logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 29
Rubrica "La voce dell'Argentina"
e-mail: galvarezperretta@arnet.com.ar
di Graciela Alvarez Perretta

 Cercando le propie radici si arriva a un tesoro prezioso
di Graciela Alvarez Perretta

L'obiettivo della rubrica "la Voce dell'Argentina" sarà scrivere sulla traccia italiana passata e presente in Argentina come consuetudine dell'emigrazione /immigrazione e il rapporto tra le due società, farò riferimento alla influenza italiana nella società argentina, nell'area culturale, di architettura, di alimentazione, il cucinare, la lingua, la politica, la letteratura, il teatro, l'opera, ecc., e la trasmissione delle abitudini italiani.
Racconterò storie sulla ricerca delle nostre radici, sugli immigranti italiani che sono diventati noti e illustri in Argentina.
Parlerò sull'importantissimo ruolo sociale e politico delle Associazioni italiani. Inoltre condivideremo storie, informazione, e racconti dall'Altra Italia (ossia dall'Argentina) del passato e dell'attualità.

Graciela Alvarez Perretta
email: galvarezperretta@arnet.com.ar

genealogico_maria.jpg

Cercando le proprie radici si arriva a un tesoro prezioso
L'Argentina ha accolto 3.332.000 di italiani dall' anno 1857 al 1960 come conseguenza dell' immigrazione, ci si può immaginare la gran quantità di persone ed discendenti con "il sangue italiano" in terra argentina. Gli italiani immigrati, lasciavano famiglia nella sua terra, a volte si comunicavano tramite lettere (si sapevano scrivere), fino a un punto nel quale il rapporto era interrotto dal trascorso del tempo, o direttamente mai si facevano sentire.
Mentre gli anni passavano, parallelamente aumentava e si modificava la sua famiglia in Italia, e pure il suo nucleo famigliare in Argentina. Sebbene le famiglie tra loro non avevano rapporto ne comunicazione, gli integranti della famiglia che nascevano in Argentina sia nel ruolo di figlio, nipote, pronipote, ecc. si sentivano legati all'Italia attraverso la memoria dei suoi genitori, nonni o bisnonni, i quali trasmettevano le abitudini, raccontavano storie della sua terra con un sentimento di nostalgia e di appartenenza.
AA partire di 1920, agli emigranti italiano con il passaporto gli era consegnato un libretto intitolato "Avvertenze per L'emigrante Italiano", tramite il quale si cercava di stimolare, nonostante la lontananza, la conservazione e la difesa delle tradizioni, nel capitolo "Il sentimento d'Italianità "si poteva leggere: "Che la coscienza del vanto di essere italiano non abbandoni mai l'emigrante, anche quando siano passati molti anni dal giorno in cui lasciò il suo paese natio ed anche le sue memorie ed i suoi ricordi non siano più alimentati dall'affetto di congiunti rimasti in patria …
"Questa sensazione di continuare legato alla terra di nascita è stato trasmesso in modo conoscente o incosciente dagli immigranti attraverso delle generazioni ai suoi discendenti. Dado che la traccia di italianità lasciata dagli antenati mai si cancella, sempre succede che il discendente nato in Argentina in un momento della sua vita incomincia a percorrere il affascinante cammino della ricerca delle sue radici e dei suoi parenti italiani.

Ci sono molte persone che hanno la voglia di ritornare alla comunicazione lasciata dai suoi antenati, prova di questo è tanto solo vedere la quantità di pagine web, fori, logs, sul tema della ricerca delle radici, dei parenti, della genealogia, inoltre si può leggere i messaggi scritti dalla gente che cerca parenti nel "libro di visita" delle pagine web delle diverse Comuni italiani.
Quando uno comincia a cercare si apre una porta tra la quale si passa a un mondo inimmaginabile e di esperienze che arricchisce l'anima, sembra un po' esagerato, però posso assicurarvi che no.
I miei antenati italiani sono venuti nel decennio del 1890 dalla Basilicata: mio nonno, materno, Felice Perretta era figlio di Domenico Antonio Perretta e Maria Luigia Fittipaldi, nati a Francavilla in Sinni; mia nonna materna Geronima Fortuato era figlia di Pasquale Fortunato e di Gerolama Romano, loro sono nati a Colobraro; invece la madre di mia nonna Geronima, che si chiamava Annamaria Ferrara (figlia di Gaetano Ferrara e Maria Viceconte), tutti sono nati a Francavilla in Sinni.
Nel 2002 è arrivato il mio momento di cominciare a cercare le mie radici e scoprire i mei parenti in Italia.
In base ai nomi e cognomi dei miei nonni e bisnonni inizio a fare la genealogia delle famiglie: Perretta, Viceconte, Ferrara, tutte di Francavilla in Sinni, perché l'obiettivo di farla era potere sapere esattamente il mio rapporto familiare con il parente che ci trovassi e per determinare si venivamo dello stesso tronco familiare, o a che ramo della famiglia appartenevamo.
Tutto questo che ho incominciato come una necessità di cercare e comunicare con la mia famiglia e conoscere la terra dei miei antenati, mi ha fatto diventare da avvocato a una felice esperta in genealogia e nella investigazione in diversi Archivi tanto in Argentina come in Italia (Archivio di Stato, principalmente di Potenza e Napoli, Archivi Parrocchiali e Comunali, ecc.).
Durante questi anni di ricerca ho trovato e conosciuto molti parenti a Francavilla, e ho raccolto molti amici e amiche che li porto nel cuore. Come frutto dell' affetto e per aiutare alle persone che ricercano è stata creata la pagina www.francavillanelmondo.com
AAdesso ho cominciato a fare la genealogía della famiglia "Fortunato" del Comune di Colobraro, ci è nato, in 1855, mio bisnonno Pasquale Fortunato (padre di mia nonna materna Geronima) era figlio di Giovanni Antonio Fortunato (figlio di Nicola chi era figlio di Tomasso) e di Geroloma Romano; Pasquale si sposò a Buenos Aires con Annamaria Ferrara (nata a Francavilla in Sinni).
Mentre cercavo dati, informazioni, notizie, e navigavo su internet ho trovato e letto in "La fenice" un articolo interessantissimo intitolato "Uomini nella Storia di Colobraro (I Fortunato) "di Pietro Giovanni Lucarelli".
Sicuramente con l'aiuto della gente e consultando gli archivi, ci troverò parenti dalla parte di mio bisnonno Fortunato, e durante la ricerca raccoglierò amici, questo sarà per me un prezioso tesoro.

locandina_sudamerica.jpg

pagina 28 sommario pagina 30