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C.I.C.D.A.
Commissione Interassociativa
per un Codice Deontologico dell'Associazionismo
ANNIVERSARIO DEL DECENNALE DEL
PRIMO CODICE DEONTOLOGICO
DELL'ASSOCIAZIONISMO
5 Dicembre 2007
Sala Capitolare Chiostro del Convento di
S. Maria Sopra Minerva
piazza della Minerva, 38 - ROMA
Valentina Bisti
Giornalista Tg1 apre i lavori della giornata presentando il C.I.C.D.A
La Commissione Interassociativa per un Codice Deontologico
dell'Associazionismo, nata dopo il Forum del 3 dicembre 1997 e che ha
visto lavorare insieme le più importanti Associazioni nazionali ed
internazionali presenti sul territorio italiano. Oggi, a distanza di 10
anni, festeggia il decennale del primo Codice Deontologico promuovendo
una conferenza che parla del fenomeno dell'Associazionismo inteso come
strumento primario per una partecipazione consapevole alla vita civile.
Rammenta le Associazioni
che vi aderiscono, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il
Patrocinio del Parlamento Europeo di cui godono i lavori quindi passa la
parola a Patrizia Cardone.
Patrizia Cardone
Segretaria Organizzativa
della CICDA – apre i lavori
"Nel 1997 veniva redatto
il Codice Deontologico oggetto di riflessione della giornata odierna.
Il principio
fondamentale sul quale si incardina è quello di non sciupare in alcun
modo le peculiarità, ovvero la tipicità di ciascuna associazione".
Quindi, Patrizia Cardone, tiene a rappresentare, con appassionato
raziocinio, quanto tutto questo l'abbia formata, quanto l'abbia fatta
crescer umanamente oltre che nel convincimento che l'"Associazione" - intesa quale principio
associazionistico - è soprattutto: condivisione.
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Saluta l'uditorio,
ringrazia Giulio Andreotti per la puntualità, per aver onorato con la
Sua presenza i lavori della giornata, quindi passa la parola allo
Statista.
Giulio Andreotti
E' breve, ammirabile
nella frizzante e perspicace eloquentia.
Riferisce di tornare
sempre molto volentieri nel luogo ove quest'oggi il C.I.C.D.A. svolge i
lavori poiché è proprio in questo palazzo, che da ragazzino veniva a
prendere lezioni di religione; poi, riferisce che tali lezioni venivano
impartite utilizzando quale medium le belle riproduzioni di Opere
d'Arte.
Nella preziosità della
sintesi che consente, all'ascoltatore, fra le altre, anche l'opportunità
di riporre stabilmente nella memoria i concetti fondamentali enunciati
dall'oratore, proferisce il motto: "Guai al solo!".
Immediatamente dopo, nella più forte delle operazioni che consente
all'intelligenza di esercitarsi nel discernimento, un altro motto:"Oh
beata solitudine!".
Naturale scaturigine
della provocazione intellettuale il quesito: in quale dei due motti sta
la verità ?.
Ciascuno, a tal punto,
si sentirà nella più cogente delle libertà di procedere ad una propria
analisi filosofica sì da aderire all'una o all'altra affermazione.
Quindi augura buon
lavoro, si risiede in platea e ascolta.
Patrizia Cardone
riprende la parola per richiamare il significato greco del termine
deontologico e cioè: l'insieme di regole sulle quali uomini e donne
si confrontano e lavorano.
Uomini di oggi che si
interrogano su quanto stanno facendo per il futuro. Micro-universi che
si domandano se e quanto sia complicato seguire delle regole; se e
quanto siano difficili i rapporti tra genitori e figli e tra mariti e
mogli; dove si situano e come s'incastonino la morale e l'etica nei
giorni comuni; quanto conto abbia il giornalismo in un universo
deontologico che dovrebbe corrisponde al viver sano.
continua a
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