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Teresa Assensio
Presidente d'onore della Fédération Internazionale des Femmes des
Carrières Juridiques
Lei, propugnatrice del Codice Deontologico redatto dieci anni fa; lei la
donna avvocato e universalmente conosciuta per impegno, sollecitudine e
costanza d'impegno, dichiara: "… dopo decenni di militanza in
Associazioni, soprattutto femminili, pensai bene che andasse fatto "qualcosa" perché le associazioni funzionassero al
meglio, perché fosse abbassato il tasso di estemporaneità e di
approssimazione. Insomma mi stavo rendendo conto e si stava facendo
strada in me la convinzione che occorreva una "Regola".
E l'occasione fortunata
sta nell'incontro con Patrizia Cardone, in FIDAPA; decidemmo insieme di
ascoltare cosa pensassero le innumerevoli associazioni nelle loro
sezioni romane, quindi passammo alle associazioni nazionali, poi alle
internazionali; il Codice trovò la sua grafia dopo ben tre anni
d'intenso lavoro.
Fra l'altro, è questo un
elemento importante di valutazione, eravamo antesignane rispetto al
mondo intero; eccezion fatta per qualche tentativo in Bolivia, Brasile
ed Argentina, infatti, non era data registrare la scrittura di alcun
Codice Deontologico sul pianeta.
Oggi, dieci anni dopo la
scrittura di quel Codice, questa bellissima coralità, siamo convinte che
vi sia molto da aggiungere.
L'associazione",
continua la Assensio, "che è palestra di democrazia, dove non è
bene porre in essere alcun comportamento di protagonismo, viepiù
deplorevole allorché praticato da coloro che hanno il privilegio di
rivestire la carica di presidente, in questo tipo di palestra è bene,
invece, che ci si alleni in esercizi utili a far crescere la convergenza
di ideali e di desiderata.
E' rinuncia
all'individualismo, è lavorare con l'altro da me, gli altri.
Il protagonismo è pari
ad una peste, è feroce e uccide il socio il quale è bene si eserciti sul
principio : "io mi unisco per qualcosa, io mi unisco perché insieme si
discernano le cose importanti, gli scopi da raggiungere insieme".
Con questi pensieri la Assensio chiude il suo determinato quanto
passionalissimo intervento.
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Etta Carignani
Presidente Onoraria dell'A.I.D.D.A., rappresenta l'imprenditoria
femminile
Interviene raccontandoci di Sua madre, vedova di
guerra, alla quale capitò di ritrovarsi il carico di numerose industrie
sulle spalle quindi la decisione di iscriversi ad AIDDA.
Ma quale fu il pensiero
che ne determinò la decisione?
Il convincimento che
tra donne, insieme, si può fare di più.
Da quel convincimento la
sua stessa decisione; Etta è in AIDDA da ben 26 anni. "Ho dato molto e
molto ho ricevuto" asserisce Etta. "E' bello poter constatare che dire
una cosa ad una donna significa dirla ad una rete".
Quindi dà ragguagli sull'Associazione: "Ivonne la fondò nel 1946; in Italia sorse nel 1961.
AIDDA si propone di dare sostegno alle donne imprenditrici, peraltro
AIDDA ha il valore aggiunto d'essere internazionale; si contano ben
400.000 donne nel mondo. L'FCEM che è l'associazione mondiale, è forte
della Sua globalità ed ha sezioni persino in molta parte dell'Africa,
quindi la Russia, la Malesia, l'Asia, l'America con 10.000
imprenditrici".
Le piace, quindi, far
rilevare che i Paesi giovani chiedano ad AIDDA lezioni di buone prassi;
"che chiedono questo alle donne imprenditrici italiane alle quali va
riconosciuta la solida consapevolezza dell'importanza di una cultura che
sappia interconnettere cultura scolastica e lavoro.
Il nostro Paese,
inoltre, - e la luce sprigionata dal sentimento di sano orgoglio le si
legge in viso - esporta tante cose buone così come è bene sapere che
tante cose molto buone vengono dal privato; e qui deve, purtroppo ma
obiettivamente, rilevare lo sfaldamento che sta interessando i Comitati
di Imprenditorialità Femminile, ex Lege 215, che hanno sede presso le
Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Accanto a
questo sfaldamento, in ragione di modello positivo e incoraggiante,
l'esempio della Tunisia laddove con l'avvento dell'imprenditorialità
femminile è venuto determinandosi persino il mutamento, in senso
assolutamente positivo, dell'assetto familiare.
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