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CRONACA DI UNA GIORNATA DA RICORDARE
di Antonella Pagano

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I soci sono, rappresentano, creano la responsabilità personale, attraverso questa possiamo comprendere come il capitale sociale non possa assolutamente essere né pensato né tanto meno vissuto quale capitale egoistico: è lavorare per noi stessi; in questo il dato più importante e positivo.
Non meno importante è conoscere che l'Italia è lo Stato più associazionistico; che siamo il Paese più generoso del mondo e che pertanto è un vero peccato che ci spendiamo a dire il peggio di noi italiani, è peccato che ci dipingiamo come cinici!"

Marco Ravaglioli
Giornalista del TG1
Dopo aver ringraziato l'Onorevole Pinza per il Disegno di Legge sul Ruolo dell'Associazionismo in Italia, ritiene che sia sempre importante dare corpo alla disciplina morale, in specie in una realtà in cui l'associazionismo risulta così ramificato.
"E' povero quel mondo che non abbia un radicato associazionismo".
Persino l'aver ricordato un Codice Deontologico scritto 10 anni fa non ritiene affatto si tratti di una commemorazione, quanto piuttosto di un sapiente guardare al futuro. Oltre tutto, dice Ravaglioli,  non tutte le Associazioni rappresentano quello che dichiarano e non tutte le lobbies sono lobbies sane, a volte sono altro. Nasce da questo l'allarme che tiene lontane le nuove generazioni dalle associazioni, il loro manifesto distacco, l'indifferenza e il rinchiudersi nel piccolo mondo del calcio e della play station.

Annamaria Isastia
insegna Storia Contemporanea all'Università La Sapienza
Nello svolgere il tema: dalla "Tribù alla Massoneria", fra l'altro, richiama Garibaldi, Leone XIII , Ernesto Natan. "Di Garibaldi il quale sosteneva che "dovunque si tratti di una causa umanitaria si tratta di massoneria", della Chiesa dell''800 con Leone XIII, diversissima da quella dell'oggi allorché, secondo la Isastia, anche l'associazionismo laico soggiaceva al coordinamento dei Massoni. Di Natan, Gran Maestro d'Oriente, Sindaco di Roma che molto promosse l'associazionismo: "Uomini agli Uomini", dunque l'"Associazione alla base del mondo moderno".

 

Nell'800 è giusto parlare di Corporazioni di Mestieri non ancora di libere associazioni; queste nasceranno nel '700 in Inghilterra; terra d'avanguardia in Europa. Saranno laiche ma adagiate sulla e nella Massoneria; inoltre in esse vi erano anche i Pastori, dunque posso affermare che erano anche veicolate dalla Religione. In un mondo in cui si lottava per le classi e per la religione, le associazioni nascevano interclassiste e interreligiose; vi appartennero gli intellettuali dell'epoca.
Massoneria ed Illuminismo erano coevi, continua la Isastia; l'illuminismo s'infiltrò nella Massoneria che lo veicolò; di fatto i Massoni non si sono inventati alcunché, hanno solo assunto il nuovo e lo hanno divulgato.
Inglesi e francesi nei loro viaggi in Italia vi han portato e fondato le logge e con esse un nuovo senso dell'individuo e della pedagogia; una microsocialità, un microcosmo in cui vige il principio democratico, in cui si conformano tutte le democrazie occidentali e così le regole: l'elezione delle cariche, la rotazione e via di seguito. Nell'Italia preunitaria votava solo il 2% e solo mediante le Fratellanze operaie, società di mutuo soccorso, società garibaldine, tutte associazioni entro le quali vigevano principi democratici con la rotazione delle cariche.
Attraverso l'operato di queste associazione sia gli operai che le donne e il ceto medio si avvicinarono all' A B C della democrazia.
Queste le premesse lontane, il tessuto culturale, le finalità etiche. I passaggi successivi arrivano dall'America, là dove nascono le Associazioni di servizio: nel 1905 il Rotary, nei primi anni venti il Lions, il Kiwanis, lo Scoutismo, il Soroptimist; tutte con lontana radice massonica e con fini altruistici. Il Soroptimist viene fondato da un gruppo di donne in carriera già consolidata che lo espandono, negli anni venti del '900, in Europa e nel mondo, trasformato e laicizzato.
Se dovessi chiedermi cos'abbiano in comune queste associazioni, direi che nel mondo occidentale hanno divulgato la democrazia.
I Clubs di servizio, inoltre, sono tutti collegati all'ONU; qui in Italia hanno per lo più sostanza solidaristica, con profondo senso umanitario; fuori dall'Italia più utilitaristica.
Riescono a diffondere valori condivisi anche in Paesi dove la condivisione risulta molto difficile.

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