che
nascevano in Argentina sia nel ruolo
di figlio, nipote, pronipote, ecc.
si sentivano legati all'Italia attraverso
la memoria dei suoi genitori, nonni
o bisnonni, i quali trasmettevano
le abitudini, raccontavano storie
della sua terra con un sentimento
di nostalgia e di appartenenza.
AA partire di 1920, agli
emigranti italiano con il
passaporto gli era consegnato un
libretto intitolato "Avvertenze
per L'emigrante Italiano",
tramite il quale si cercava di
stimolare, nonostante la
lontananza, la conservazione e
la difesa delle tradizioni, nel
capitolo "Il sentimento
d'Italianità "si poteva leggere:
"Che la coscienza del vanto di
essere italiano non abbandoni
mai l'emigrante, anche quando
siano passati molti anni dal
giorno in cui lasciò il suo
paese natio ed anche le sue
memorie ed i suoi ricordi non
siano più alimentati
dall'affetto di congiunti
rimasti in patria …
"Questa sensazione di continuare
legato alla terra di nascita è stato
trasmesso in modo conoscente o incosciente
dagli immigranti attraverso delle
generazioni ai suoi discendenti.
Dado che la traccia di italianità
lasciata dagli antenati mai si cancella,
sempre succede che il discendente
nato in Argentina in un momento
della sua vita incomincia a percorrere
il affascinante cammino della ricerca
delle sue radici e dei suoi parenti
italiani.
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Ci sono molte
persone che hanno la voglia di ritornare
alla comunicazione lasciata dai
suoi antenati, prova di questo è
tanto solo vedere la quantità di
pagine web, fori, logs, sul tema
della ricerca delle radici, dei
parenti, della genealogia, inoltre
si può leggere i messaggi scritti
dalla gente che cerca parenti nel
"libro di visita" delle pagine web
delle diverse Comuni italiani.
Quando uno comincia a cercare si
apre una porta tra la quale si passa
a un mondo inimmaginabile e di esperienze
che arricchisce l'anima, sembra
un po' esagerato, però posso assicurarvi
che no.
I miei antenati italiani sono venuti
nel decennio del 1890 dalla Basilicata:
mio nonno, materno, Felice Perretta
era figlio di Domenico Antonio Perretta
e Maria Luigia Fittipaldi, nati
a Francavilla in Sinni; mia nonna
materna Geronima Fortuato era figlia
di Pasquale Fortunato e di Gerolama
Romano, loro sono nati a Colobraro;
invece la madre di mia nonna Geronima,
che si chiamava Annamaria Ferrara
(figlia di Gaetano Ferrara e Maria
Viceconte), tutti sono nati a Francavilla
in Sinni.
Nel 2002 è arrivato il mio momento
di cominciare a cercare le mie radici
e scoprire i mei parenti in Italia.
In base ai nomi e cognomi dei miei
nonni e bisnonni inizio a fare la
genealogia delle famiglie: Perretta,
Viceconte, Ferrara, tutte di Francavilla
in Sinni, perché l'obiettivo di
farla era potere sapere esattamente
il mio rapporto familiare con il
parente che ci trovassi e per determinare
si venivamo dello stesso tronco
familiare, o a che ramo della famiglia
appartenevamo.
Tutto questo che ho incominciato
come una necessità di cercare e
comunicare con la mia famiglia e
conoscere la terra dei miei antenati,
mi ha fatto diventare da avvocato
a una felice esperta in genealogia
e nella investigazione in diversi
Archivi tanto in Argentina come
in Italia (Archivio di Stato, principalmente
di Potenza e Napoli, Archivi Parrocchiali
e Comunali, ecc.).
Durante questi anni di ricerca ho
trovato e conosciuto molti parenti
a Francavilla, e ho raccolto molti
amici e amiche che li porto nel
cuore. Come frutto dell' affetto
e per aiutare alle persone che ricercano
è stata creata la pagina
www.francavillanelmondo.com
AAdesso ho cominciato a fare la genealogía
della famiglia "Fortunato" del
Comune di Colobraro, ci è nato,
in 1855, mio bisnonno Pasquale Fortunato
(padre di mia nonna materna Geronima)
era figlio di Giovanni Antonio Fortunato
(figlio di Nicola chi era figlio
di Tomasso) e di Geroloma Romano;
Pasquale si sposò a Buenos Aires
con Annamaria Ferrara (nata a Francavilla
in Sinni).
Mentre cercavo dati, informazioni,
notizie, e navigavo su internet
ho trovato e letto in "La fenice"
un articolo interessantissimo intitolato
"Uomini nella Storia di Colobraro
(I Fortunato) "di Pietro Giovanni
Lucarelli".
Sicuramente con l'aiuto della gente
e consultando gli archivi, ci troverò
parenti dalla parte di mio bisnonno
Fortunato, e durante la ricerca
raccoglierò amici, questo sarà per
me un prezioso tesoro.

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