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CRONACA DI UNA GIORNATA DA RICORDARE
di Antonella Pagano

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AIDDA è opportuno sia rappresentata a livello istituzionale perchè possa fare ancora di più, possa intervenire a livello legislativo proponendo leggi che siano a vantaggio delle donne e della loro oramai acclarata capacità imprenditoriale.

Antonella Danese dell'Ande
Past Presidente Nazionale Ande
dopo aver rammentato che lo statuto della Sua Associazione è stato redatto da Vittorio Emanuele Orlando ne sottolinea il perfetto impianto deontologico. "E' Associazione apolitica ed apartitica" - continua - cui la figlia di Orlando, dopo l'esperienza americana, volle assegnare la peculiarità di fare qualcosa di concreto per le donne italiane, tutte le donne italiane; sicché donne di diversissime ideologie sedettero ad uno stesso tavolo e lavorarono insieme con animo aperto e libero, trovando la ragione di saper allontanare dal tavolo di lavoro ogni faziosità. Ecco allora che l'Ande è divenuta la palestra per preparare la cittadina italiana alla politica; si è saputa dare un proprio Codice compiuto, onesto, chiaro e con gli stessi comportamenti ciascuna si versa nelle associazioni e nelle iniziative". Conclude l'intervento riconoscendo e registrando l'allargata e significativa presenza ai lavori della giornata, ragione che consiglia di associarsi al Codice che l'assise desidera elaborare o rielaborare.

Gigliola Corduas
vice Presidente del Consiglio Nazionale Donne Italiane - CNDI, fondato nel 1903, riunisce associazioni
Fa parte dell'International Council of Woman e si propone di mutare le condizioni delle donne oltre che rafforzarne i diritti; quindi, far rete su obiettivi comuni, rafforzare i diritti di cittadinanza, condividere obiettivi ed individuare mete comuni.
"In questa epoca nella quale il singolo si sente sotto assedio, in questa epoca dove si è finiti per condividere incertezze, nella quale prevalgono legami deboli, in cui la realtà si è fluidificata, insomma in uno status generale e diffuso che non può che condurre all'individualismo, occorre urgentemente ricreare la sicurezza, il senso pieno di convivenza e il "vecchio" contenitore associativo può essere il luogo di condivisione più idoneo. Nella dimensione associativa si è nuovamente nella condizione di fare; in essa ci si sente entro una cornice di carattere etico, un luogo che consente di dare qualità alle relazioni, pur nella presenza di scorrettezze.

Nell'associazione, insomma, è possibile sperimentare il piacere di stare insieme e saper andar oltre".
Ricorda dunque Levinass allorché: "quando Dio chiese a Caino dove fosse suo fratello, lui arrabbiato rispose: sono forse io il custode di mio fratello ?"
Qui l'atto di nascita dell'individualismo.

Adriana Corsi
del Kiwanis International – Past Segretaria Nazionale
E' un'Associazione internazionale, presente in ben 92 Paesi e si occupa di bambini. "E' un Club service al servizio della comunità; nel 1967 nasce il primo Club a Milano, oggi, in Italia, se ne contano ben 140. Il sistema di valori prevalenti prende l'abbrivio dal principio: fai agli altri ciò che vorresti sia fatto a te". Quindi, continua, "naturalmente un'associazione può vivere ed agire allorché si conferma, e ciascun socio riconfermi, nella fedeltà ai valori condivisi, tutt'altro che homo omini lupus. La deontologia deve crescere con noi principiando dalla buona educazione ricevuta o che impartiamo. La legge morale dentro di me come il cielo stellato sopra di me", è il motto che desidera imprimere nella memoria dell'uditorio dopo aver richiamato che priorità assoluta, in ciascuna associazione, tocca alla piattaforma educativa che dovrà essere chiara e determinata.

Osvaldo De Tullio
del Lions International - Past Governatore
Inizia con il far rilevare come stia evolvendo positivamente l'autofinanziamento delle Associazioni, questo grazie all'istituto del 5 per mille che consente di non assoggettarsi alla politica, cui sempre si deve qualcosa in cambio. Quindi passa a considerare come: "mentre dovrebbe in re ipsa, ovvero nel fatto d'essere uomini, aver luogo e manifestarsi chiaramente la convivenza, quindi la regola, nella realtà contemporanea si deve, malauguratamente, registrare che le regole, anche quelle democraticamente composte, siano tutte in crisi. Quindi è manifesto l'oggettivo regresso valoriale. Persino il relativismo etico è improprio lessicalmente, atteso che è divenuto assoluto e perciò oggi tutto è consentito; in quel tutto c'è quel che fa comodo a ciascuno e questo è il vero assoluto scottante problema.

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