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Uomini nella Storia di
Colobraro (I DONNAPERNA)
di Pietro Giovanni Lucarelli
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Stemma
gentilizio dei Donnaperna
Donnaperna è un casato mobilissimo milanese; voler
studiare e trascrive le imprese di questa famiglia trapiantata in lucani
all'inizio del 1600, e precisamente nella cittadina di Tursi bisogna
coprire un arco di tempo di quattro secoli.
Noi partiamo dall'elenco del registro, a
cui spetta il titolo di Mr. (Marchese) di Colubrano che è il discendente
primogenito di Gennaro, legalmente riconosciuto in tale titolo nel 1851; a
lui spetta il titolo Nobiliario col predicato di Mr. di Colubrano e a tutti
gli altri discendenti per linea maschile con trasmissibilità (mf) per
maschi e personale per le femmine.
Per questa ragione e soprattutto per il
fatto che Gennaro, figlio di Giulio Cesare è nato in Colobraro il 28 marzo
1795. Confermato Marchese di Colobraro il 6 ottobre del 1851, anche se
Giulio Cesare fu nominato nel 1797 Marchese di Colubrano. Gennaro si sposò
il 6 novembre del 1825 con Clarice Marcone, ricca ereditaria di Senise, città
dove visse fino alla morte. Da questo matrimonio nacque numerosa prole:
Giulio Cesare, Felicia, Maddalena, Antonio, Filomena, Concetta, Eleonora,
Giuseppe Francescantonio e Nicola.
Gennaro, inoltre, ereditò tutta una vasta
proprietà dai fratelli della moglie: Antonio e Francescantonio Marcone,
accrescendo in tal modo il suo già considerevole patrimonio e dando inizio
alla dinastia dei Donnaperna in Senise.
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Egli vendette le sue terre di Colobraro, nelle contrade Sirianni e Pisciottolo a Giuseppe Antonio Breglia.
Mentre ci occupiamo ancora più volentieri
di tracciare il profilo biografico di Michele, fratello di Filippo e di
Gennaro, pure nato e poi sposato in Colobraro con una colobrarese, Felicia
Buccolo, da questo matrimonio ebbe Rosalinda nel 1820 e Olimpia nel 1822.
Olimpia sposò nel 1842 il nobile tursitano
Nicola Brancalasso, barone di Episcopia: da questa unione nacque
Andrea nel 1843.
Michele è quello che ha soggiornato in
Colobraro più di tutti i Donnaperna che hanno avuto il titolo di Marchese e
lo stesso feudo, anche se qualcuno asserisce che non fu mai completamente di
questa famiglia, ma era condiviso con altri parenti come i Carafa, i
Brancolasso ed altri ancora.
È di Michele però il merito di ridare ai
colobraresi la libertà di organizzarsi ed avere la conduzione privilegiata
dei terreni feudali, proprio come la legge napoleonica prescriveva, cioè
dare al conduttore del campo la possibilità di acquistarne il possesso,
vale a dire ottenere maggiori guadagni per la conduzione, che era fissata a
tre parte dei guadagni per il conduttore ed una per il proprietario.
Michele Donnaperna era dunque un uomo mite, si calava nelle situazioni dei
suoi popolani, aveva rinunciato volentieri ai privilegi baronali e trattava
la gente con dovuto rispetto lasciando loro la libertà di agire secondo le
nuove leggi.
Come tutti i miti Michele non lascia ai posteri un proprio lignaggio e
comportamento tipico da nobile del tempo, ma un ricordo piacevole e da buon
padre di famiglia le sue due figlie ne sono la conferma, infatti esse aderiscono
al repubblicanesimo e alle nuove idee che la società produce.
Per chi vuole approfondire ancor più la grandezza di questa famiglia si
rimanda al volume di Rocco Bruno "I Donnaperna Marchesi di
Colobraro".
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