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Tra Pollino e Jonio
Colobraro, nel Basso Sinni
A chi appartieni?
Questo è l'incipit di un anziano che incontra un giovane sconosciuto a
Colobraro. Questi se la caverà se ha origini del luogo, pronunciando il
soprannome di famiglia, una sorta di patronimico che identifica univocamente
gli appartenenti a un certo lignaggio. Ma se si fermasse a riflettere? Noi
Colobraresi, nello scenario più generale dovuto allo spopolamento e alla
disgregazione sociale, viviamo un problema di identità.
Siamo
lucani o basilischi, innanzitutto? Certi documenti antichi, poi, ci
riportano nei confini amministrativi della Calabria citeriore! Diciamo che
ci sentiamo Lucani, degni di una storia plurimillenaria di genti che hanno
resistito a Roma rifugiandosi sulle alture e conquistato Paestum; frutto poi
di una commistione tra italioti ed elleni che ci ha reso certi caratteri
somatici e culturali, riscontrabili nel dialetto e in tante credenze
popolari.
Geograficamente,
tuttavia, Colobraro si trova nel Basso Sinni: comprendente Valsinni,
Rotondella, San Giorgio, Nova Siri paese e Tursi. Non è compreso, però,
nel Parco Nazionale del Pollino, né i 25 minuti di auto che lo separano da
Policoro possono farlo ritenere costiero. Siamo del Basso Sinni, appunto. O
del Senisese? Rientriamo anche in questa ultima classe di omogeneità
infatti. Ora, attraverso il trasporto privato e la proiezione verso lo
sviluppo costiero, sembriamo più vocati a relazionarci col metapontino. Da
un punto di vista socio-culturale, la questione è estremamente complessa e
delicata.
Di
tutto ciò Noi non faremo che analizzare gli aspetti fisici e materici, di
cui certe questioni sono conseguenza e a volte origine: l'Architettura e
l'Urbanistica saranno al centro delle nostre attenzioni.
La
rubrica che si apre con questo articolo vuole condurre il lettore alla
ricerca di una identità Colobrarese e del Basso Sinni, attraverso la
lettura semantica e l'analisi di certi caratteri fisici e rappresentativi
del territorio antropizzato, delle sue modificazioni e delle architetture.
Senza alcuna forzatura, ma solo prendendo dagli studi e dalle fonti
documentarie – storiche – archivistiche, il lettore potrà conoscere una
prospettiva nuova di Colobraro e del Basso Sinni.
Non
riteniamo indispensabile che la nostra storia e il nostro habitat siano
organici, logici o coerenti con l'idea che ce ne siamo fatti;
proviamo innanzitutto a conoscerli, per sentircene parte e
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per
saperne governare i processi di trasformazione, acchè lo Sviluppo Umano e
Sostenibile non sia solo la moda di inizio millennio, ma una filosofia da
cui muovere pratiche di gestione e di approccio che sappiano conciliare
progresso e tradizione. Genius loci, isomma, non Genius porci.
Riconoscendoci in qualcosa, fosse anche la pietra di cui sono fatte le
nostre case, ci sentiremo parte di essa e la cureremo; faremo sì che sia
tramandata alle generazioni future e che abbia una storia umana, sociale e
di sviluppo da raccontare.
Non
è la solita retorica sulle potenzialità sprecate, ma solo sano realismo se
notiamo quante e quali politiche di sviluppo e di salvaguardia sono state
applicate con successo altrove e potrebbero essere imitate da Noi. Le misure
concrete si svolgono su un popolo preparato a tradurle in azioni virtuose
per sé e per il suo habitat. Non vogliamo sembrare didascalici, ma
inizieremo proprio parlando degli aspetti geografici e urbanistici più
rilevanti della nostra Colobraro e, in seguito, avremo modo di approfondire
alcune tematiche da un punto di vista tecnico-scientifico, sempre con un
occhio allo sviluppo futuro e il cuore alla salvaguardia dei caratteri
identitari che il nostro territorio ancora offre.
Colobraro è situato
in Basilicata tra il 40° e il 41° parallelo e tra il 15° e il 17°
meridiano, nell'Italia meridionale.
E' un piccolo centro
abitato del primo entroterra Jonico, in provincia di Matera, situato su
un'altura in posizione dominante la valle del fiume Sinni, a 650 mt sul
livello del mare.
Il territorio comunale si
estende per circa 65,91 kmq, in massima parte montuoso.
Valle Sinni e valle Agri, a
medio corso e nella parte quasi estrema dei due fiumi, racchiudono, infatti,
un vasto territorio montuoso-collinare diviso tra i comuni di Colobraro,
Tursi e Sant'Arcangelo; in prevalenza, però, la zona più consistente di
tale irregolare rilievo appartiene al comune di Colobraro e culmina nei
monti Sant'Arcangelo (mt 858), Serra Cortina (mt 780) e Monte Calvario (mt
789), al quale è addossato il paese.
Il territorio di Colobraro
non comprende frazioni e confina a Nord con il comune di Tursi, a Sud con il
comune di Valsinni, separato da questo dal fiume Sinni, ad Est con il limite
naturale del fiume e ad Ovest con il comune di Sant'Arcangelo.
continua
a pagina 23
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