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UN PROGETTO ANNUNCIATO E MAI REALIZZATO
di Pietro Giovanni Lucarelli

Nel 1990 con l'elezione del 6 e 7 maggio a Colobraro veniva premiata la Lista n. 2 "Uniti per Crescere", capeggiata da Alfredo Castelluccio. Appena insediatisi i nuovi eletti, la loro prima volontà fu quella di fare qualcosa per valorizzare tutte le risorse culturali passate e presenti nella comunità amministrata, per dare una svolta verso il turismo culturale e non essere legati alla sola primitiva vocazione pastorale da sempre riconosciuta al proprio territorio. A motivo di questo fu delegato il consigliere Pietro Giovanni Lucarelli alla carica di Assessore alla Cultura, allo Sport, al Turismo, alle Pubbliche Relazioni, alla Polizia Urbana, alla Nettezza Urbana e ai Dipendenti Esterni, ritenuto il più libero da impegni di lavoro e il più incline a uno studio del genere.
C'è da confessare, però, che quel consigliere è l'autore del presente articolo.
Esaminammo tutte le possibilità,  ve ne erano molte, e ve ne sono tutt'oggi, idonee a far sviluppare un turismo mirato.
L'idea più accattivante fu quella di realizzare un Museo  multimediale, ove ascoltare le musiche del principe compositore dell'800, Michele Enrico Carafa.
Ma per far questo occorrevano dei locali idonei e prestigiosi che il comune al momento non aveva, furono però individuati nelle sale del vecchio castello Carafa, proprio della famiglia del grande compositore in parola.
Nei primi anni della detta amministrazione si ottenne la conferma del finanziamento per la ristrutturazione del vecchio castello, ma non fu mai stanziata alcuna somma dagli enti competenti.
Visto che i finanziamenti non arrivavano si preferì istituire il Parco Musicale dedicato a Michele Enrico Carafa, proprio per incominciare a reperire il materiale necessario e poi realizzare il progetto individuato.

Detto Parco fu inaugurato nel novembre del 1994. Sono passati da quella data 12 anni, e quella istituzione sancita con delibera del Consiglio Comunale non è veramente mai decollata, ed ancora oggi non si sa cosa fare di tale iniziativa, anzi oggi si parla di una  fondazione Carafa ma del desiderato museo multimediale, che doveva sorgere ed avere una sua sede con delle sale attrezzate per l'ascolto in stereofonia o filodiffusione delle musiche di Michele Enrico Carafa, con proiezioni di spartiti originali autografi del grande compositore, fraterno amico di Gioacchino Rossini, nulla di fatto. E nulla è stato fatto per richiamare l'attenzione di un turismo culturale, anzi si ignora persino l'idea da me lanciata in quella prima riunione di 16 anni fa, avvenuta appunto nel 1990.
L'iniziativa doveva servire soprattutto a portare gente a Colobraro e bloccare così le prime avvisaglie di una nuova emigrazione.
Al Parco musicale è legato anche il progetto Auditorium proposto dall'Architetto Rosa Carafa discendente dei principi Carafa di Colobraro qualche anno fa consegnato all'attuale amministrazione comunale, che  non ha fatto riaccendere per niente le speranze di chi in dette cose credeva.
Dunque, anche questa volta nulla si è fatto e la nuova delibera del Consiglio Comunale numero 28 del 28/11/2005 che istituisce la fondazione Carafa, dà l'esatta dimensione della volontà di concretizzare un'azione, cioè credere fino in fondo allo sviluppo culturale di un'area ben definita, quale è quella della Valle del Sinni e dell'Agri, ove non si fruisce di strutture musicali di grado elevato come quella che si voleva realizzare a Colobraro, visto che il bacino di utenza supera i 60.000 abitanti nelle due prestigiose Valli.

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