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UN GIORNO D'AGOSTO
di Michele Crispino

Un giorno d'agosto.
Brontola il tempo, tuona a catena, i rumori sono un gran concerto. Ma nulla appare fuori, se non qualche goccia intermittente, tardiva e poi un mare, che si trasforma in pioggia continua, irrefrenabile, in "lavinari", come si dice qui, che scorrono impetuosi giù per gli strettoli, per le vie del centro e giù dai tetti.
A voler dire bene, è questo come Rio Bo, un paese di incanto, con tre casettine dai tetti aguzzi, paese che come dice il poeta, non possiede neppure una grande città.
La fantasia mi gioca un qualche tiro birbone ed io, docile come sono, mi abbandono ad essa che mi trasporta lontano per le vie del cielo, per le vie del mare e mi fa incontrare strani personaggi, ad esempio una coppia di delfini che si lanciano in salti e tuffi ardimentosi e rocamboleschi, in ardite evoluzioni che mettono paura addosso ai tanti pesci del mare accorsi ad ammirare.
Oh, natura natura, come sei bella e come attraente appari! Un artista non ti saprebbe rappresentare.
Tu sei inimitabile, possiedi il dono dell'arte e sei l'arte stessa.
Chi cerca di imitarti, tenta soltanto un impresa maldestra.
A voler imitare l'arte, si perde il ranno e il sapone, come dice il proverbio.
Tu uomo, che sei una grande meraviglia, non riesci a superar la natura, che è e rimane un qualcosa di inimitabile, di splendido, di sovrumano. Si guarda una distesa sconfinata di mare, una insenatura di costa, uno splendido lembo di cielo: ebbene, non è questa una grande meraviglia che nessun artista sa riprodurre, rappresentare e rendere viva e grandiosa, e come si conviene?
Chi vuole parlare di arte, deve superare l'artista che, tutt'al più si può avvicinare, però mai rappresentare con maggior talento l'arte.

Donde, dire natura è arte, è dire qualcosa di veramente perfetto, inimitabile, che nessuno sa rappresentare, a meno che non si tratti di uomo dai poteri sovrumani, che di tanto in tanto la natura sa produrre, ed allora siamo di fronte al miracolo, un vero miracolo, un prodigio che tutti incanta.
Credo che fosse il poeta greco Sofocle a parlare di natura come un vero miracolo, di vita, di colori, di meravigliose immagini. Da allora, di tempo ne è passato, ma nulla è mutato.
Proprio come un temporale in un giorno d'agosto.
Vi siamo vicino e pertanto non siamo né fuori tempo né fuori luogo. "La Costa" è quel sito di fronte al paese che Pietro conosce bene. Lo sta coltivando, vangando, spietrando per l'appunto, l'amico Pietro il quale ne vuole fare una specie di " Paradiso terrestre".
Il tentativo è nobile, lodevole ma sarà possibile realizzarlo così come si richiede? Ci sta provando da parecchio tempo ed io penso proprio che alla fine vi riuscirà.
Oggi il tempo è alquanto imbronciato ed i nuvoloni accompagnati da tuoni coprono il cielo.
La natura quando si scatena è davvero straordinaria, tanto che ispira terrore da far temere un irreparabile disastro.
Due cose sono in contrasto però, le due cose sono "la natura è una grande meraviglia", e la stessa è una straordinaria forza sinistra, che tutto travolge e distrugge.
Un potere, benefico e nello stesso tempo malefico, si racchiude in esse.
Come sembra possibile una cosa del genere? Ciò che è un bene non può essere contemporaneamente un male!
Saremmo così nel paradosso cioè in un'affermazione che nello stesso tempo si contraddice; ciò che è bene non può essere male e viceversa. La contraddizione non consente, come appunto padre Dante afferma.

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