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Continua da pagina 22 Evidentemente però la sua eroina
rispondeva alle aspettative del pubblico: tra il 1802 ed il 1843 fu
rappresentata ben 241 volte solo in Francia e Germania!
Giovanna fu una delle pochissime figure in auge durante la Rivoluzione, a
non subire alcun rovescio di fortuna ne' in epoca napoleonica, ne'
durante la Restaurazione, in cui anzi si sentì l'esigenza di dare
finalmente all'eroina uno spessore storico, cui contribuirono
soprattutto Michelet, Görres e Quicherat, che in cinque grossi volumi
editi tra il 1841 ed il 1843 pubblicò i verbali del processo di condanna
del 1431 e quello di riabilitazione del 1849.
Inutile dire che il principe Carafa non poté mai attingere a questo
materiale… e forse non desiderava neppure farlo! La sua opera precede di
vent'anni la storicizzazione di Giovanna e s'avvale della
collaborazione di due librettisti francesi. de Théaulon et A.Dartois. Per
Carafa più che per chiunque altro Giovanna era la pulzella d'Orleans!
Ma che cos'era successo in definitiva ad Orleans?
Piacesse o no agli storici, un miracolo.
Giovanna aveva liberato una città assediata dal 12 ottobre 1428, senza
contravvenire a nessuna delle "sue"regole di guerra giusta, così
come la suggerivano le voci: onesta, dichiarata, leale; aveva inviato già
il 22 marzo una lettera agli inglesi, intimando loro d'arrendersi, visto
che erano in torto, era giunta nella città assediata come una liberatrice
il 29 aprile ed aveva organizzato subito diremmo oggi "intense veglie
di preghiera" per chiedere un intervento diretto da parte di Dio.
Sabato 7 maggio aveva rincuorato le truppe con la notizia che l'indomani
ricorreva la festa di San Michele Arcangelo, la più importante delle sue
"guide" e con una
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rapida
sortita aveva condotto il suo esercito
raccogliticcio ai piedi delle "Tourelles".
Si indicavano con tal nome le fortificazioni del ponte sulla Loira che gli
inglesi avevano trasformato nel proprio quartier generale, circondandole
di spaventose macchine d'assedio: torri mobili realizzate in legno con cui
contavano di dar l'assalto alle mura cittadine. Il piano di Giovanna era
semplice e coraggioso: arrivare ai piedi delle torri ed incendiarle, ma si
trattava d'avanzare sotto una vera e propria pioggia di frecce, Giovanna
stessa fu ferita ad una spalla e rifiutò "d'incantare la piaga"
come s'usava allora, insistendo per essere curata solo fisicamente. Si
raccolse in preghiera e quando raggiunse l'esercito colse la vittoria
promessa al mattino con tranquilla fermezza. L'indomani la popolazione in
festa uscì dalle mura e si recò in processione alle "Tourelles"
dicendo ai suoi di non vibrare neppure un colpo, in onore di "santa
domenica" effettivamente gli Inglesi non avevano ancora sgombrato del
tutto, ma quando li videro arrivare fuggirono disordinatamente.
Da quel giorno per sempre Orleans si considerò la sua città e quando gli
inglesi la giustiziarono offrì asilo alla madre affranta, del tutto
incurante di un'eventuale riabilitazione. I festeggiamenti iniziano il 29
aprile e si susseguono fino all'8, che, inutile dirlo, è considerato
festivo; risalgono al 1430 e non furono mai interrotti:!
Al margine dei documenti cittadini che raccolgono queste testimonianze è
schizzato anche il suo primo ritratto: una figuretta di fanciulla con
spada e stendardo che sembra quasi un fumetto.
Sarebbe bello che questo schizzo illustrasse la locandina dell'opera di
Carafa, perché in qualche modo arcano si somigliano.
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