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Vi sono momenti in cui anche le passioni più belle della vita si trasformano
in motivo di acuta sofferenza.
È il caso dei gravi incidenti
verificatisi nel corso della partita di calcio Catania-Palermo, che hanno
provocato la morte di un appartenente alle forze dell'ordine, la cui vita è
stata così ingiustamente e inutilmente sacrificata, nonché il ferimento di
moltissime persone, ricoverate di urgenza negli ospedali per le opportune
cure.
Sono eventi che lasciano il fiato sospeso anche in coloro che amano
sanamente il calcio, il gioco più bello del mondo , e inducono ancora una
volta a riflettere sui possibili rimedi contro la violenza che si scatena
con una certa frequenza durante le partite.
Va premesso che il calcio offre alla maggioranza degli spettatori uno
spettacolo ricreativo eccezionale, sia per la bellezza della gara in sé
stessa, sia per il virtuosismo degli atleti che ne sono protagonisti.
Il momento del goal sollecitò perfino la sensibilità del poeta Umberto Saba,
il quale dedicò alcuni versi per descrivere il delirio della folla in
quell'attimo di esaltante godimento.
L'intensità della passione per tale gioco e il sempre maggiore antagonismo
tra le diverse "tifoserie", danno la misura dell'interesse collettivo, sul
piano nazionale e internazionale, che i popoli mostrano verso il sano
svolgimento della gara sportiva più amata.
Tutto questo fervore per il fenomeno calcio non può tuttavia comportare,
neppure lontanamente, il rischio di mettere a repentaglio vite umane o
incolumità personali.
Per conservare la sua magia occorre quindi che la sfida calcistica si svolga
con partecipazione emotiva anche forte degli spettatori, ma con assoluta e
rigorosa mancanza di qualsiasi atto di intolleranza o di violenza che possa
turbare l'atmosfera di |
serenità e di
svago quali elementi irrinunciabili in ogni manifestazione di massa.
Un numero eccezionalmente elevato di persone che assistono allo svolgimento
della gara, con sentimenti contrapposti, suscita ovviamente dei problemi
che gli organi competenti devono fronteggiare con mezzi adeguati.
Per intendere le suggestioni che possono influire sui comportamenti della
folla in ogni situazione di emergenza valgono ancora oggi gli insegnamenti
di Scipio Sighele, il quale esaminò il tema nel suo libro intitolato appunto
"I delitti della folla" (Bocca editori, 1909 Torino) . Le sue riflessioni
coincidono peraltro con il pensiero di Guy de Maupassant, che si chiedeva
(come ricorda lo stesso Sighele) perchè certi componenti della folla hanno
in talune occasioni degli impulsi irresistibili e irriflessivi che non
riescono in alcun modo a frenare.
Ai fini delle decisioni sulla sicurezza negli stadi non può prescindersi
dal considerare che si tratta di spettacoli di massa, con tutte le
conseguenze che ne derivano.
Non ci sfugge che le soluzioni concrete da adottare sono complesse e non
facilmente individuabili, ma in questa delicata materia non mancherà
certamente agli organi istituzionali e sportivi quello spirito di saggezza
e di equilibrio che valga a restituire al calcio il suo ruolo nel clima che
più si addice alla ricreazione sportiva più amata nel mondo.
È questo l'auspicio che ci
sentiamo di formulare nel momento della sofferenza per la perdita di un
benemerito servitore dello Stato.
Successivamente il Governo ha adottato alcuni provvedimenti che sono valsi a
far riprendere le partite di calco in un clima diverso.
La speranza è ora quella che non si ripetano più incidenti in questo settore
e che tutto torni nel segno della normalità. |