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Com'è difficile comportarsi bene!
di Mary Falco

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Per Israele, per i Greci, ma anche per lo stesso proletariato latino, l'Impero rappresentava il peggior nemico in assoluto, ma c'erano anche valori locali che la chiesa nascente approvava e promulgava: la sobrietà, la sopportazione stoica del dolore la fedeltà alla parola data.
I romani dell'antica gloriosa repubblica erano persone virtuose e solo le ricchezze dell'impero avevano sedotto gli animi… si diffuse la convinzione che sotto Augusto l'attesa messianica di uomini illuminati come Virgilio preludesse già ai valori cristiani e solo l'avidità dei successivi imperatori avesse rovinato tutto. La progressiva identificazione operata dai predicatori fra l'impero Romano e Satana, soprattutto per quanto riguarda i simboli materiali dell'idolatria, come le statue degli dei ed i loro troni, trovò gli ascoltatori pienamente consenzienti. Il diavolo eredita i caratteri delle divinità pagane, con un gusto per l'orrido da "Bestiario" medievale: ha il colore delle tenebre, grandi corna di cervo, ed è solito cucinare i dannati in un calderone che ha precedenti nella storia celtica e greca, ma non certo nella Bibbia.
Con l'opera della Murray "II dio delle streghe", tradotto in italiano nel '72, parte un itinerario di matrice agricola per ricostruire le fattezze di un dio cornuto: muove dall'immagine della caverna di Ariège in Francia, appartenente al tardo paleolitico, per arrivare nell'età del bronzo in Egitto, Mesopotamia ed India, fino al Minotauro cretese, nella cui uccisione è visto un rito sacrificale. In Europa il dio fu rappresentato, sempre secondo la Murray, con corna di bue, montone, caprone e cervo, presenziava a caratteristiche feste-orge per la fertilità che si tenevano nei periodi in cui cambiava la stagione e che vennero poi bollate come sabba. Più che per le colorite fattezze del demonio, che nei vangeli era semplicemente uno spirito inquieto e responsabile di "possessioni" per nulla pittoresche, la demonizzazione di divinità ritenute positive o innocue fu un grave motivo d'ambiguità per la gran massa dei fedeli e si affiancò all'inquietante culto dei martiri e delle reliquie, superstizione del tutto sconosciuta prima delle persecuzioni, che scavò tra cielo e terra un vasto spazio popolato di diavoli e santi perennemente pronti ad azzuffarsi fra loro per il possesso d'un'anima del tutto ignara.
Il fatto che il cristianesimo nascente fosse tutto volto all'aldilà aveva lasciato intatte tutte le leggi pagane relative alla vita quotidiana: matrimonio, leggi familiari, salute privata e pubblica, gestione delle imprese e servizio militare… tutto continuava a svolgersi di fatto secondo una tradizione secolare, che era stata corretta solo per gli aspetti che più direttamente contrastavano col Vangelo, lasciando intatti gli altri. Gli innumerevoli dei che il paganesimo aveva affiancato alla vita quotidiana si trasformarono progressivamente in angeli e santi, mentre i fallimenti, indipendentemente dalla loro causa effettiva, erano da attribuirsi ad un intervento demoniaco.
Tutto ciò naturalmente va riferito soltanto alla massa, perché a livelli diversi era viva una concezione del demonio come forza esclusivamente interiore, basta pensare alle "Confessioni" di Sant'Agostino.
Ma la caratteristica della nuova religione era proprio quella di non voler formare una classe specifica di asceti, ne' di voler isolare un popolo eletto, qual era stato l'intento della religione ebraica, ma di portare la parola a tutti, indipendentemente da ogni segno esteriore di interesse, come indica espressamente il mandato apostolico: "Andate per tutto il mondo. predicate il vangelo ad ogni creatura" (27 - Marco 16,15)
Nessuna scelta d'eletti o di iniziati dunque, anzi, quasi un ritorno a quel linguaggio universale compreso anche dagli animali che, comune agli sciamani ed al mitico Orfeo, fu praticato dallo stesso Francesco d'Assisi. Naturalmente c'era anche una piccola folla di cristiani ferventi che desideravano applicare con più fervore la morale, e si ritiravano dal mondo per vivere con maggior austerità, ma questo non impediva che il cristianesimo continuasse ad essere proposto e

praticato anche da tutti gli altri. La gente capiva davvero? Naturalmente questo allargamento della base era motivo di debolezza intellettuale a cui non era facile porre rimedio senza ricadere in forme di esclusione e selezione.
Nel cristiano medio si determinò con tutta probabilità un abbassamento del livello di autocoscienza individuale, a cui si sovrappose anche l'isolamento in cui si trovarono a vivere la maggior parte dei fedeli nell'alto medioevo e la netta distinzione che andò scavandosi tra sacerdoti e laici man mano che si formarono i grandi complessi monastici. Se l'ebreo medio conosceva a memoria i libri salienti della Bibbia, questo sapere andò man mano scemando tra i cristiani che sceglievano di restare nel mondo, soprattutto fra le donne. Il fenomeno della Clausura interessa in un primo tempo solo le famiglie nobili, per cui la maggior parte delle fanciulle del medioevo, sposate giovanissime, si trovarono ad affrontare i rischi del parto e l'allevamento della prole alla luce non già degli insegnamenti che in questo campo dava il Levitico, bensì coi suggerimenti delle levatrici locali, che spesso erano state addestrate nei templi delle antiche dee madri, ed ecco un'altra piccola folla di dee trasformarsi in sante, od ispirare episodi salienti della vita di Maria, per entrare a far parte della vita di ogni giorno.
Quante volte la Madonna è apparsa nei luoghi sacri alle antiche dee?
Il fatto che con la conversione dell'imperatore Costantino il cristianesimo diventasse religione di stato non mutò affatto la situazione, perché questo passo era compiuto proprio in vista delle invasioni Barbariche, per assicurare allo stato l'appoggio di quella che si era rivelata una grossa forza di coesione. Ancora guerra, dunque, ed il rischio permanente chiudeva la consapevolezza di una ambiguità personale, tanto comune ai tempi di Cristo, per restituire all'uomo "quell'innocenza di guerra" tipica dei cacciatori e dei guerrieri germanici, ma anche dei legionari romani, ben convinti che le colpe fossero tutte del nemico. La convinzione che il male fosse esterno, anzi avesse caratteristiche grottesche e mostruose, andava diffondendosi sempre di più. La sensibilità medioevale laica, espressa nelle epopee cavalleresche, è più vicina al mondo magico degli sciamani che all'attuazione, ormai impossibile, della legge ebraica.
A questo va aggiunto il fatto che le rapide conversioni ottenute nei paesi nordici, tra popolazioni che parlavano altre lingue, colorò di cristianesimo usanze affatto pagane, costruendo chiese e celebrando riti tra gente che poi continuava a comportarsi come prima. A differenza dei Romani infatti i Barbari vivevano ancora in gruppi tribali e spesso la pace fra loro era piuttosto relativa, limitata al periodo in cui le popolazioni erano ancora troppo piccole rispetto al territorio perché i loro interessi potessero scontrarsi direttamente. In questo caso, dato il carattere estremamente semplificato del cristianesimo predicato dai primi missionari in queste regioni, può darsi che i vari gruppi etnici si siano convertiti pur conservando sostanzialmente la propria cultura di fondo e la propria reciproca, latente, ostilità, esplosa poi, quando la crescita demografica impose una scelta economica tra agricoltura e pastorizia nomade.
D'altra parte il cristianesimo medioevale aveva un bagaglio simbolico complesso ed atto ai fraintendimenti: basta pensare alla croce, simbolo di guerra dei Sassoni, che divenne un segno non solo sacro al cristianesimo, ma atto ad esorcizzare i demoni. Sembra dunque verosimile pensare che il cristianesimo, entrando in un mondo già diviso, fosse utilizzato come arma dagli opposti schieramenti rappresentati dal mondo agricolo e da quello pastorale: il primo vedeva in Cristo il dio morente, e nel banchetto eucaristico la canonizzazione dei sabbath, i secondi adottavano il clima epico delle epistole e dell'Apocalisse per dare un contenuto etico a quella che era una lotta per la sopravvivenza. L'esistenza di questo opposto schieramento interno starebbe a spiegare, per esempio, la fama di stregone che ebbero molti sacerdoti cristiani.

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