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ADRION cerca NEZIA …
"una storia d'amore"
di Mary Falco

LETTERA APERTA AD UN
COMUNE SENZA DENOMINAZIONE
di Aldo Viviano

continua da pagina 14

25 aprile1797 San Marco decide di salvare la "sua" città, ma quando scende a visitarla si accorge che in realtà è profondamente, irrevocabilmente pagana.
(racconto redatto solo in forma breve, come eventuale prologo) titolo possibile per una pubblicazione indipendente: "L'anello del tempo" nell'estate del '48 una giovane borghese si accorge d'aspettare un bambino da un patrizio, che la sposa immediatamente, ma sparisce subito dopo le nozze, lasciandola prigioniera d'una grande villa d'Asolo, a crescere la figlia bellissima e precoce. Una maga le afferma che in realtà il suo destino è stato deciso nel secolo precedente, la bambina apparentemente per gioco, offre alla madre un anello magico, ma questa sbaglia epoca ... titolo possibile per una pubblicazione indipendente: "La bambola" (1917) una sposa sparisce la vigilia delle nozze, ed il mancato marito è costretto a partire senza neppure sapere perché è scomparsa. Al fronte gli arrivano strane lettere, che invece di una spiegazione scrivono una curiosa, romanzesca Storia di Venezia. Gravemente ferito torna a casa e scopre che anche sua nonna aveva tentato di raccogliere materiale per un lavoro analogo. Ritrova la fidanzata, che tuttavia rimanda di giorno in giorno ogni spiegazione finché... già pubblicato:
RIFLESSI ...
una storia scritta sull'acqua
Filippi nel 1997
Prologo: 25 aprile 1797 San Marco decide di salvare la "sua" città, ma quando scende a visitarla si accorge che in realtà è profondamente, irrevocabilmente pagana.
452 durante le invasioni barbariche, una giovane patrizia d'Altino, che aveva deciso di farsi monaca, si trova invece coinvolta in una tempestosa storia d'amore, fuori da ogni tipo di legge e consuetudine fino allora conosciuta. Non riesce più a trovare conforto nella preghiera, ma, in attesa di una figlia, decide di consacrarla segretamente alla dea pagana della fecondità che le è misteriosamente apparsa.

Lettera aperta ad un Comune senza denominazione.
Penso ad un municipio etico, funzionante, e pongo alcune domande.
Quanta parte del bilancio annuale viene assorbita dall'organico di ufficio, e quanta in servizi ai contribuenti che sono chiamati a pagare le tasse.
Quale la qualità dei servizi, se ci sono; e se mancano, perché le tasse.
Una riflessione: è tuttora percorribile, l'attuale, percorribile, nei borghi a decremento anagrafico continuo, l'autonomia dell'ente; o è superata già da tempo, nel senso che le contrade dell'entroterra sono abbandonate, in quanto deprivate delle naturali risorse vivono ai margini della vita sociale.
Un'idea: quale potrebbe essere il vantaggio per la soluzione del problema con la creazione di un polo aggregante che comprenda due o più minuscole unità con precisi scopi: alleggerimento del peso fiscale, riattivazione delle pubbliche prestazioni mancanti, l'assistenza alle famiglie ed alle categorie deboli della fascia sociale, il ritorno degli emigrati e quindi più ricupero di occupazione, un maggior dialogo ed una qualificata presenza sul tessuto demografico.
Un'impressione: la torre medievale espressione delle libertà civili su feudatari e potentati, di cui si fregiano gonfaloni civici, è ormai fatiscente, forse è caduta.
Ora la torre sei tu.
Sei da ripristinare; e se da ritoccare o rifare, quale l'uso del contenitore, quale senso ha il contenitore senza cittadini.
Se destinato al decadimento, che ragione ha persistere nel tenere in piedi un "monumento" diventato solo simbolo o logo.
Una prospettiva: tornare indietro, come, se a stento si riesce a formare la lista dei candidati al voto popolare, e talora subentra il commissario per assenza o indisponibilità di soggetti attivi.
Infine, quale preparazione, affidabilità, competenza, senza la necessaria abilitazione al governo amministrativo.
La mancanza dell'interpunzione vuol dire che le risposte sono affidate ai responsabili della cosa pubblica, in attesa di opportune soluzioni.
Con saluti.

Si annuncia la volontà di costituire in Colobraro una compagnia teatrale allo scopo di divulgare la lingua colobrarese, così come codificata nel Dizionario Colobrarese Italiano, pubblicato da questa rivista.
Si accettano adesioni di simpatizzanti del nostro idioma.
Capofila dell'iniziativa oltre a questa rivista è il Signor Nicola Gulfo.
La compagnia non deve avere scopo di lucro, quindi non vi sono spese da sostenere da parte di chi desidera partecipare.
N.B. Per adesioni rivolgersi ai seguenti indirizzi di posta elettronica.

e-mail: lucarelli@starttel.it
e-mail: mani.g@tiscali.it

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