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A quel modesto tentativo di storia colobrarese attraverso
i tempi, dal medioevo in poi fino ai nostri giorni, come risulta evidente
dal mio libro "Colobraro un paese una storia una cultura" stampato
nel 1992 e poi con edizione successiva riveduto, corretto ed ampliato dove
possibile, fondando il tutto sulla scorta di alcuni punti fermi acquisiti, a
partire dall'oscuro medioevo, conviene necessariamente aggiungere quanto si
è riuscito ad apprendere in questi ultimi tempi attraverso gli studi e
ricerche archeologiche condotte da una equipe di studiosi con a capo il
prof. Lorenzo Quilici, dell'Università di Bologna.
È stata portata luce storica specie sulla prima vita della popolazione
insediatasi nel territorio colobrarese. Si tratta di elementi
sufficientemente attendibili, per non dire quasi certi, che riguardano la
conoscenza protostorica e storica del territorio e vengono a costituire
quelle informazioni a cui come si sa, chi tratta di storia deve pur
risalire.
Si sa bene che storia è tutto ciò di cui si è abbastanza certi,
comprovato da varie fonti e quindi passato poi in quello che si riporta
abitualmente, divenuto poi patrimonio tradizionale, con solo alcuni momenti
che restano un po' in ombra e che difficilmente potranno essere colmati.
Al volume da me composto e poi stampato nel 1982 pubblicato col contributo
della Banca di Credito Cooperativo di Colobraro e Valsinni, deve essere premesso come necessaria
integrazione quanto si è venuto a conoscere nel tempo attraverso i volumi
pubblicati da Lorenzo Quilici e che riguardano tutto il territorio
della
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valle
del Sinni, editi qualche anno fa e recanti una notevole informazione su
paesi posti nella vallata del fiume, si può dire dalle zone della
sorgenti fino alla foce.
Per quel che riguarda Colobraro, se ne danno notizie nel fascicolo n. 3
della Carta Archeologica della Valle del Sinni e se ne individuano nel 66
siti, tutti descritti ed illustrati dai vari studiosi partecipanti alle
ricerche.
Zona particolarmente ricca di elementi storico-archeologici è quella che
va da Sant'Antuono a sud ovest del fiume e che poi sale gradualmente fino
a raggiungere le propaggini del colle su cui è posto il paese.
Si dà per certo che i primi insediamenti abitativi fossero proprio
terreni a valle, posti nella cosiddetta imboccatura del Sinni, il quale
presenta chiaramente zone alluvionali e larghi strati di aree coltivabili.
È il primo lembo del paese e la cosa appare abbastanza documentata, se si
arriva persino a dire che all'interno di tale territorio dovevano
collocarsi la leggendaria città di Lagaria (altri la collocano altrove,
anzi ben lontana da dove la si vorrebbe da alcuni).
Tutto questo a partire da terzo secolo dopo Cristo, con altri siti posti
nelle immediate vicinanze. Colobraro, quindi avrebbe circa
diciassette-diciotto secoli di storia per giungere fino ad oggi. In tali
secoli si pone l'intero percorso di vita e di eventi dell'abitato del
paese, con periodi più e meno densi di storia che riguardano l'intero
territorio, quello abitativo urbano e quello periferico in genere. |