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CRONACA DI UNA GIORNATA DA RICORDARE
di Antonella Pagano

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Teresa Assensio
Presidente d'onore della Fédération Internazionale des Femmes des Carrières Juridiques
Lei, propugnatrice del Codice Deontologico redatto dieci anni fa; lei la donna avvocato e universalmente conosciuta per impegno, sollecitudine e costanza d'impegno, dichiara: "… dopo decenni di militanza in Associazioni, soprattutto femminili, pensai bene che andasse fatto "qualcosa" perché le associazioni funzionassero al meglio, perché fosse abbassato il tasso di estemporaneità e di approssimazione. Insomma mi stavo rendendo conto e si stava facendo strada in me la convinzione che occorreva una "Regola".
E l'occasione fortunata sta nell'incontro con Patrizia Cardone, in FIDAPA; decidemmo insieme di ascoltare cosa pensassero le innumerevoli associazioni nelle loro sezioni romane, quindi passammo alle associazioni nazionali, poi alle internazionali; il Codice trovò la sua grafia dopo ben tre anni d'intenso lavoro.
Fra l'altro, è questo un elemento importante di valutazione, eravamo antesignane rispetto al mondo intero; eccezion fatta per qualche tentativo in Bolivia, Brasile ed Argentina, infatti, non era data registrare la scrittura di alcun Codice Deontologico sul pianeta.
Oggi, dieci anni dopo la scrittura di quel Codice, questa bellissima coralità, siamo convinte che vi sia molto da aggiungere.
L'associazione", continua la Assensio, "che è palestra di democrazia, dove non è bene porre in essere alcun comportamento di protagonismo, viepiù deplorevole allorché praticato da coloro che hanno il privilegio di rivestire la carica di presidente, in questo tipo di palestra è bene, invece, che ci si alleni in esercizi utili a far crescere la convergenza di ideali e di desiderata.
E' rinuncia all'individualismo, è lavorare con l'altro da me, gli altri.
Il protagonismo è pari ad una peste, è feroce e uccide il socio il quale è bene si eserciti sul principio : "io mi unisco per qualcosa, io mi unisco perché insieme si discernano le cose importanti, gli scopi da raggiungere insieme".
Con questi pensieri la Assensio chiude il suo determinato quanto passionalissimo intervento.

 

Etta Carignani
Presidente Onoraria dell'A.I.D.D.A., rappresenta l'imprenditoria femminile
Interviene raccontandoci di Sua madre, vedova di guerra, alla quale capitò di ritrovarsi il carico di numerose industrie sulle spalle quindi la decisione di iscriversi ad AIDDA.
Ma quale fu il pensiero che ne determinò la decisione?
Il convincimento che tra donne, insieme, si può fare di più.
Da quel convincimento la sua stessa decisione; Etta è in AIDDA da ben 26 anni. "Ho dato molto e molto ho ricevuto" asserisce Etta. "E' bello poter constatare che dire una cosa ad una donna significa dirla ad una rete".
Quindi dà ragguagli sull'Associazione: "Ivonne la fondò nel 1946; in Italia sorse nel 1961. AIDDA si propone di dare sostegno alle donne imprenditrici, peraltro AIDDA ha il valore aggiunto d'essere internazionale; si contano ben 400.000 donne nel mondo. L'FCEM che è l'associazione mondiale, è forte della Sua globalità ed ha sezioni persino in molta parte dell'Africa, quindi la Russia, la Malesia, l'Asia, l'America con 10.000 imprenditrici".
Le piace, quindi, far rilevare che i Paesi giovani chiedano ad AIDDA lezioni di buone prassi; "che chiedono questo alle donne imprenditrici italiane alle quali va riconosciuta la solida consapevolezza dell'importanza di una cultura che sappia interconnettere cultura scolastica e lavoro.
Il nostro Paese, inoltre, - e la luce sprigionata dal sentimento di sano orgoglio le si legge in viso - esporta tante cose buone così come è bene sapere che tante cose molto buone vengono dal privato; e qui deve, purtroppo ma obiettivamente, rilevare lo sfaldamento che sta interessando i Comitati di Imprenditorialità Femminile, ex Lege 215, che hanno sede presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Accanto a questo sfaldamento, in ragione di modello positivo e incoraggiante, l'esempio della Tunisia laddove con l'avvento dell'imprenditorialità femminile è venuto determinandosi persino il mutamento, in senso assolutamente positivo, dell'assetto familiare.

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