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CRONACA DI UNA GIORNATA DA RICORDARE
di Antonella Pagano

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Ravaglioli commenta: "dunque vi sono ben 200.000 associazioni con matrice comune nella Massoneria, o forse non è solo questo?
Sicuramente è opportuno un approfondimento, quindi proporrei, a voi che sapete organizzare così bene i lavori, una giornata di studio esclusivamente su questo anche per indagare cosa spinge gli Italiani a fare associazionismo, cosa ad appartenere alle Confraternite, al mondo del culto e della religione".

Per Tano Grasso, Presidente Anti-racket nello svolgere la Sua relazione intorno a "La capacità di associazione di ogni individuo libero" dirà: "l'Associazionismo ha peculiarità tali da saper promuovere ed esprimere una società più giusta e legale"; a tale scopo coglie l'occasione di porre in comunione un particolarissimo esempio di associazionismo che, in verità, possiede anche l'elemento della necessità.
A tutto un mondo di commercianti destinati ad essere colpiti da richieste estorsive, quella che si prospettava non era che una unica, sola opportunità: rispondere insieme, uniti, nello stesso momento all'azione di forza contro.
Una strategia con tali caratteristiche, fra l'altro, riavrebbe messi al riparo da rappresaglie.
In terra di Mafia la paura è grande e la più grande paura è proprio quella legata all'essere solo dinanzi ad un problema tanto più grande del singolo, è una solitudine perniciosa
.
Nasce: "ADDIO PIZZO" a Palermo.
Un gruppo di ragazzi desiderosi di aprire un Pub e ben consapevoli di dover affrontare l'estorsione, pensarono bene di attaccare su tutte le saracinesche dei negozi un  biglietto listato a lutto.
Quel gesto si configurava anche quale atto di nascita di un popolo, oltre che di un movimento che è forte e perdura, immutato, senza oscillazioni, fra l'altro esempio unico in Italia.
Ritengo che riesca ad essere così efficace in quanto è una iniziativa a freddo, niente a che vedere con quelle iniziative a caldo che s'innescano dopo "fattacci".

 

Insomma quel caso nasceva a freddo, in un momento storico che non denunciava - già da tre anni – alcun atto intimidatorio, nessun incendio, niente altro, ma intanto il pizzo era ben vivo.
Insegna molto questo Modello, eppure i media non se ne sono mai occupati; la stessa politica ha da imparare molto da questo Modello; a tale riguardo debbo dire che, oggi, il limite della politica è proprio quello d'essere incapace di leggere, trovare, scoprire un fenomeno interessante che non gode del favore mediatico.
Più forte e significante appare, dunque, l'azione di quei ragazzi che sono stati capaci, a freddo, di sollevare un problema e di farne parlare.
E' importante, inoltre, rilevare che tra loro non v'è un leader. Peraltro, un Movimento monotematico che dura da così tanto tempo, cui tanti si aggregano per e con assoluto disinteresse, pone seriamente molti interrogativi, più ancora se si dovesse pensare che lo Stato ha sempre risposte inadeguate verso la Mafia; di più se si pensasse che la Mafia non è solo un fenomeno criminale, è anche economico, culturale che richiede, oramai senza ombra di dubbio, l'attivazione di pezzi di società civile. Né il problema può essere risolto tenendo  in carcere il più grande mafioso; è la base che deve essere attivata e coinvolta, oltre agli imprenditori, molti di essi pagano ancora il pizzo.
E' opportuno che la base sappia, inoltre, se andare dall'imprenditore A o B; se A paga pizzo significa che parte del mio-nostro (di gente onesta) denaro va al pizzo sicché io debbo scegliere B. In che consiste l'incisivo impegno di ben 12.000 consumatori: hanno deciso di andare da coloro che non pagano il pizzo. Una scelta morale che si sovrappone a scelte concrete, arrivano meno denari alla mafia, migliora il territorio. Ecco cosa può fare il singolo.
Innumerevoli altri ancora sono gli elementi che fanno obiettivamente rilevare la bontà multisfaccettata del Modello, ragioni per le quali ne ho proposto lo studio a livello accademico presso l'Università degli studi di Napoli.
Nella cartella del boss Lo Piccolo, arrestato due mesi fa, v'era l'elenco dei 220 commercianti che non pagavano il pizzo, elenco che è poi stato pubblicato sui quotidiani.

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