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Oggi viviamo in un lassismo pauroso e a farne le spese sono i valori dell'etica
e della morale, che a causa della decadenza sociale sta irrimediabilmente
degradando il tessuto sociale stesso.
Si sente dire che la vita passa velocemente, e quindi bisogna viverla il più
intensamente possibile, eppure siamo ben consapevoli
che si è allungata di molto; ma il pressappochismo che alberga nell'uomo
che lo
porta a sprecare il tempo in impegni superflui, indirizzando l'esistenza
verso l'eros corporale ossia la lussuria, non curando i valori propri che
il sesso richiede alle persone: usare quel soffio divino che alberga in ogni essere ragionevole.
L'uomo è un entità psico-fisica, creatore e fruitore di valori spirituali
che lo elevano al di sopra del materialismo.
È ormai lontano il tempo che portò il Sommo Poeta a declamare i versi:
"Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute e
conoscenza". Il rispetto per l'altro è fondamentale per una società
viva e portatrice di conoscenza e valori. Quando un soggetto si
immerge nelle innovazioni e nella ricerca di equilibri economici o di
potere individuale, mirati a se stesso, perde tutti quei valori che gli vengono dalla umanità,
come la virtù, la gioia di vivere, il sentimento di fratellanza per il
prossimo, ecc.
I fattori che illuminano l'anima sono soprattutto le azioni individuali che
commuovono l'io di chi guarda o ascolta; solo dopo vengono quelli
collettivi, perché sono i singoli capaci di stupire, ma quando i
singoli collettività,
con istituzioni pubbliche che dovrebbero
dare l'esempio di rettitudine e di sensibilità verso i meno ambienti e, i cittadini tutti, deviano dalla retta via.
Individuata la caduta dei valori si deve convenire che questi cadono, o nella
maniera più benevola, si affievolisco a causa della non messa in pratica dagli
stessi, soprattutto quando si delegano i diritti ad altri e quindi non si
gestiscono autonomamente.
Nessuno dovrebbe poter disporre della volontà di un soggetto giuridico
(l'uomo), abitualmente e troppo spesso questo avviene nella società in cui viviamo ed
operiamo, visto che non sempre lo si fa per il bene comune della stessa
società.
Vi sono popoli che hanno molto a lungo delegato altri, perché, non credendosi
capaci di assolvere a dei compiti richiesti dalle istituzioni, doveri quindi di ogni
cittadino per il vivere civile.
Da
qui parte l'oscurantismo che andiamo a spiegare: certamente, non quello che
crede dannoso e pericoloso il diffondersi del sapere e dell'istruzione, ma
l'esatto contrario, vale a dire: quello che oggi si pensa
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della cultura; infatti, oggi il
cosiddetto "pezzo di carta" non ha più valore, perché l'acculturamento è stato sostituito dalla furbizia e dalla
spregiudicatezza.
Il non senso che si attribuisce alla rettitudine e al dovere, determina proprio l'abbandono
della retta via, che il grande poeta Dante menziona nei suoi
canti.
Come tornare alla retta via? Abbandonare i luoghi comuni, primeggiare di
luce propria, affinando il proprio sapere, alle future generazioni,
proponendo giuste soluzioni per il
raggiungimento del bene comune, acculturando il meno colto senza sopraffarlo con la propria volontà, o ancor peggio far pesare il
proprio sapere.
Il progresso non deve sostituire la personalità dei soggetti deboli, ma
deve essere distribuito secondo la giustizia sociale e secondo il merito del soggetto
abbisognevole. Non si deve affidare il bene a chi non lo apprezza nel
giusto modo chi depaupera un bene riduce il popolo alla schiavitù dell'oscurantismo, in poche parole, chiudere gli occhi a chi potrebbe vedere e riappropriarsi
del bene perduto o mai posseduto per colpe di altri.
Questi comportamenti sono per noi sintomi di oppressione e non già del
primeggiare correttamente col proprio ingegno ottenuto dalla natura e quindi
dal Creatore. Crediamo in fine che i corpi hanno i loro limiti e quindi non si
possono livellare e dare ad ognuno lo stesso quoziente intellettivo, ma
proprio per questo non si deve offuscare quella parte che ogni uomo
possiede, ma la si deve nutrire e farla elevare, nei limiti del possibile.
Oggi assistiamo a gesti non comprensibili, ostili, con atti atroci all'interno
della famiglia, da parte di componenti dello stesso nucleo familiare, i
quali subito dopo aver commesso il fattaccio vengono giustificati come
irresponsabili e non in grado di intendere e di volere.
A questi bisogna dare il giusto nutrimento del corpo ma controllare anche che i
diritti di ognuno siano esercitati nel modo giusto e soprattutto che detti
individui assolvano a tutti i doveri, richiesti dalla società in cui
vivono, perché sono questi soggetti a
pregiudicare la società.
Solo una sana prevenzione può limitare i danni del pressappochismo.
A nostro semplice avviso tutto si riconduce al pressappochismo di tutte le
cose gestite " dall'umana gente".
Quindi bisogna cambiare il registro di vita, per aver un futuro migliore.
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