|
continua da
pagina
19
Per Israele, per i Greci, ma anche per lo stesso proletariato latino,
l'Impero rappresentava il peggior nemico in assoluto, ma c'erano anche
valori locali che la chiesa nascente approvava e promulgava: la sobrietà,
la sopportazione stoica del dolore la fedeltà alla parola data.
I romani dell'antica gloriosa repubblica erano persone virtuose e solo le
ricchezze dell'impero avevano sedotto gli animi… si diffuse la
convinzione che sotto Augusto l'attesa messianica di uomini illuminati
come Virgilio preludesse già ai valori cristiani e solo l'avidità dei
successivi imperatori avesse rovinato tutto. La progressiva identificazione
operata dai predicatori fra l'impero Romano e Satana, soprattutto per quanto
riguarda i simboli materiali dell'idolatria, come le statue degli dei ed i
loro troni, trovò gli ascoltatori pienamente consenzienti. Il diavolo
eredita i caratteri delle divinità pagane, con un gusto per l'orrido da
"Bestiario" medievale: ha il colore delle tenebre, grandi corna di
cervo, ed è solito cucinare i dannati in un calderone che ha precedenti
nella storia celtica e greca, ma non certo nella Bibbia.
Con l'opera della Murray "II dio delle streghe", tradotto in
italiano nel '72, parte un itinerario di matrice agricola per ricostruire le
fattezze di un dio cornuto: muove dall'immagine della caverna di Ariège in
Francia, appartenente al tardo paleolitico, per arrivare nell'età del
bronzo in Egitto, Mesopotamia ed India, fino al Minotauro cretese, nella cui
uccisione è visto un rito sacrificale. In Europa il dio fu rappresentato,
sempre secondo la Murray, con corna di bue, montone, caprone e cervo,
presenziava a caratteristiche feste-orge per la fertilità che si tenevano
nei periodi in cui cambiava la stagione e che vennero poi bollate come
sabba. Più che per le colorite fattezze del demonio, che nei vangeli era
semplicemente uno spirito inquieto e responsabile di "possessioni" per
nulla pittoresche, la demonizzazione di divinità ritenute positive o
innocue fu un grave motivo d'ambiguità per la gran massa dei fedeli e si
affiancò all'inquietante culto dei martiri e delle reliquie,
superstizione del tutto sconosciuta prima delle persecuzioni, che scavò tra
cielo e terra un vasto spazio popolato di diavoli e santi perennemente
pronti ad azzuffarsi fra loro per il possesso d'un'anima del tutto
ignara.
Il fatto che il cristianesimo nascente fosse tutto volto all'aldilà aveva
lasciato intatte tutte le leggi pagane relative alla vita quotidiana:
matrimonio, leggi familiari, salute privata e pubblica, gestione delle
imprese e servizio militare… tutto continuava a svolgersi di fatto secondo
una tradizione secolare, che era stata corretta solo per gli aspetti che più
direttamente contrastavano col Vangelo, lasciando intatti gli altri. Gli
innumerevoli dei che il paganesimo aveva affiancato alla vita quotidiana si
trasformarono progressivamente in angeli e santi, mentre i fallimenti,
indipendentemente dalla loro causa effettiva, erano da attribuirsi ad un
intervento demoniaco.
Tutto ciò naturalmente va riferito soltanto alla massa, perché a livelli
diversi era viva una concezione del demonio come forza esclusivamente
interiore, basta pensare alle "Confessioni" di Sant'Agostino.
Ma la caratteristica della nuova religione era proprio quella di non voler
formare una classe specifica di asceti, ne' di voler isolare un popolo
eletto, qual era stato l'intento della religione ebraica, ma di portare la
parola a tutti, indipendentemente da ogni segno esteriore di interesse, come
indica espressamente il mandato apostolico: "Andate per tutto il mondo.
predicate il vangelo ad ogni creatura" (27 - Marco 16,15)
Nessuna scelta d'eletti o di iniziati dunque, anzi, quasi un ritorno a quel
linguaggio universale compreso anche dagli animali che, comune agli sciamani
ed al mitico Orfeo, fu praticato dallo stesso Francesco d'Assisi.
Naturalmente c'era anche una piccola folla di cristiani ferventi che
desideravano applicare con più fervore la morale, e si ritiravano dal mondo
per vivere con maggior austerità, ma questo non impediva che il
cristianesimo continuasse ad essere proposto e
|
praticato anche da tutti gli
altri. La gente capiva davvero? Naturalmente questo allargamento della base
era motivo di debolezza intellettuale a cui non era facile porre rimedio
senza ricadere in forme di esclusione e selezione.
Nel cristiano medio si determinò con tutta probabilità un abbassamento del
livello di autocoscienza individuale, a cui si sovrappose anche
l'isolamento in cui si trovarono a vivere la maggior parte dei fedeli
nell'alto medioevo e la netta distinzione che andò scavandosi tra
sacerdoti e laici man mano che si formarono i grandi complessi monastici. Se
l'ebreo medio conosceva a memoria i libri salienti della Bibbia, questo
sapere andò man mano scemando tra i cristiani che sceglievano di restare
nel mondo, soprattutto fra le donne. Il fenomeno della Clausura interessa in
un primo tempo solo le famiglie nobili, per cui la maggior parte delle
fanciulle del medioevo, sposate giovanissime, si trovarono ad affrontare i
rischi del parto e l'allevamento della prole alla luce non già degli
insegnamenti che in questo campo dava il Levitico, bensì coi suggerimenti
delle levatrici locali, che spesso erano state addestrate nei templi delle
antiche dee madri, ed ecco un'altra piccola folla di dee trasformarsi in
sante, od ispirare episodi salienti della vita di Maria, per entrare a far
parte della vita di ogni giorno.
Quante volte la Madonna è apparsa nei luoghi sacri alle antiche dee?
Il fatto che con la conversione dell'imperatore Costantino il cristianesimo
diventasse religione di stato non mutò affatto la situazione, perché
questo passo era compiuto proprio in vista delle invasioni Barbariche, per
assicurare allo stato l'appoggio di quella che si era rivelata una grossa
forza di coesione. Ancora guerra, dunque, ed il rischio permanente chiudeva
la consapevolezza di una ambiguità personale, tanto comune ai tempi di
Cristo, per restituire all'uomo "quell'innocenza di guerra"
tipica dei cacciatori e dei guerrieri germanici, ma anche dei legionari
romani, ben convinti che le colpe fossero tutte del nemico. La convinzione
che il male fosse esterno, anzi avesse caratteristiche grottesche e
mostruose, andava diffondendosi sempre di più. La sensibilità medioevale
laica, espressa nelle epopee cavalleresche, è più vicina al mondo magico
degli sciamani che all'attuazione, ormai impossibile, della legge ebraica.
A questo va aggiunto il fatto che le rapide conversioni ottenute nei paesi
nordici, tra popolazioni che parlavano altre lingue, colorò di
cristianesimo usanze affatto pagane, costruendo chiese e celebrando riti tra
gente che poi continuava a comportarsi come prima. A differenza dei Romani
infatti i Barbari vivevano ancora in gruppi tribali e spesso la pace fra
loro era piuttosto relativa, limitata al periodo in cui le popolazioni erano
ancora troppo piccole rispetto al territorio perché i loro interessi
potessero scontrarsi direttamente. In questo caso, dato il carattere
estremamente semplificato del cristianesimo predicato dai primi missionari
in queste regioni, può darsi che i vari gruppi etnici si siano convertiti
pur conservando sostanzialmente la propria cultura di fondo e la propria
reciproca, latente, ostilità, esplosa poi, quando la crescita demografica
impose una scelta economica tra agricoltura e pastorizia nomade.
D'altra parte il cristianesimo medioevale aveva un bagaglio simbolico
complesso ed atto ai fraintendimenti: basta pensare alla croce, simbolo di
guerra dei Sassoni, che divenne un segno non solo sacro al cristianesimo, ma
atto ad esorcizzare i demoni. Sembra dunque verosimile pensare che il
cristianesimo, entrando in un mondo già diviso, fosse utilizzato come arma
dagli opposti schieramenti rappresentati dal mondo agricolo e da quello
pastorale: il primo vedeva in Cristo il dio morente, e nel banchetto
eucaristico la canonizzazione dei sabbath, i secondi adottavano il clima
epico delle epistole e dell'Apocalisse per dare un contenuto etico a quella
che era una lotta per la sopravvivenza. L'esistenza di questo opposto
schieramento interno starebbe a spiegare, per esempio, la fama di stregone
che ebbero molti sacerdoti cristiani.
continua a
pagina
21 |