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Non è difficile immaginare ciò che in
questi giorni sta accadendo nelle segrete stanze dei reconditi àmbiti
politici dei (numerosi) pertiti in lizza.
Questi tappezzeranno spazi, manifesti, schede.
Tutte le schermaglie, ambizioni, istanze, avance, camarille, gli
incontri, i riferimenti, le raccomandazioni e non ultimi i ricatti.
Un panorama noetico di grosse
proporzioni, nel quale stanno come in agguato i possibili eletti alla
imminente legislatura repubblicana.
C'è l'amico diffidente pronto a rivolgere augurii viscidi come pesce
nelle mani appena emerso.
C'è altri disposto alla competizione in qualità di prezzolato o
interessato per qualche faccenda personale o di famiglia.
C'è altresì chi lontano da siffatti accoliti di frontiera vuol parlare
di rappresentanza e di servizio nella guida della cosa pubblica come
nella vita.
Colui il quale si dispone ad interpretare i bisogni della comunità, deve
innanzitutto conoscerli, vivere in mezzo alla gente, interpellarne il
gradimento.
Non con le dannate circolari affidate anonimamente a ignari postini,
senza indirizzo specifico, senza passione per gli altri, senza cuore.
Circolari fredde destinate ad essere cestinate ancora chiuse in busta
pubblicitaria.
Al solo vederle viene la nausea perché interrompono le necessarie
premesse urgenti ai fini delle opzioni e delle scelte.
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Si potrebbero chiamare scellerate in quanto sanno soltanto di provocazioni,
sicumere, presunzioni di farsi leggere.
Materiale cartaceo destinabile ad uso diverso, non a subordinare
destinatari mutuati da elenco telefonico.
Certo, c'è il rimborso spese da parte dello stato, e la modalità
d'impiego è una via "breve", quella scritta e non calcata.
I passi sono faticosi, la voce ha parole di alterità, le parole
suppongono il pensiero, il pensiero viene da idee, le idee sono
esperienze di vita.
Chi siede in consiglio, nell'esecutivo, nell'amministrazione di ogni
ente ha il dovere del servizio, di mettersi cioè a disposizione delle
finalità da perseguire, non a scopi personali o di grandezza, bensì a
bene e profitto generale di tutti coloro i quali hanno dato il consenso
alla carica elettiva.
Il servizio è una cosa seria.
Significa avere quotidiano contatto personale con la realtà particolare,
questa rapportare all'insieme dei problemi emergenti dal confronto di
tutte le realtà gravitanti nelle varie aree.
Cammino difficile per chi osa intraprenderlo.
Ci vuole tanta buona volontà di dirigere sistematicamente i passi, un
cuore sano, polmoni a grande respiro, grande capacità di sintesi e
composizione delle diverse anime o sfaccettature della tante tematiche
dei bisogni.
Pertanto, non augurii, pura parola flatus vocis, ma scelta (non
imposizione) del candidato migliore, dalla parte di chi la fa, mai da
chi si propone con "votantonio"! |