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L'ISOLA DELLE SIRENE
di Michele Crispino

È una terra, un'isola posta in alto mare, eppure abbastanza vicina a noi, che si raggiunge senza molta fatica più di una volta al giorno, da povero Ulisse quale tu sei o quale semplice navigante smarrito nel vasto oceano della vita.
Tu stesso le hai dato questo nome che richiama le lettere ed il fascino di un tempo, e tale essa ti appare e si mostra, allettante più di ogni altro luogo e sito del mondo abitato.
Non è però l'isola in cui tu vorresti vivere per sempre, in un eterno oblio, lontano dal mondo, dai rumori esterni e da quelle risse cristiane come la chiama il poeta Montale, e che ti provano e ti riprovano, amareggiandoti fortemente l'esistenza.
Il contrasto non manca, specie quando ci si ritrova in due, spesso più di due; quindi anche tu vi svolgi la tua parte, apportando un contributo non secondario di partecipazione.
Non presentarti pertanto nei panni dell'agnello innocente, visto che anche tu possiedi i denti e gli artigli, strappi, mordi, laceri e sbrani, ferendo mortalmente.
La chiamano isola delle sirene, perché svolge sia pure a distanza una funzione benefica, distensiva, catartica, alla quale vorresti sempre sottoporti, in quanto ciò che fai per approdarvi appartiene all'ordine naturale delle cose, quelle che più o meno compiono tutti i giorni gli altri, cioè creature semplici ed anche esseri privilegiati, i quali non riescono a sottrarsi al fascino ammaliatore, al canto irresistibile delle abitatrici dell'isola.

A questo punto, per evitare una direzione sbagliata oppure un senso unico, si può dire che in tale isola l'approdo è abbastanza agevole, facile; basta soltanto volerlo, ed una volta ivi approdato, non è più possibile tirarsi indietro e riprendere la natura di una volta, per ridiventare uomini come tutti gli altri che abitano nel continente, nella terra ferma.
Trovi in essa una vita comoda, gradita, aperta a tutte le lusinghe, a tutte le conquiste possibili all'uomo privo di scrupoli e di ritegni, il quale si è lasciato sedurre ed incantare dalla dolcezza dei canti emessi a più voci dalle abitatrici dell'isola.
Di queste vi è quella che ti propone il dominio del mondo, delle cose, degli esseri e creature ragionevoli ( quelle irragionevoli non esistono affatto, perché non vi è posto per esse), c'è poi quella che ti promette una nuova e diversa posizione sociale, la migliore possibile, facendoti superare d'incanto ed in brevissimo tempo ogni ostacolo ed impedimento, conducendoti per una scorciatoia che soltanto in pochi riescono ad imboccare e poi proseguire sicuri fino al raggiungimento della meta desiderata; vi è anche quella che ti farebbe venire a capo di una questione insormontabile, infine quella che ti aiuterebbe ad infrangere qualsiasi barriera umana, persino la morte.
Ma tu, intrepido e fermo, resisti e non cedi a nessuna delle sirene allettatrici, perché sarebbe, in caso contrario, il tuo inevitabile naufragio e morte conseguente.

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