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 IL PRESSAPPOCHISMO PROVOCA LA CADUTA DEI VALORI
 di Pietro Giovanni Lucarelli

Oggi viviamo in un lassismo pauroso e a farne le spese sono i valori dell'etica e della morale, che a causa della decadenza sociale sta irrimediabilmente degradando il tessuto sociale stesso.
Si sente dire che la vita passa velocemente, e quindi bisogna viverla il più intensamente possibile, eppure siamo ben consapevoli che si è allungata di molto; ma il pressappochismo che alberga nell'uomo che lo porta a sprecare il tempo in impegni superflui, indirizzando l'esistenza verso l'eros corporale ossia la lussuria, non curando i valori propri che il sesso richiede alle persone: usare quel soffio divino che alberga in ogni essere ragionevole.
L'uomo è un entità psico-fisica, creatore e fruitore di valori spirituali che lo elevano al di sopra del materialismo.
È ormai lontano il tempo che portò il Sommo Poeta a declamare i versi: "Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute e conoscenza". Il rispetto per l'altro è fondamentale per una società viva e portatrice di conoscenza e valori. Quando un  soggetto si immerge nelle innovazioni e nella ricerca di equilibri economici o di potere individuale, mirati a se stesso, perde tutti quei valori che gli vengono dalla umanità, come la virtù, la gioia di vivere, il sentimento di fratellanza per il prossimo, ecc.
I fattori che illuminano l'anima sono soprattutto le azioni individuali che commuovono l'io di chi guarda o ascolta; solo dopo vengono quelli collettivi, perché sono i singoli capaci di stupire, ma quando i singoli  collettività, con istituzioni pubbliche che dovrebbero dare l'esempio di rettitudine e di sensibilità verso i meno ambienti e, i cittadini tutti, deviano dalla retta via.
Individuata la caduta dei valori si deve convenire che questi cadono, o nella maniera più benevola, si affievolisco a causa della non messa in pratica dagli stessi, soprattutto quando si delegano i diritti ad altri e quindi non si gestiscono autonomamente.
Nessuno dovrebbe poter disporre della volontà di un soggetto giuridico (l'uomo), abitualmente e troppo spesso questo avviene nella società in cui viviamo ed operiamo, visto che non sempre lo si fa per il bene comune della stessa società.
Vi sono popoli che hanno molto a lungo delegato altri, perché, non credendosi capaci di assolvere a dei compiti richiesti dalle istituzioni, doveri quindi di ogni cittadino per il vivere civile.
Da qui parte l'oscurantismo che andiamo a spiegare: certamente, non quello che crede dannoso e pericoloso il diffondersi del sapere e dell'istruzione, ma l'esatto contrario, vale a dire: quello che oggi si pensa 

della cultura; infatti, oggi il cosiddetto "pezzo di carta" non ha più valore, perché l'acculturamento è stato sostituito dalla furbizia e dalla spregiudicatezza.
Il non senso che si attribuisce alla rettitudine e al dovere, determina proprio l'abbandono della retta via, che il grande poeta Dante menziona nei suoi canti.
Come tornare alla retta via? Abbandonare i luoghi comuni, primeggiare di luce propria, affinando il proprio sapere, alle future generazioni, proponendo giuste soluzioni per il raggiungimento del bene comune, acculturando il meno colto senza sopraffarlo con la propria volontà, o ancor peggio far pesare il proprio sapere.
Il progresso non deve sostituire la personalità dei soggetti deboli, ma deve essere distribuito secondo la giustizia sociale e secondo il merito del soggetto abbisognevole. Non si deve affidare il bene a chi non lo apprezza nel giusto modo chi depaupera un bene riduce il popolo alla schiavitù dell'oscurantismo, in poche parole, chiudere gli occhi a chi potrebbe vedere e riappropriarsi del bene perduto o mai posseduto per colpe di altri.
Questi comportamenti sono per noi sintomi di oppressione e non già del primeggiare correttamente col proprio ingegno ottenuto dalla natura e quindi dal Creatore. Crediamo in fine che i corpi hanno i loro limiti e quindi non si possono livellare e dare ad ognuno lo stesso quoziente intellettivo, ma proprio per questo non si deve offuscare quella parte che ogni uomo possiede, ma la si deve nutrire e farla elevare, nei limiti del possibile.
Oggi assistiamo a gesti non comprensibili, ostili, con atti atroci all'interno della famiglia, da parte di componenti dello stesso nucleo familiare, i quali subito dopo aver commesso il fattaccio vengono giustificati come irresponsabili e non in grado di intendere e di volere.
A questi bisogna dare il giusto nutrimento del corpo ma controllare anche che i diritti di ognuno siano esercitati nel modo giusto e soprattutto che detti individui assolvano a tutti i doveri, richiesti dalla società in cui vivono, perché sono questi soggetti a pregiudicare la società.
Solo una sana prevenzione può limitare i danni del pressappochismo.
A nostro semplice avviso tutto si riconduce al pressappochismo di tutte le cose gestite " dall'umana gente".
Quindi bisogna cambiare il registro di vita, per aver un futuro migliore.

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