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UN PANORAMA NOETICO
di Aldo Viviano

Non è difficile immaginare ciò che in questi giorni sta accadendo nelle segrete stanze dei reconditi àmbiti politici dei (numerosi) pertiti in lizza.
Questi tappezzeranno spazi, manifesti, schede.
Tutte le schermaglie, ambizioni, istanze, avance, camarille, gli incontri, i riferimenti, le raccomandazioni e non ultimi i ricatti.
Un panorama
noetico di grosse proporzioni, nel quale stanno come in agguato i possibili eletti alla imminente legislatura repubblicana.
C'è l'amico diffidente pronto a rivolgere augurii viscidi come pesce nelle mani appena emerso.
C'è altri disposto alla competizione in qualità di prezzolato o interessato per qualche faccenda personale o di famiglia.
C'è altresì chi lontano da siffatti accoliti di frontiera vuol parlare di rappresentanza e di servizio nella guida della cosa pubblica come nella vita.
Colui il quale si dispone ad interpretare i bisogni della comunità, deve innanzitutto conoscerli, vivere in mezzo alla gente, interpellarne il gradimento.
Non con le dannate circolari affidate anonimamente a ignari postini, senza indirizzo specifico, senza passione per gli altri, senza cuore.
Circolari fredde destinate ad essere cestinate ancora chiuse in busta pubblicitaria.
Al solo vederle viene la nausea perché interrompono le necessarie premesse urgenti ai fini delle opzioni e delle scelte.

Si potrebbero chiamare scellerate in quanto sanno soltanto di provocazioni, sicumere, presunzioni di farsi leggere.
Materiale cartaceo destinabile ad uso diverso, non a subordinare destinatari mutuati da elenco telefonico.
Certo, c'è il rimborso spese da parte dello stato, e la modalità d'impiego è una via "breve", quella scritta e non calcata.
I passi sono faticosi, la voce ha parole di alterità, le parole suppongono il pensiero, il pensiero viene da idee, le idee sono esperienze di vita.
Chi siede in consiglio, nell'esecutivo, nell'amministrazione di ogni ente ha il dovere del servizio, di mettersi cioè a disposizione delle finalità da perseguire, non a scopi personali o di grandezza, bensì a bene e profitto generale di tutti coloro i quali hanno dato il consenso alla carica elettiva.
Il servizio è una cosa seria.
Significa avere quotidiano contatto personale con la realtà particolare, questa rapportare all'insieme dei problemi emergenti dal confronto di tutte le realtà gravitanti nelle varie aree.
Cammino difficile per chi osa intraprenderlo.
Ci vuole tanta buona volontà di dirigere sistematicamente i passi, un cuore sano, polmoni a grande respiro, grande capacità di sintesi e composizione delle diverse anime o sfaccettature della tante tematiche dei bisogni.
Pertanto, non augurii, pura parola flatus vocis, ma scelta (non imposizione) del candidato migliore, dalla parte di chi la fa, mai da chi si propone con "votantonio"!

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