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COLOBRARO ARCHÈ 
di Francesco Luca Bernardo

Tra Pollino e  Jonio
Colobraro, nel Basso Sinni

A chi appartieni? Questo è l'incipit di un anziano che incontra un giovane sconosciuto a Colobraro. Questi se la caverà se ha origini del luogo, pronunciando il soprannome di famiglia, una sorta di patronimico che identifica univocamente gli appartenenti a un certo lignaggio. Ma se si fermasse a riflettere? Noi Colobraresi, nello scenario più generale dovuto allo spopolamento e alla disgregazione sociale, viviamo un problema di identità.
Siamo lucani o basilischi, innanzitutto? Certi documenti antichi, poi, ci riportano nei confini amministrativi della Calabria citeriore! Diciamo che ci sentiamo Lucani, degni di una storia plurimillenaria di genti che hanno resistito a Roma rifugiandosi sulle alture e conquistato Paestum; frutto poi di una commistione tra italioti ed elleni che ci ha reso certi caratteri somatici e culturali, riscontrabili nel dialetto e in tante credenze popolari.
Geograficamente, tuttavia, Colobraro si trova nel Basso Sinni: comprendente Valsinni, Rotondella, San Giorgio, Nova Siri paese e Tursi. Non è compreso, però, nel Parco Nazionale del Pollino, né i 25 minuti di auto che lo separano da Policoro possono farlo ritenere costiero. Siamo del Basso Sinni, appunto. O del Senisese? Rientriamo anche in questa ultima classe di omogeneità infatti. Ora, attraverso il trasporto privato e la proiezione verso lo sviluppo costiero, sembriamo più vocati a relazionarci col metapontino. Da un punto di vista socio-culturale, la questione è estremamente complessa e delicata.
Di tutto ciò Noi non faremo che analizzare gli aspetti fisici e materici, di cui certe questioni sono conseguenza e a volte origine: l'Architettura e l'Urbanistica saranno al centro delle nostre attenzioni.
La rubrica che si apre con questo articolo vuole condurre il lettore alla ricerca di una identità Colobrarese e del Basso Sinni, attraverso la lettura semantica e l'analisi di certi caratteri fisici e rappresentativi del territorio antropizzato, delle sue modificazioni e delle architetture. Senza alcuna forzatura, ma solo prendendo dagli studi e dalle fonti documentarie – storiche – archivistiche, il lettore potrà conoscere una prospettiva nuova di Colobraro e del Basso Sinni.
Non riteniamo indispensabile che la nostra storia e il nostro habitat siano organici, logici o coerenti con l'idea che ce ne siamo fatti;  proviamo innanzitutto a conoscerli, per sentircene parte e

 

per saperne governare i processi di trasformazione, acchè lo Sviluppo Umano e Sostenibile non sia solo la moda di inizio millennio, ma una filosofia da cui muovere pratiche di gestione e di approccio che sappiano conciliare progresso e tradizione. Genius loci, isomma, non Genius porci. Riconoscendoci in qualcosa, fosse anche la pietra di cui sono fatte le nostre case, ci sentiremo parte di essa e la cureremo; faremo sì che sia tramandata alle generazioni future e che abbia una storia umana, sociale e di sviluppo da raccontare.
Non è la solita retorica sulle potenzialità sprecate, ma solo sano realismo se notiamo quante e quali politiche di sviluppo e di salvaguardia sono state applicate con successo altrove e potrebbero essere imitate da Noi. Le misure concrete si svolgono su un popolo preparato a tradurle in azioni virtuose per sé e per il suo habitat. Non vogliamo sembrare didascalici, ma inizieremo proprio parlando degli aspetti geografici e urbanistici più rilevanti della nostra Colobraro e, in seguito, avremo modo di approfondire alcune tematiche da un punto di vista tecnico-scientifico, sempre con un occhio allo sviluppo futuro e il cuore alla salvaguardia dei caratteri identitari che il nostro territorio ancora offre.
Colobraro è situato in Basilicata tra il 40° e il 41° parallelo e tra il 15° e il 17° meridiano, nell'Italia meridionale.
E' un piccolo centro abitato del primo entroterra Jonico, in provincia di Matera, situato su un'altura in posizione dominante la valle del fiume Sinni, a 650 mt sul livello del mare.
Il territorio comunale si estende per circa 65,91 kmq, in massima parte montuoso.
Valle Sinni e valle Agri, a medio corso e nella parte quasi estrema dei due fiumi, racchiudono, infatti, un vasto territorio montuoso-collinare diviso tra i comuni di Colobraro, Tursi e Sant'Arcangelo; in prevalenza, però, la zona più consistente di tale irregolare rilievo appartiene al comune di Colobraro e culmina nei monti Sant'Arcangelo (mt 858), Serra Cortina (mt 780) e Monte Calvario (mt 789), al quale è addossato il paese.
Il territorio di Colobraro non comprende frazioni e confina a Nord con il comune di Tursi, a Sud con il comune di Valsinni, separato da questo dal fiume Sinni, ad Est con il limite naturale del fiume e ad Ovest con il comune di Sant'Arcangelo.

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