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SE  AVESSIMO PIU' CURA PER L'ESTETICA CONTINUA DA PAGINA 12

SANTA MARIA DELLA NEVE
di Michele Crispino

Così percorrendo le strade dei nostri centri, ci si rende conto che esse sono sempre meno curate ed illuminate, i muri lasciati al loro grigio squallore del cemento, il poco verde e perdippiù fuori luogo, le piazze, grandi spazi freddi adibite a parcheggio, i monumenti eretti per abbellire i nostri luoghi, nonchè per lasciare quel segno indelebile della nostra cultura contemporanea che segni il nostro passaggio, come statue, fontane, sculture etc. ( se non fosse per quelli ereditati ), sono pochissimi o inesistenti e ancora, molti palazzi pubblici e di culto abbandonati al loro destino e, si potrebbe continuare ancora a lungo. Ma anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo il dovere di porre maggiore attenzione e cura su tutto ciò che è di nostra proprietà, dando più importanza all'immagine, come ad esempio le pareti esterne delle nostre case, tinteggiate con gusto e nel rispetto del contesto in cui si trovano, dando lo stesso decoro che si dà per quelle interne; ai nostri balconi, curati con belle ringhiere e abbellite con fiori ornamentali; dai nostri marciapiedi, ai giardinetti, ordinati e puliti, e poi ancora ai negozi e alle loro vetrine che somigliano sempre più a bazar orientali piuttosto che ad eleganti spazi, degni della cultura occidentale. La mia speranza, è che un giorno, spero non molto lontano, girando tra le nostre cittadine, possiamo goderne veramente di quella emozione che ci da la cura dell'estetica, dalle strade, vicoli e piazze, alle nostre case, piccole o grandi che siano.  

Santa Maria è il fiore all'occhiello della storia antica di Colobraro, sorta quasi certamente nel IX -X secolo d.C., ad opera dei monaci basiliani. Portava in antico il nome di Santa Maria di Cironofrio, dell'Abate fondatore della laura Kir Onofrio, superiore del piccolo eramo, il che in un certo senso fa il pari con il vicino paese di Cersosimo, anche questi fondatore di detto paese.
Che la valle del Sinni fosse un luogo dove i monaci basiliani si insediarono in numero notevole dopo la persecuzione in Grecia dell'imperatore Leone III Isauro, è un fatto di cultura e di conoscenza nota a gli abitanti della zona. Ripercorrere l'intera storia della Laura di Santa Maria della Neve è cosa troppo lunga ed in parte anche complessa. Basti dire che dalla sua remota origine medievale è giunta dopo molte vicende fino a noi. La chiesetta aveva bisogno di radicali restauri, cosa che è stata sapientemente voluta, promossa e infine curata dalla sensibilità dell'attuale parroco don Francesco Guarino.
Giovedì 5 giugno il vescovo di Tursi Lagonegro dopo tanti anni ha potuto consegnare il Tempio a la Vergine all'adorazione dei fedeli. All'interno del quale è stata collocato una iscrizione in marmo, a riconoscere i meriti di chi,attraverso difficoltà di ogni genere, è riuscito a volerne il restauro, per affidare la storica chiesetta all'attenzione ed all'amore dei colobraresi.
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