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Bella mattinata quella del
28 dicembre 2005 nella sede della Croce Rossa di via Toscana a Roma.
Dopo anni di commissariamento, Massimo Barra è stato eletto Presidente con
votazione plebiscitaria.
"Non scrivo mai discorsi", ha esordito incontrando la platea fitta di
convenuti alla cerimonia d'investitura. "Parlerò col cuore
direttamente" ha continuato, quindi, dopo aver ringraziato singolarmente i
componenti il direttivo, ha ringraziato il Governo per quanto ha fatto per
la Croce Rossa e soprattutto per aver consentito al "popolo della Croce
Rossa" di mantenere la nobile indipendenza
che ne è peculiarità. Cinquant'anni ha dedicato il dottor Barra alla
C.R.I., tanti i sabati e le domeniche coralmente trascorse in sede a
studiare come guarire ferite, sollevare dalla sofferenza fisica, saper
essere vicini all'ammalato; è scuola di vita la Croce Rossa, ha esclamato
con caldo pathos, dunque esperienza fondamentale nella vita dei giovani.
Prima di ricoprire incarichi nazionali ed internazionali di rilievo, Massimo
Barra è stato un Pioniere di
Croce Rossa, anzi, di più, ha cominciato che avena pochi anni e poi via via
per cinquant'anni. E' stato pioniere, rammenta, nei tempi andati allorché
ai giovani era destinata la porta di servizio, oggi a loro viene riservata
la porta d'onore. La Croce Rossa è la 3^ forza del mondo, è forza
unificante, è la forza ausiliaria dei governi e proprio in questa bella
ausiliarietà sa porsi al servizio della nazione. Nata quale forza
ausiliaria delle forze armate, oggi l'ausiliarietà della Croce Rossa
assume forma e sostanza allargata, estesa a tutto il tessuto sociale, al
fianco del Governo per la protezione civile, al suo fianco ancora per i
problemi della salute in generale. La C.R.I. è una comunità che risolve i
problemi avendo la forza che solo una realtà capillarmente distribuita sul
territorio può avere, di fatto arriva, con i suoi piccoli comitati, sino
alle province più remote. "Una comunità operosa come formichine
sulle quali è possibile poter contare sempre", questo è il valore
aggiunto della Croce Rossa.
Che la gente ami la C.R.I. è dato indiscusso, nonostante l'Italia destini
solo lo 0,2% delle risorse agli interventi all'estero; percentuale
assolutamente bassa laddove la si confronti con quelle dei paesi europei,
vedasi il 40% dei paesi scandinavi - quale unico esempio. E', pertanto
importante, per il Presidente Barra, che la Croce Rossa Italiana possa
permettersi d'essere maggiormente presente all'estero; fra l'altro,
lavorare e dare pace e stabilità
è uno tra i suoi scopi prioritari che onora gli uomini della Croce Rossa, uomini pacificatori,
uomini di mediazione, altra cosa i pacifisti fondamentalmente di parte; e
sono uomini che lavorano alacremente per tutelare i diritti umani, per i
quali va bene la pena spendersi in ogni dove, persino all'interno delle
prigioni; sono gli avvocati dei più vulnerabili gli uomini di Croce Rossa,
di coloro che non hanno accesso ai |
mezzi di comunicazione
di massa, e che proprio per questo, nella realtà contemporanea, equivalgono
a esseri privi di esistenza; sono uomini le cui parole sono sempre seguite
da azioni ed è da questo che prende consistenza la credibilità che le
viene assegnata dal mondo intero; ricorda Villa Maraini, a tal punto,
divenuto il più grande Centro antidroga d'Italia, oltre che punto di
riferimento mondiale per le tecniche di cura e mediche e assistenziali e
d'ospitalità; sono uomini che rispettano le leggi dello Stato gli uomini
della Croce Rossa e in questo si radicano i principi dell'indipendenza e
dell'ausiliarità della stessa Croce Rossa con i suoi 3.000 volontari e
4.000 dipendenti.
"La Croce Rossa è stile di vita nonostante tutti i suoi uomini lottino
tra la vita e la morte - ha detto infine il Presidente della Croce Rossa
Italiana.
Al Ministro Storace, intervenuto alla cerimonia d'investitura, è piaciuto
soprattutto sottolineare quanto i principi di solidarietà, di integrazione
socio-sanitaria e di cooperazione internazionale attorno a tutta una serie
di malattie che decimano il genere umano di innumerevoli Paesi del pianeta,
rappresentino, per la Croce Rossa, le ragioni fondanti tutto l' operato.
Rammenta quanto tutto questo stia a cuore al Paese ma anche al Presidente
della Repubblica Ciampi che di recente le ha conferito la Medaglia d'oro
al merito civile. Ha stigmatizzato con vigore come e quanto il mondo del
volontariato sia il concreto sensore dei bisogni della Società, come e
quanto sia e sappia essere attore sempre più presente e di quanto sia
importante e perciò auspicabile, allo scopo di massimizzare l'efficacia
operativa, che Volontariato ed Istituzioni viaggino insieme. Il Ministro
Storace, accomiatandosi, ha voluto
salutare la Croce Rossa quale straordinaria messaggera di pace nel mondo.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, anch'egli
intervenuto alla cerimonia, ha deliziosamente sottolineato che non avrebbe
potuto essere stato più significativo l'incipit della cerimonia di quello
venuto dalla bella voce del giovanissimo pioniere
il quale ha dato lettura dei principi fondanti la Croce Rossa,
convenendo con Letta direi che il giovane Pioniere ha composto la colonna
sonora per la mattinata in onore del neo-presidente Barra, le note di bella
speranza , la cornice eloquente al senso dell'imparzialità,
dell'autonomia, dell'indipendenza. Tre principi, ha
sottolineato più volte Letta, vieppiù forti ed efficaci quanto più
il Governo sappia non usare ingerenza eccessiva, lesiva e contraria ai
principi che la bella voce ha donato in apertura di cerimonia. "Sono
proprio questi principi il Patrimonio più forte della Croce Rossa, principi
mai infranti anche durante i numerosi anni di commissariamento", poi, a
salutare l'immenso salone gremito, Letta ha concluso: "con gratitudine e
riconoscenza alla Croce Rossa
Italiana torno al silenzio nel rispetto dei principi di: imparzialità,
autonomia e indipendenza". |