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SPORT E SOFFERENZA
di  Alberto Virgilio

Vi sono momenti in cui anche le  passioni più belle della vita si trasformano in motivo di acuta sofferenza.
È il caso dei gravi incidenti verificatisi  nel corso della partita di calcio Catania-Palermo, che hanno provocato la morte di un appartenente alle forze dell'ordine, la cui vita è stata così ingiustamente e inutilmente sacrificata, nonché il ferimento di moltissime  persone, ricoverate di urgenza negli ospedali per le opportune cure.
Sono eventi che lasciano il fiato sospeso  anche in coloro che amano sanamente il calcio, il gioco  più bello del mondo , e inducono ancora una volta a riflettere sui possibili  rimedi contro la violenza che si scatena con una certa  frequenza durante le  partite.
Va premesso che il calcio offre alla maggioranza degli spettatori uno spettacolo ricreativo  eccezionale, sia per la bellezza della gara in sé stessa, sia per il virtuosismo degli atleti che ne sono protagonisti.
Il momento del goal sollecitò  perfino la sensibilità del poeta Umberto Saba, il quale dedicò alcuni versi per descrivere il delirio  della folla in quell'attimo di esaltante  godimento.
L'intensità della passione per tale gioco e il sempre maggiore antagonismo tra le diverse "tifoserie", danno la misura dell'interesse  collettivo, sul piano nazionale e internazionale, che i popoli mostrano verso il sano svolgimento della gara sportiva più amata.
Tutto questo fervore per il fenomeno calcio  non può tuttavia comportare, neppure lontanamente, il rischio  di mettere a repentaglio vite umane o incolumità  personali.
Per conservare la sua magia occorre quindi che la sfida calcistica si svolga con partecipazione emotiva anche forte degli spettatori, ma con assoluta e rigorosa mancanza di qualsiasi atto di intolleranza o di violenza che possa turbare l'atmosfera di

serenità e di svago quali elementi irrinunciabili in ogni manifestazione di massa.
Un numero eccezionalmente elevato di persone che assistono  allo svolgimento della gara, con sentimenti contrapposti, suscita ovviamente dei problemi che gli organi competenti devono fronteggiare con mezzi adeguati.
Per intendere le suggestioni che possono influire sui comportamenti della folla in ogni situazione di emergenza valgono ancora oggi gli insegnamenti di Scipio Sighele, il quale esaminò il tema nel suo libro intitolato appunto "I delitti della folla" (Bocca editori, 1909 Torino) . Le sue riflessioni  coincidono peraltro con il pensiero di Guy de Maupassant, che si chiedeva (come ricorda  lo stesso Sighele) perchè certi componenti della folla hanno in talune occasioni degli impulsi irresistibili e irriflessivi che non riescono in alcun modo a frenare.
Ai fini delle decisioni sulla sicurezza negli stadi non può prescindersi  dal considerare  che si tratta di spettacoli di massa, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Non ci sfugge che le soluzioni concrete da adottare sono complesse e non facilmente individuabili, ma in questa delicata materia non mancherà certamente agli organi istituzionali e sportivi  quello spirito di saggezza e di equilibrio  che valga a restituire al calcio il suo ruolo nel clima che più si addice alla ricreazione sportiva più amata nel mondo.
È questo l'auspicio che ci sentiamo di formulare nel momento della sofferenza per la perdita di un benemerito servitore dello Stato.
Successivamente il Governo ha adottato alcuni provvedimenti che sono valsi a far riprendere le partite di calco in un clima diverso.
La speranza è ora quella che non si ripetano più incidenti in questo settore e che tutto torni nel segno della normalità.

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