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IL MIO PAESE |
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Ogni uomo ha un suo paese natale, che gli ha dato vita in
un lontano giorno.
Lui non se lo rammenta più, ma io dico che senza grande sforzo mentale, riesce alla fine a venirne a capo, ricordandone il nome, in quale parte dell'emisfero boreale, oppure australe, il tempo che faceva quel giorno che venne alla luce del sole per intraprendere il suo cammino, corto o lungo che sia . Questo non si può stabilire subito. Manca il giusto metro per farlo. Il mio paese è Colobraro, un microscopico paese, come direbbe Aldo Palazzeschi, che diede vita e fama al suo "Rio Bo", di cui ancora oggi si ricordano gli ammiratori, ammesso che ve ne siano certuni. I poeti sanno fare di questi miracoli. Io no, perché non sono un poeta, ma semmai un semplice dilettante di sensazioni e di qualche sentimento. Ho dovuto cercare molto nell'anagrafe e presso le persone interessate del vicinato per riuscire a capire. Quando ebbi gli occhi per capire e poi distinguere le cose, scoprii allora, che Colobraro, il mio paese, è terra di Lucania, non quella antica, del tempo dei Romani, che oggi chiamiamo con il lungo appellativo geografico di Basilicata, nome che non mi piace molto perché troppo lungo, inoltre lungo a pronunciarsi. È però nome bello, il nome del mio paese, e questo a me e a tante altre persone basta. C'è forse una grande differenza tra Roma e Milano ed il microscopico paese nel quale sono nato come tanti altri colobraresi? A proposito del termine microscopico, chiariamo un po' le cose. Se la sua origine è remota, storica, come ho appurato, non è un piccolo paese, ma sarebbe stato nel tempo una possibile grande città. Dalla sua nascita ad oggi sono passate, di là, tante persone, che vi sono nate e vissute a lungo e poi magari andate via, perché chiamate altrove dalla sorte. Sarebbe quindi, se vogliamo, una piccola metropoli, senza con questo averne i titoli effettivi. |
Ha dato vita, infanzia e fanciullezza a me e a tanti altri come me,
che poi sono andati lontano, e questo mi basta, perché non si dica che
io sono un apolide, senza un luogo di nascita. Vicenza, Natale 2005 |