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Uomini nella Storia di Colobraro (Leonardo Altieri)
di Pietro Giovanni Lucarelli

Leonardo Altieri, nato a Colobraro verso la metà dell'Ottocento, da giovane visse una vita sana, da benestante, quale agiato agricoltore che aveva proprietà: al Pisciottolo, all'Oliveto, nella zona dell'Ischia e verso la parte centrale dello stesso fiume, ove possedeva un terreno irriguo, (tutte queste contrade si trovano in  agro di Colobraro).
Un giorno Leonardo lavorando nei campi e sorpreso da un improvviso temporale fu colpito da un fulmine, rimanendo ferito gravemente ad una gamba; la ferita, non curata appropriatamente per lungo tempo, lo portò in fin di vita, però ne guarì dopo aver fatto voto a Sant'Antonio, di cui era molto devoto, come riferisce la nipote Signora Lucia Altieri Di Pizzo al nostro Storico Prof. Michele Crispino; la sua vocazione per il Santo di Padova lo guarisce e da miracolato si interessò alla riapertura del locale convento ove esiste un tempio dedicato a

Sant'Antonio.
Leonardo alienando tutti i suoi beni, e si mise a girare a piedi per le campagne e paesi vicini questuando, finché riuscì a portare a termine la sua infaticabile opera di restauro e di completamento del convento francescano.
Il convento fu riaperto al culto tra il 1884 e il 1890. L'Altieri, vista la magnificenza della sua opera e la benevolenza della cittadinanza si convinse  a prendere i voti, morendo quindi da francescano nel 1910, considerato da tutti amorevolmente "beato", da qui l'attribuzione da parte dei paesani alla famiglia Altieri ancora oggi del soprannome "bëètë", questo le deriva appunto dal vecchio nonno Leonardo che tutti chiamavano con ammirazione e rispetto beato.  
Detta figura, fa rivivere ancora oggi dopo tanti decenni un alone di fede all'intera comunità che ha sempre contraddistinto i componenti di tale famiglia rispettata e benvoluta da tutti.

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