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Manifestano con cartelli in parlamento, parlano da sole in pubblico, fondano
un giornale "Il voto alla donna" ed usano lo sciopero della fame. Vengono
incarcerate e alimentate forzatamente.
In Italia, per ordine del Papa, fino al 1904 i cattolici italiani non
possono votare e le socialiste combattono contro l'apparato borghese e
quindi contro il parlamento.
Perciò le donne, anche cattoliche, si muovono nel sociale e promuovono la "politica
del fare", attivandosi concretamente per le altre donne ed i bambini.
Fondano asili, come la contessa Elisabetta Giustinian a Venezia, attivano
corsi di alfabetizzazione, per istruire le donne sui loro diritti, fondano
biblioteche, riviste e società di mutuo soccorso.
Durante le guerre le donne sostituiscono gli uomini nei posti di lavoro,
entrano a far parte della resistenza. Nel dopoguerra, per la prima volta
possono essere sia elette sia elettrici. Possono portare avanti le loro
lotte dalle stanze del potere… è in questo momento appunto che nasce la
"giornata della donna".
Il movimento femminista è cambiamento radicale, rivoluzionario. Può
essere suddiviso in quattro fasi, che però sono soggette a diverse
interpretazioni: fase del piccolo gruppo 1969/70-1974

piccolo gruppo
È il periodo del piccolo gruppo e dell'autocoscienza. Le donne si ritrovano
e parlano, di sé, senza temi programmati. Nasce dal movimento studentesco
del '68, da cui negli Stati Uniti si stacca il movimento femminista, perché
le studentesse si rendono conto che anche |
nell'università vige un monopolio maschile: sono gli uomini a parlare,
a tenere i discorsi, alle donne rimangono ancora una volta i ruoli
marginali.
Le donne sentono dunque l'esigenza di separarsi dagli uomini.
fase dei grandi movimenti di massa 1974-1978.
Il movimento femminista si schiera accanto agli altri emarginati,
per esempio partecipando alla lotta per i diritti dei neri (... La "donna"
come razza subalterna...) o per la pace in medio oriente, confrontando la
propria posizione con quella della donna islamica.
In Italia si inserisce
questo periodo la lotta per la legalizzazione degli anticoncezionali e
l'aborto (legge 22 maggio 1978 n. 194), oltre che alla lotta per il
divorzio.
Si organizzano ambulatori
clandestini e viaggi all'estero per abortire.
Le donne svolgono azioni simboliche clamorose di rottura nei confronti di
un certo perbenismo.
Molte si autodenunciano per aver abortito, come la
scrittrice francese Simone de Beauvoir.
In quel periodo si svolgono grandi
processi contro donne che sono ricorse all'aborto. periodo di riflusso ma
anche di costruzione culturale 1979-1984 basta pensare alle opere di
Carla Lonzi, (la mistica della femminilità) demistificazione,
autocoscienza e separatismo, denuncia dell'autoritarismo avvalorata dalla
competenza psicoanalitica: critica della sessualità vista da Freud, questo è
il vero femminismo secondo il gruppo di Diotima.
Movimento
di liberazione della donna, fa riferimento a Adele
Faccio e Emma Bonino, no autocoscienza e no separatismo. Fanno dell'aborto
il cavallo di battaglia, anticlericale, in quanto la chiesa è una
istituzione oppressiva per la donna.
Lotta Femminista, di completa ispirazione marxista, Salario al lavoro
domestico, molto forte in alcune realtà del Veneto come Padova.
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