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I soci sono,
rappresentano, creano la responsabilità personale, attraverso questa
possiamo comprendere come il capitale sociale non possa
assolutamente essere né pensato né tanto meno vissuto quale capitale
egoistico: è lavorare per noi stessi; in questo il dato più
importante e positivo.
Non meno importante è conoscere che l'Italia è lo Stato più
associazionistico; che siamo il Paese più generoso del mondo e che
pertanto è un vero peccato che ci spendiamo a dire il peggio di noi
italiani, è peccato che ci dipingiamo come cinici!"
Marco Ravaglioli
Giornalista del TG1
Dopo aver ringraziato l'Onorevole Pinza
per il Disegno di Legge sul Ruolo dell'Associazionismo in Italia,
ritiene che sia sempre importante dare corpo alla disciplina morale,
in specie in una realtà in cui l'associazionismo risulta così
ramificato.
"E' povero quel mondo che non abbia un radicato
associazionismo".
Persino l'aver ricordato un Codice
Deontologico scritto 10 anni fa non ritiene affatto si tratti di una
commemorazione, quanto piuttosto di un sapiente guardare al futuro.
Oltre tutto, dice Ravaglioli, non tutte le Associazioni
rappresentano quello che dichiarano e non tutte le lobbies sono
lobbies sane, a volte sono altro. Nasce da questo l'allarme che
tiene lontane le nuove generazioni dalle associazioni, il loro
manifesto distacco, l'indifferenza e il rinchiudersi nel piccolo
mondo del calcio e della play station.
Annamaria Isastia
insegna Storia Contemporanea all'Università La Sapienza
Nello
svolgere il tema: dalla "Tribù alla Massoneria", fra l'altro,
richiama Garibaldi, Leone XIII , Ernesto Natan. "Di Garibaldi il
quale sosteneva che "dovunque si tratti di una causa umanitaria si
tratta di massoneria", della Chiesa dell''800 con Leone XIII,
diversissima da quella dell'oggi allorché, secondo la Isastia, anche
l'associazionismo laico soggiaceva al coordinamento dei Massoni. Di Natan, Gran Maestro d'Oriente, Sindaco di Roma che molto promosse
l'associazionismo: "Uomini agli Uomini", dunque l'"Associazione
alla base del mondo moderno".
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Nell'800 è giusto parlare di
Corporazioni di Mestieri non ancora di libere associazioni; queste
nasceranno nel '700 in Inghilterra; terra d'avanguardia in Europa.
Saranno laiche ma adagiate sulla e nella Massoneria; inoltre in esse
vi erano anche i Pastori, dunque posso affermare che erano anche
veicolate dalla Religione. In un mondo in cui si lottava per le
classi e per la religione, le associazioni nascevano interclassiste
e interreligiose; vi appartennero gli intellettuali dell'epoca.
Massoneria ed
Illuminismo erano coevi, continua la Isastia; l'illuminismo
s'infiltrò nella Massoneria che lo veicolò; di fatto i Massoni non
si sono inventati alcunché, hanno solo assunto il nuovo e lo hanno
divulgato.
Inglesi e francesi
nei loro viaggi in Italia vi han portato e fondato le logge e con
esse un nuovo senso dell'individuo e della pedagogia; una microsocialità, un microcosmo in cui vige il principio democratico,
in cui si conformano tutte le democrazie occidentali e così le
regole: l'elezione delle cariche, la rotazione e via di seguito.
Nell'Italia preunitaria votava solo il 2% e solo mediante le
Fratellanze operaie, società di mutuo soccorso, società garibaldine,
tutte associazioni entro le quali vigevano principi democratici con
la rotazione delle cariche.
Attraverso l'operato
di queste associazione sia gli operai che le donne e il ceto medio
si avvicinarono all' A B C della democrazia.
Queste le premesse
lontane, il tessuto culturale, le finalità etiche. I passaggi
successivi arrivano dall'America, là dove nascono le Associazioni di
servizio: nel 1905 il Rotary, nei primi anni venti il Lions, il
Kiwanis, lo Scoutismo, il Soroptimist; tutte con lontana radice
massonica e con fini altruistici. Il Soroptimist viene fondato da un
gruppo di donne in carriera già consolidata che lo espandono, negli
anni venti del '900, in Europa e nel mondo, trasformato e
laicizzato.
Se dovessi chiedermi
cos'abbiano in comune queste associazioni, direi che nel mondo
occidentale hanno divulgato la democrazia.
I Clubs di servizio,
inoltre, sono tutti collegati all'ONU; qui in Italia hanno per lo
più sostanza solidaristica, con profondo senso umanitario; fuori
dall'Italia più utilitaristica.
Riescono a
diffondere valori condivisi anche in Paesi dove la condivisione
risulta molto difficile.
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